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Medico Veterinario

Starnuti, ascessi, polmoniti, riniti, congiuntiviti e cheratiti, otite sono una parte dei problemi che possono provocare il forasacco. Chiunque conviva con un pet conosce questo pericolo, ma per chi non ne fosse a conoscenza o ne volesse sapere di più capiamo insieme perché parlo di pericolo, cosa potete fare e come potete agire tempestivamente. I forasacco o da alcuni conosciuti come “strozzacavallo”, “stracciasacco” o “sposini”, sono delle ariste di graminacee, in pratica delle spighette dotate di “peli” rigidi obliqui che determinano con l’attrito un movimento. No, non sono animaletti e no, non sono dotate di vita propria che li fa muovere! È proprio la loro conformazione a “freccia” che crea la loro pericolosità poiché le rende atte a penetrare grazie a una punta acuminata, e i “peli” laterali fanno in modo che possano solo progredire in senso anteriore, in pratica non possono uscire da dove penetrano!

Che cosa è un forasacco?

Il forasacco è una arista di graminacea che è innocua fino a quando è verde ed è attaccata alla pianta, ma verso la fine della primavera e l’inizio dell’estate, quando la pianta matura, la spiga si secca, diventa più rigida e può diventare un pericolo. La dimensione possono variare da 1 a 3 cm, e hanno una punta acuminata attraverso la quale sono di solito attaccati alla pianta, il resto del corpo si allarga leggermente ed è dotato di barbe sottili o setole rigide e pungenti. Il forasacco può essere un pericolo sia per gli animali che frequentano i campi sia per i cani cittadini, perché spesso alcune graminacee come l’orzo comune, che è una specie infestante, crescono vicino i marciapiedi o i cigli delle strade o nei giardinetti. Proprio la loro forma lanceolata, la presenza di una punta acuminata e le barbe laterali fanno in modo che l’arista, una volta venuta a contatto con una superficie che può attraversare, possa progredire solo in avanti! Madre natura non è cattiva nei confronti dei nostri animali, la conformazione delle ariste serve a loro per piantarsi bene nel terreno una volta che sono volate con il vento, in modo da poter ri-germogliare.

Dunque occorre fare attenzione da aprile fino ad ottobre, ma questo periodo può variare a seconda del clima e dell’inizio della stagione secca, l’importante è non abbassare la guardia alla fine dell’estate, poiché le ariste secche che permangono al suolo o nei campi, o lungo i cigli, possono sempre far danno, anche ad ottobre!

Perché i forasacchi sono pericolosi e dove possono colpire

I forasacchi hanno una forma di freccia, quindi quando l’animale ci entra in contatto anche solo strusciando l’arista, che si attacca al pelo grazie alle barbe laterali e alla punta acuminata, riuscendo a farsi spazio tra il pelo, e può persino la cute! Vediamo insieme quali danni può provocare ai nostri animali:

  • Ascessi cutanei e fistole. Sì, perché attraverso il contatto può letteralmente “bucare” la cute e piano piano progredire in avanti, creando una brutta infezione che può esitare in un ascesso con o senza fistolizzazione. Questo perché la arista è un corpo estraneo che oltretutto è contaminato, e dunque l’organismo reagisce creando dapprima un processo infiammatorio che poi in seguito allo sviluppo della infezione potrà diventare purulento ed eventualmente fistolizzare. Le zone maggiormente colpite da questo evento sono la zona delle zampe e lo spazio interdigitale, ma può verificarsi anche a livello di torace e addome. Come rendersene conto? Il pet avrà la zona (zampa, coscia ad esempio) gonfia, calda, dolente e sarà restio a farsi toccare in quei punti, oppure potreste vedere un gonfiore localizzato se si è formato un ascesso. Potreste anche notare un buchetto da cui fuoriesce materiale biancastro, o rossastro o verdastro;
  • Otite con perforazione del timpano. Se il forasacco entra nell’orecchio genererà una infezione purulenta, rossore e dolore. In tal caso è abbastanza semplice rendersi conto che qualcosa non va, perché l’animale avrà o la testa portata inclinata dal lato che gli fa male, o scuoterà spesso il capo, o ancora tenderà a grattare l’orecchio dolente lamentandosi;
  • Starnuti, rinorrea, rinorragia. Se la spighetta penetra nel naso avremo accessi violenti e continui, magari anche con la perdita di goccioline di sangue. Spesso e per fortuna le ariste inalate vengono immediatamente espulse con lo starnuto o ingerite, e rimane solo una irritazione delle prime vie aeree. Ma se gli starnuti continuano, o inizia a “colare” del muco da una narice, o a perdere sangue, vuol dire che l’arista è ancora lì e sta creando il problema!
  • Congiuntivite e cheratite. Succede quando il forasacco entra nell’occhio, ed è localizzato di solito sotto la terza palpebra. Il pet avrà blefarospasmo, lacrimazione e porterà l’occhio chiuso;
  • Tosse e polmonite. Succede quando avviene l’inalazione del forasacco a bocca aperta, la spighetta in questo modo può andarsi a conficcare in trachea o peggio ancora può finire nei polmoni, creando polmonite da corpo estraneo. Questa ultima evenienza avviene nelle settimane successive l’aspirazione, per cui è importante tenere sempre sotto controllo l’animale!

