Intervista a Stefano Marcon
Presidente della Provincia di Treviso

Il lavoro dei CRAS, i Centri di Recupero di animali selvatici in difficoltà, è fondamentale perché si tratta di presidi essenziali per la salvaguardia del nostro territorio e di una risorsa preziosa per la conservazione dei selvatici e la tutela dell’ambiente.

Purtroppo sono sempre moltissimi gli esemplari soccorsi da questi veri e propri Pronto Soccorso per animali e ne sono stati 500 quelli recuperati dal CRAS di Treviso solo dall’inizio dell’anno.

«Il nostro è un servizio che resta aperto 24 ore su 24 ed è gestito direttamente dalla Provincia di Treviso che si occupa di intercettare la fauna selvatica in situazioni critiche sul territorio, grazie all'attento monitoraggio della Polizia provinciale e delle segnalazioni effettuate dai cittadini», spiega a Kodami il presidente della Provincia di Treviso, Stefano Marcon. «Sono molte le situazioni che il personale della Provincia gestisce ogni giorno: dal salvataggio di esemplari feriti a causa di investimenti stradali fino ai cuccioli appena nati che necessitano di intervento. Attualmente sono in degenza al nostro CRAS, con cui è convenzionata anche la Provincia di Belluno, 57 animali di diverse specie, soprattutto volatili, ma anche molti altri, come i ricci».

Come funziona la struttura?

«Il veterinario e il personale sanitario incaricato dalla Provincia si occupano di comunicare, ai cittadini che hanno fatto la segnalazione, come muoversi in quella determinata circostanza: nella maggior parte dei casi, infatti, è meglio non toccare l'animale o il cucciolo trovato. Sarà cura degli agenti della Polizia provinciale intervenire sul luogo del recupero. Non è mai troppo ripeterlo: qualora doveste imbattervi in una lepre, in un merlo o in qualsiasi altro animale selvatico in difficoltà non raccoglieteli ma telefonate subito al numero 320.4320671 per informare il Centro».

Quali sono le specie più segnalate dalla cittadinanza e successivamente recuperate dal CRAS?

«Abbiamo avuto ben 91 casi di intervento per salvaguardare i merli. A seguire ci sono il riccio europeo (43 recuperi), la lepre europea, la tortora dal collare, il capriolo, il germano reale, il codibugnolo e il colombaccio. Per quanto riguarda invece i cuccioli e gli svezzamenti, i periodi più intensi sono stati a febbraio, quando sono iniziate le cucciolate di lepri (circa 30 quelle seguite) e successivamente ad aprile, in cui si è verificato il maggiore afflusso di merli, tortore, allocchi e picchi e anche cuccioli di riccio».

Le specie adulte più presenti al centro quali sono?

«Attualmente in degenza ci sono 13 merli, 12 tortore dal collare, 10 germani reali, 5 lepri europee e 4 gheppi. Proprio in questi giorni, infine, sono state liberate 5 cinciallegre e 5 storni. Gli animali, infatti, una volta ripristinate le loro condizioni di salute, vengono opportunamente seguiti, riabilitati e rimessi in libertà. Ormai “mascotte” del CRAS della Provincia, Bianchina, il capriolo femmina che dall'anno scorso è in custodia al Centro, che in ottima salute segue tutte le attività del personale».

Quali sono le zone della Provincia da cui provengono principalmente le segnalazioni di animali in difficoltà?

«La più frequente è Treviso, con 79 salvataggi a oggi, a seguire Paese con 41 e Lancenigo 32. Poi ci sono Mogliano Veneto, Vittorio Veneto, Susegana, Possagno, Vedelago, Roncade e Castelfranco. Per quanto riguarda i recuperi fuori regione c'è stato il caso della lupa “Elsa”, ma anche 2 allocchi e uno sparviere nel Bellunese».