Se in questi anni vi è capitato di leggere qualcosa sugli anfibi, vi sarete accorti che quasi sempre si tratta di brutte notizie. Negli ultimi 40 anni un fungo patogeno ha decimato le popolazioni di rane e rospi in tutto il mondo, spingendo tantissime specie verso il baratro dell'estinzione. Non tutto potrebbe però essere perduto, perché finalmente arrivano anche buone notizie: secondo un nuovo studio appena pubblicato sulla rivista Biological Conservation, la riscoperta di numerose rane considerate estinte, regala una flebile speranza anche per la ricomparsa e la conservazione di altre specie.

Gli anfibi sono il gruppo di vertebrati che più di tutti sta subendo le conseguenze della sesta estinzione di massa. Il microscopico fungo chitridio (Batrachochytrium dendrobatidis) comparso negli anni 80, sta letteralmente falcidiando rane e rospi in ogni angolo del pianeta. Oggi quasi la metà di tutte le specie di anfibi (il 41%, forse addirittura il 60%) rischiano seriamente l'estinzione e molte sono purtroppo già scomparse per sempre. Fortunatamente, di tanto in tanto qualche specie considerata ormai persa rispunta qua e là, come accaduto con diverse rane appartenenti al genere Atelopus, diffuse in Centro e Sud America.

Atelopus ignescens, considerata estinta in Ecuador negli anni 80, è stata poi riscoperta nel 2016. Questo esemplare è stato fotografato in natura nel 2019. Kyle E. Jaynes et al., 2022
in foto: Atelopus ignescens, considerata estinta in Ecuador negli anni 80, è stata poi riscoperta nel 2016. Questo esemplare è stato fotografato in natura nel 2019. Kyle E. Jaynes et al., 2022

Gli ecologi della Michigan State University, insieme ad alcuni esperti dell'Ecuador, hanno notato che tra questi anfibi, conosciuti anche come rane arlecchino, c'era un numero sorprendentemente alto di specie prima dichiarate estinte e poi riscoperte. Ma sebbene alcune di queste presunte estinzioni fossero da imputare a una totale assenza di studi, alcune di queste specie erano invece ben monitorate, il loro declino pressoché indiscutibile ed erano stati anche compiuti numerosi sforzi di conservazione per salvarle.

Mettendo quindi insieme tutte le informazioni disponibili sulle rane arlecchino "tornate in vita" e aggiungendo nuovi dati raccolti sul campo, gli autori sono riusciti a dimostrare che fino a ben 32 specie un tempo ritenute estinte o presunte tali, sopravvivono ancora in natura. Per l'esattezza tra le 18 e le 32 specie, numeri che coprono il 25-37 % di tutte le possibili rane arlecchino considerate estinte negli ultimi due decenni. Il lavoro del team dipinge quindi un quadro leggermente più luminoso per il futuro di queste rane e per quello della biodiversità in generale, perché nonostante il declino molte ancora resistono.

Le rane arlecchino sono tra l'altro un gruppo di anfibi neotropicali abbastanza rappresentativo di ciò che stanno passando quasi tutti gli altri anfibi. Con 94 specie descritte e un stima di 126-166 specie potenziali, possono essere usate come modello per comprendere meglio il declino e lo status anche di altri gruppi. Hanno infatti subito un tracollo tra i più gravi di qualsiasi altro genere di rane, con addirittura il 70% delle specie valutate dalla IUCN considerate In pericolo critico (CR) o già estinte.

Se sono state riscoperte numerose rane arlecchino, allora molti altri anfibi considerati estinti potrebbero essere ancora lì fuori
in foto: Se sono state riscoperte numerose rane arlecchino, allora molti altri anfibi considerati estinti potrebbero essere ancora lì fuori

Nonostante ciò, queste numerose riscoperte fanno quindi ben sperare anche per il ritrovamento di altre rane e rospi ormai dichiarati estinti e che invece potrebbero ancora nascondersi da qualche parte lì fuori. Per molti anfibi minacciati la loro storia sulla Terra potrebbe quindi non essere ancora finita, riaccendendo una flebile speranza che i ricercatori annunciano però con la dovuta cautela: riscoperta non significa affatto recupero. Anche se non estinti, tutti questi anfibi sono ancora gravemente minacciati dal chitridio, dalla perdita di habitat, dai cambiamenti climatici e dalla scarsa variabilità genetica.

La corsa contro il tempo per salvare quante più specie possibili dall'estinzione non è affatto finita, ma grazie a studi come questi che alimentano le speranze, ora possiamo trovare nuovi stimoli e incentivi per correre ancora più velocemente. Ricerche future proveranno infatti a comprendere meglio quali sono i meccanismi e le circostanze che hanno permesso a queste specie di resistere. In questo modo, le ricerche degli individui superstiti potranno essere condotti con maggiore efficacia, dando il via a nuovi progetti di recupero in cattività come quelli che stanno salvando già alcune rane arlecchino.