Un team di ricercatori statunitensi ha studiato il variegato repertorio musicale dei passeri canori. Tantissimi uccelli comunicano attraverso vari tipi di vocalizzazioni come richiami e canti, in un susseguirsi spesso melodioso di note e cinguettii. In ornitologia questi due segnali sonori sono distinti in base alle funzioni che hanno, oltre che alla complessità, durata e contesto: i primi sono solitamente brevi e semplici e assolvono a funzioni quotidiane quali allarmare o mantenere in contatto i membri dello stormo, mentre i canti sono esibizioni lunghe e spesso associati ai rituali di corteggiamento e all'accoppiamento.

Ogni maschio mostrerà esibizioni uniche, sebbene nell'apprendimento sarà influenzato dai familiari e dai vicini sviluppando dialetti locali.

Generalmente gli studiosi ritengono che i componimenti canori degli uccelli non siano caratterizzati da sequenze sintatticamente troppo complesse, e che anzi manchino di elementi musicali ripetitivi, come ritmi particolarmente lunghi.

Ma alcuni cantanti sono più "sofisticati" di altri. I passeri canori americani cantano con sorprendente varietà, ripetendo ogni tipo di canzone in una serie consecutiva chiamata "incontro", una sorta di repertorio musicale.

Un repertorio di decine di brani per non annoiare mai le ascoltatrici

Nello studio del canto degli uccelli, la sintassi può riferirsi a regolarità sia nel modo in cui le note sono assemblate per produrre canti o nel modo in cui vari canti sono assemblati in sequenze: la sintassi degli uccelli è generalmente considerata semplice, ed in particolare priva di connessioni a lunga distanza in cui un elemento musicale influisce sulla scelta di un altro posizionato più avanti nella sequenza. Gli uccelli in parole povere sviluppano ritmi piuttosto semplici.

Nei passeri canori (Melospiza melodia) invece le loro esibizioni mostrano una sorta di "regola ciclica" come se seguissero una playlist musicale di più di una decina di brani. Ma attenzione, anche il susseguirsi dei brani nello stesso ordine stancherebbe: la posizione dei vari componimenti cambia quindi di ciclo in ciclo, avendo memoria di ciò che hanno già cantato nella sequenza. Le canzoni possono essere prodotte in qualsiasi sequenza e poiché non è possibile assegnare alcun limite assoluto alla lunghezza della sequenza, la varietà di potenziali sequenze è infinita.

Una serie di regole per cantare come un passero

Ma questa non è l'unica regola scoperta dai ricercatori. Altre cinque regole strutturali sono state individuate, portando gli scienziati a riconoscere di essere di fronte a livelli di sintassi terribilmente più complessi di quelli in precedenza attribuiti ad animali non umani.

Ad esempio i passeri canori seguono anche una "regola della durata dell'incontro": più vi sono ripetizioni di un tipo di canzone in un incontro, maggiore è il ritardo fino a quando il cantante non tornerà a cantare di nuovo quel brano.

Oppure la "regola psico-idraulica": più a lungo un cantante va senza cantare un particolare tipo di canzone, più lungo sarà il prossimo incontro di quel tipo di canzone. Come se caricasse il pubblico prima di proporgli il suo pezzo migliore.

Si sa, ogni artista ha le sue preferenze personali anche rispetto le proprie opere, ed infatti altre regole riguardano le preferenze mostrate da ogni individuo per un determinato brano o per una particolare transizione da una canzone ad un'altra

Immaginate ora che "memoria sonora" dev'essere posseduta per tenere contemporaneamente presenti tutte queste regole. Il risultato di queste complicatissime scelte è un'esibizione sempre varia, interessante e di successo, capace di colpire l'udito e "il cuore" delle ascoltatrici, convincendole che stanno per riprodursi con il maschio migliore in circolazione.