«Bisogna entrare nelle scuole, educare all'amore per gli animali e far prevenzione a partire dai più piccoli». Lo dice Riccardo Zingaro responsabile Provinciale di Oipa, l'Organizzazione Internazionale Protezione Animali e delle Guardie Zoofile di Ragusa. «Quello che è stato fatto a Leone è un atto di crudeltà dovuta anche all'ignoranza».

Leone è il nome del povero cucciolo randagio che qualche giorno fa ad Acate, comune a nord di Ragusa, ha rischiato la sua vita per l'aggressione da parte di un gruppetto di bambini di nove, dieci anni che hanno cercato di mozzargli le orecchie con delle forbici. Un episodio drammatico che ha lasciato tutti sconvolti.

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Il brutale attacco sarebbe quasi riuscito del tutto se i lamenti strazianti del povero animale non avessero attirato l’attenzione di un passante che è immediatamente intervenuto a interrompere quella crudeltà indescrivibile, chiamando le forze dell’ordine e i soccorsi e salvando, con l’aiuto delle cure di un veterinario, il povero cucciolo. «Il cane ora sta bene, ma è stato fortunato, perché poteva morire dissanguato se non fosse intervenuto qualcuno a salvarlo», continua ancora Zingaro. «Ad Acate manca tutto, non ci sono stalli, nessun canile, mancano le strutture per la degenza e il fenomeno del randagismo è sviluppatissimo e non esistono programmi per arginarlo. Leone, che deve seguire un certo procedimento perché è sotto sequestro giudiziario, l'ho dovuto mandare in uno stallo a 40 chilometri, assurdo».

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Per quanto riguarda la dinamica degli avvenimenti, Zingaro racconta che il gruppo avrebbe preso di mira una cucciolata di randagi che si aggirava non lontano dalle loro abitazioni. Si sarebbero avvicinati e una volta conquistata la loro fiducia sarebbero cominciati con i maltrattamenti, lanciandosi sulle povere bestie con forbici e coltelli.

«I bambini sono stati identificati, ma per la loro piccola età non sono in alcun modo perseguibili. Non ci si può nemmeno costituire parte civile. Io ho chiesto di ottenere almeno l'obbligo di far seguire loro dei corsi di rieducazione. Vediamo».

Al cane sono state ricucite le orecchie e ora sta bene. Il nome, Leone, dicono i veterinari che lo hanno curato, è per il coraggio dimostrato dal cucciolo sopravvissuto a un atto di tale crudeltà: «Ho ricevuto tante richieste di adozione e sui social è partita una raccolta fondi per pagargli le cure. In tanti hanno dimostrato grande solidarietà per il cucciolo. Il problema però è la mancanza di sensibilità delle Amministrazioni locali. È questo che dovrebbe cambiare per far sì che cambi a sua volta una situazione non più tollerabile».

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