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Etologa
quali animali cantano

Quali animali, oltre agli uccelli e a noi, cantano? E, soprattutto, perché lo fanno? Per trovare compagnia? Per marcare il territorio? C’è sempre dietro un motivo “serio”, oppure anche loro, come noi, semplicemente si divertono? Un po’ di pazienza, e nelle prossime righe troverete svelati tutti gli arcani. Prima, però, facciamo chiarezza: cosa ci dice che un animale stia proprio cantando? Solitamente, negli animali, si definisce canto l’emissione di una sequenza di toni, eventualmente ripetuti in un certo periodo di tempo, che crea qualcosa di molto simile a ciò che chiamiamo “melodia”. In pratica, come sostiene Brian Farrell, professore di biologia all'Università di Harvard, «tutte le canzoni sono suoni, ma non tutti i suoni sono canzoni». Quindi – vi prego di non rimanerci male – ma no, il vostro cane, quando abbaia, non sta cantando!

Alcuni ricercatori statunitensi hanno studiato le regole ritmiche del repertorio musicale dei passeri canori (Melospiza melodia), scoprendo che le canzoni questi piccoli uccelli mostrano una complessità strutturale superiore a quella di tutti gli altri animali.

Passero canoro (Melospiza melodia)
in foto: Passero canoro (Melospiza melodia)

Ma anche negli altri animali il canto può avere funzioni precise, quali, ad esempio, la difesa del territorio e delle risorse, la competizione tra i maschi, e il corteggiamento. Al di là di questi ruoli strumentali, gli animali cantano anche solo per il puro piacere di farlo? A questa domanda i ricercatori non hanno ancora trovato una risposta conclusiva. Sappiamo, però, che gli animali giocano, che hanno “vite emotive" che guidano il loro comportamento, e in fine ci sono prove crescenti del fatto che hanno anche una risposta emozionale alla musica.

Il topo canterino di Alston

Se avete avuto la fortuna di compiere un viaggio avventuroso, attraversando le foreste pluviali dell’America centrale, potrebbe esservi capitato di udire uno scambio di trilli, strilli e cinguettii, e aver pensato che a produrli fossero due uccellini. Sorpresa! Con tutta probabilità, le due creature cantanti erano invece topi. Quello che avete avuto la fortuna di ascoltare, infatti, poteva essere un duetto d’amore tra un maschio e una femmina di topi canterini di Alston (Scotinomys teguina), oppure un duello (più che un duetto) tra due maschi rivali.

Questi topi piccoli piccoli – il loro peso non supera quello di una noce – diurni e insettivori, si scambiano lunghe e elaborate sinfonie di note: possono durare fino a sedici secondi e abbracciano sia le frequenze udibili dal nostro orecchio che quelle ultrasoniche (10–43 kHz).

Quando canta, il maschio alza gli arti anteriori e volge lo sguardo in alto, davanti a sé, assumendo una postura degna di Pavarotti! Ogni nota è accompagnata da un movimento coordinato della mascella e da un mini-respiro.

Le femmine sembrano preferire i canti con note di frequenze più elevate. Un aspetto davvero sorprendente è che durante queste interazioni sociali, i maschi evitano di sovrapporsi: mentre un rivale sta cantando, l’altro aspetta educatamente il proprio turno, attendendo che abbia smesso. Sono dinamiche che ricordano molto le conversazioni umane.

Il pipistrello di Nathusius

Studi recenti sui pipistrelli suggeriscono che il canto, in questo ordine ampio di mammiferi, non sia così raro come, invece, un tempo si riteneva. A quanto pare, almeno venti diverse specie di pipistrelli, su milletrecento esistenti, ha esteso il proprio repertorio vocale al canto. Tra queste troviamo il pipistrello di Nathusius (Pipistrellus nathusii), frequente abitante delle aree urbane, anche in Italia.

È ormai ben documentato che questo pipistrello canti sia in volo che quando è fermo, per proteggere il territorio. La notevole variabilità acustica tra gli individui e la varietà dei tipi di canto nei diversi contesti lascia supporre che i pipistrelli usino queste melodie anche per riconoscersi e per attirare una potenziale compagna e trattenerla con sé.

I pipistrelli possono riorganizzare rapidamente le sequenze di note, tra l’altro, improvvisando in base ai gusti della femmina. Le canzoni dei mammiferi volanti appartenenti al genere Pipistrellus sono tipicamente molto semplici. Il pipistrello di Nathusius è quello che, rispetto alle altre specie, ha la migrazione stagionale più consistente e il repertorio canoro più complesso.

I gibboni

I pipistrelli non sono gli unici mammiferi che cantano. Il canto è stato documentato anche in alcune specie di primati non umani, in particolare nei gibboni. I gibboni (Hylobatidae) sono piccole scimmie arboree territoriali che vivono nelle foreste sempreverdi di latifoglie del sud-est asiatico. Tutte le specie di gibbone producono richiami forti, anche abbastanza complessi, ma non tutte emettono vocalizzazioni con lo schema ritmico proprio del canto.

I gibboni sono gli unici primati non umani che duettano. Nella maggior parte delle specie, infatti, gli adulti duettano tra loro, emettendo armonie tipicamente distintive della specie e del sesso, spontaneamente o in risposta ai canti dei vicini. Duettare aiuta a rafforzare il legame sociale e a circoscrivere meglio il territorio dalle altre coppie. Ciò nonostante, in due specie, H. moloch e H. klossii, i maschi e femmine cantono esclusivamente da solisti e la ragione di questa preferenza rimane sconosciuta.

Alcuni gibboni emettono richiami vocali quando rilevano un predatore, come un rapace, un grande felino o un serpente. Da un’attenta analisi, è emerso che questi segnali, dal punto di vista acustico, non sono semplici richiami di allarme, ma vere e proprie arie complesse prodotte utilizzando meccanismi vocali comuni anche nei cantanti d'opera. Perché i gibboni hanno bisogno addirittura di cantare quando avvertono un predatore? È probabile la loro massa corporea, più piccola rispetto a quella di altri membri della superfamiglia degli Hominoidea, li renda particolarmente vulnerabili alla predazione.

Le balene

Nelle isole Ogasawara, 1000 km a sud di Tokyo, in Giappone, le megattere (Megaptera novaeangliae) del Pacifico settentrionale occidentale (asiatico) si riuniscono per riprodursi durante i mesi invernali. Le megattere sono forse l'esempio più noto di mammifero che canta per amore. I maschi producono un canto in cui si riconosce una sessione vocale complessa, composta da più suoni chiamati unità. Una serie di unità forma una “frase” e ogni sequenza di frasi costituisce un “tema”.

La frequenza fondamentale delle unità va da alcune decine di Hz a 4 kHz e le armoniche superiori raggiungono i 24 kHz. Le funzioni di queste esibizioni canore sono ancora poco chiare, ma si ipotizza che siano numerose: ad esempio, potrebbero servire ad attirare le femmine o a trasmettere lo stato o la posizione tra i maschi. L’inquinamento acustico prodotto dal traffico marittimo, purtroppo, disturba fortemente il comportamento canoro delle megattere e ciò significa che potrebbe anche influire negativamente sulla loro riproduzione.

Bibliografia

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