Come capire se il cane ha un forasacco

Spesso capire se il nostro animale ha un forasacco è semplice, poiché se la localizzazione è nel naso, gola, orecchio o occhio, l’infiammazione e il fastidio che proverà sarà talmente forte da creare dei sintomi evidenti. Come starnuti continui (se è nel naso), tosse (se è in gola o nei polmoni), dolore e scuotimento del capo, o porterà la testa inclinata (se è nell’orecchio), occhio chiuso e con produzione di muco-pus (se è nell’occhio). Più difficile è capire se è a livello cutaneo o se sta provocando una infezione profonda. Lì i sintomi, quale dolore, gonfiore della zona interessata (spesso le zampe) e talvolta formazione di fistole, sono visibili solo quando il forasacco è dentro da molto tempo e ha creato l’infezione.

Come prevenire i forasacchi

Per prevenire che il vostro animale prenda i forasacchi è importante evitare i campi dove è presente questa pianta. Fate però attenzione ai campi appena sfalciati, perché il danno lo crea la spighetta secca! È dunque importante per chi ha il giardino non solo tagliarle, ma anche eliminarle e non lasciarle sul terreno! Un'altra attenzione da avere sempre è ispezionare bene il pelo, specie se a manto lungo, le orecchie e soprattutto lo spazio interdigitale, le zampe e la zona perineale… sì, anche la zona sotto l’ano e dietro le cosce e la zona della vulva nelle femmine… è capitato di estrarre forasacchi penetrati in vagina in cagne che si erano sedute in campagna su cumuli di paglia! Se nel caso vedete qualche spighetta rimuovetela immediatamente e continuate a ispezionare bene tutto il manto.

Come curare il cane con forasacco

In realtà se trovate una spighetta non occorre allarmarsi, continuate a ispezionare il manto del vostro animale e fate attenzione a eventuali sintomi. Purtroppo per tutte le procedure di estrazione dei forasacchi occorre una sedazione, o anche una anestesia generale a seconda della localizzazione. Nel caso in cui il forasacco è in un orecchio, di solito basta una sedazione profonda, in modo che l’animale non abbia dolore e non si muova durante l’estrazione, permettendo poi una adeguata ispezione dell’orecchio medio e del timpano. Se invece il sintomo è lo starnuto la cosa si complica: la rinoscopia va fatta sempre in sedazione profonda/anestesia e spesso può succedere che non sia esaustiva nel caso in cui il forasacco fosse finito nei bronchi, rendendo necessaria una broncoscopia. La broncoscopia, accompagnata anche da esami radiografici ed eventualmente TAC, sarà necessaria anche nel caso in cui il sintomo fosse la tosse. Nel caso in cui il forasacco fosse finito nei polmoni sarà probabilmente necessaria la chirurgia per l’estrazione. Ci tengo a precisare che dall’esame radiografico potrebbe succedere che non si riesca a visualizzare il forasacco, soprattutto se l’evento è appena accaduto. Mentre sarà più visibile qualche tempo dopo, quando avendo creato l’infezione si evidenzierà un'area più netta. Altro evento è l’ascesso sottocutaneo, anche lì la localizzazione non è così semplice, perché spesso il gonfiore e la raccolta purulenta non corrispondono alla sede di localizzazione del forasacco, specie se sono presenti tragitti fistolosi.

In conclusione se vedete un bel campo di grano o delle spighette nel giardino o a passeggio statene alla larga!

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