11 Luglio 2023
11:41

Quasi 40 mila firme per vietare di tenere i cani alla catena: «Migliaia rischiano la vita»

Un’ordinanza straordinaria per vietare di detenere i cani alla catena durante i difficili momenti dell’ondata di caldo estiva. È l'appello di Fondazione Cave Canem, Green Impact e Animal Law Italia (Ali) per liberare i cani dalle catene grazie a una petizione  giunta a quasi 40mila firme.

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cane capanno

Un’ordinanza straordinaria per vietare di detenere i cani alla catena durante i difficili momenti dell’ondata di caldo estiva. È quanto chiede la coalizione formata da Fondazione Cave Canem, Green Impact e Animal Law Italia (Ali), promotori della petizione per liberare i cani dalle catene in tutta Italia, giunta a quasi 40mila firme.

Fino a ora, con il loro appello la coalizione delle tre associazioni ha raggiunto risultati in Campania, Lazio, Provincia Autonoma di Trento e Toscana, che l’anno scorso ha introdotto un divieto urgente per l’emergenza incendi estivi. Dal lancio della campagna #liberidallecatene, avvenuto nel marzo 2021, la petizione si è rivelata uno strumento di sensibilizzazione sia per la politica per i cittadini.

«La nostra raccolta firme è arrivata quasi a quota 40.000 e noi continueremo a portare avanti questa battaglia di civiltà finché, tutti i cani di Italia, non saranno finalmente liberi dalle catene! – hanno dichiarato Gaia Angelini, Federica Faiella, Alessandro Ricciuti, promotori della coalizione – Auspichiamo di poter incontrare i Presidenti per esporre il fenomeno che causa, ogni anno, migliaia di vittime tra i cani detenuti alla catena, esposti alle condizioni meteo più infauste, senza possibilità di fuga in caso di pericolo».

Questa pratica crudele, oltre a essere incompatibile con le esigenze etologiche del cane ha conseguenze negative sullo stato psicologico, emotivo e fisico dell’animale, come affermano numerosi esperti italiani e internazionali. E può rivelarsi particolarmente pericolosa in caso di incendio o di altra emergenza, dato che impedirebbe all'animale di scappare per mettersi in salvo. Il più delle volte, i cani sono costretti alla catena in luoghi lontani dalle abitazioni, maggiormente esposti quindi al pericolo delle fiamme nei mesi caldi.

La combinazione di questi due aspetti dovrebbe essere di particolare valore per il legislatore nazionale dopo la riforma che ha introdotto la tutela di animali e ambiente in Costituzione, con la quale all'articolo 9 è stato stabilito che le forme e i modi di questa tutela devono essere disciplinati dallo Stato.

«La Repubblica promuove lo sviluppo della cultura e la ricerca scientifica e tecnica. Tutela il paesaggio e il patrimonio storico e artistico della Nazione.
Tutela l'ambiente, la biodiversità e gli ecosistemi, anche nell'interesse delle future generazioni. La legge dello Stato disciplina i modi e le forme di tutela degli animali».

Ad oggi, in Italia, la regolamentazione di questo tema è  però demandata ai singoli enti territoriali: nonostante ci sia ancora molto da fare, ci sono stati anche sviluppi positivi negli ultimi anni. La Campania, ad esempio, ha integrato la sanzione mancante nella Legge Regionale che pur prevedendo un divieto non stabiliva alcuna sanzione per i trasgressori. Il Lazio invece ha modificato radicalmente la propria legge introducendo un chiaro divieto di detenzione dei cani a catena. Il divieto è stato introdotto nella Provincia autonoma di Trento lo scorso dicembre, con una legge entrata in vigore proprio il primo luglio 2023. Attualmente metà del Paese ha una normativa per il divieto permanente: Lazio, Campania, Umbria, Marche, Emilia Romagna, Abruzzo, Puglia, Lombardia, Veneto, oltre a Trento.

«Attendiamo risposte urgenti dalla Toscana – hanno dichiarato le associazioni – che per prima e unica in Italia, nel luglio 2022, aveva introdotto l’ordinanza straordinaria per rischio incendi e, a maggio di quest’anno, ha visto il Consiglio regionale approvare, all’unanimità, una mozione che richiede l’introduzione di una legge di divieto di detenzione di cani a catena. Chiediamo l’immediato adeguamento di 9 regioni e della Provincia autonoma di Bolzano che ancora non hanno adottato questo strumento di tutela della salute e del benessere dei cani».

La soluzione, l'unica efficace per il benessere degli animali resta però quella del provvedimento nazionale: una legge per vietare su tutto il territorio la pratica di detenere i cani alla catena.

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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