Il piccolo Leone, il cucciolo randagio di Acate, in provincia di Ragusa, aggredito brutalmente da un gruppo di bambini tra i 9 e i 10 anni che hanno cercato di mozzargli le orecchie con delle forbici, a distanza di alcun giorni da quell'evento orribile sta meglio anche se non si è ancora ristabilito del tutto. Le sue condizioni vengono costantemente tenute sotto controllo.

«Le ferite si sono cicatrizzate, quelle dell'anima speriamo lo facciano presto» racconta a Kodami Riccardo Zingaro, responsabile Provinciale di Oipa e delle Guardie Zoofile di Ragusa. «Ha tolto finalmente il collare elisabettiano e ringrazio tutti coloro che ci stanno vicino e che si prodigano per lui. Purtroppo oggi lo abbiamo dovuto riportare in clinica perché ha avuto di nuovo dei problemi gastrointestinali per via della terapia farmacologica contro l'infezione che è decisamente pesante. Ora dovrà fare una dieta tutta particolare per riprendersi perché mangiava molto poco. Ma siamo ottimisti».

Nel frattempo sono stati sequestrati anche altri due randagi che facevano parte della cucciolata di Leone aggredita dai ragazzini: «Avrebbero rischiato di fare la stessa fine – continua Zingaro – Anche loro sono accuditi come Leone, nello stallo delle nostre volontarie e cercano una famiglia che li accolga. Devo davvero ringraziare tutte le volontarie che spendono intere giornate per prendersi cura di tutti loro. Tempo che non avrebbe prezzo ma che solo chi ama gli animali può dare. Incrociamo le dita, – conclude – le richieste di adozione sono tantissime, come gli attestati di stima. Grazie davvero».

L'attacco a Leone ha destato molta attenzione proprio per la brutalità con il quale è stato realizzato. Aggressione che oltretutto sarebbe riuscita del tutto se i lamenti strazianti del povero animale non avessero attirato l’attenzione di un passante che è immediatamente intervenuto a interrompere quella crudeltà indescrivibile, chiamando le forze dell’ordine e i soccorsi e salvando, con l’aiuto delle cure di un veterinario, il povero cucciolo. La zia di uno dei bambini attraverso un post su Facebook, poi rimosso, aveva reso noto che i ragazzi lo avevano fatto pensando che tagliandogli le orecchie "il cane sarebbe stato più bello".