12 Dicembre 2021
9:23

Perché il cane muove la coda quando vede il suo umano?

Un cane che scodinzola quando vede il suo umano tornare da lui è una scena molto comune. Ma perché i cani muovono la coda e cosa vogliono comunicarci?

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Siamo fermi davanti ad un supermercato, me ne sto appoggiato ad un muretto, annoiato, in attesa. Kaos e Brugal sono sdraiati ai miei piedi intenti ad osservare la porta scorrevole a vetri dove hanno visto entrare la mia compagna. Il loro sguardo si fa strada tra i molti avventori in questo caldo sabato di settembre. Ad un certo punto raddrizzano le orecchie e le code partono a spazzare il suolo flessuose. Non vedo la mia compagna tra la gente, ma so che sta arrivando: loro l’hanno certamente vista. Si alzano in piedi, il loro scodinzolio è ampio e morbido. Quanti di voi hanno assistito ad una scenetta del genere? È qualcosa di molto comune, nulla di eccezionale, ma potremmo chiederci allora: perché i nostri cani muovo la coda quando ci vedono?

Le emozioni sul di “dietro”

Come ben sappiamo, a discapito di alcuni che ancora non vogliono accettare questo fatto, i nostri cani hanno un complesso mondo emozionale che li muove e che influenza il loro modo di pensare ed agire, proprio come accade a noi e agli altri animali. Emozioni come rabbia, gioia, paura, curiosità, eccetera sono parte del bagaglio di specie, ossia del corredo filogenetico. Queste ricoprono un fondamentale compito per la sopravvivenza, nell’interazione sociale, nella capacità di adattarsi di un individuo al contesto ambientale. Quando si innesca un picco emotivo, ossia quando un’emozione supera una certa soglia d'intensità (e ciò corrisponde ad un treno di cambiamenti fisiologici, come ad esempio la produzione di determinati ormoni) può avere come conseguenza l’innescarsi di particolari schemi motori e comportamentali.

Il treno posteriore nel cane, ossia quella parte del corpo che coinvolge groppa, coda, zampe posteriori, ghiandole perianali e così via, è un’importante sede dell’espressione delle emozioni. Il fatto è che i cani sono animali altamente sociali, e ciò significa che l’espressione delle emozioni ha una funzione comunicativa e informativa verso i conspecifici e l’uomo nel caso del Canis familiaris. Naturalmente tanto più questa espressione sarà chiara ed evidente tanto più sarà compresa dall’altro e potrà influenzarne il suo comportamento. Imparare a “leggere” nel suo complesso il linguaggio del corpo del cane, con particolare attenzione al treno posteriore, ci può aiutare a comprendere meglio lo stato emotivo di un individuo.

Il treno posteriore

Le emozioni interferiscono con tutto il corpo del cane ma è nel treno posteriore che si rendono, per gli umani, particolarmente intelligibili, soprattutto tenendo presente che noi si è esclusi dalla percezione delle componenti olfattive delle emozioni, mentre nel cane questo aspetto è altrettanto importante – se non di più – dell’aspetto legato alle posture e al movimento nell’espressione delle emozioni.

Per esempio, quando il cane prova disagio o paura il treno posteriore tende ad incurvarsi verso il basso, la coda segue l’arco descritto dalla colonna vertebrale e si porta vicino alle zampe, fino ad inserirsi tra di esse e aderire al ventre, quando l’intensità emotiva diventa particolarmente forte. Quando il cane prova rabbia o paura si ha la piloerezione che parte dalle spalle e, lungo la colonna vertebrale, arriva fino alla groppa. In alcuni cani lo stato di paura si manifesta soprattutto con l’orripilazione nella zona della groppa più che in quella delle spalle.

Quando invece il cane prova gioia la coda sventola da una parte all’altra con ampi movimenti tenuta ad un’altezza media, orizzontale e parallela al suolo, mentre quando il cane è in uno stato di maggior assertività la coda si irrigidisce, svetta verso l’alto e lo scondinzolio diviene rapido, nervoso, con un’ampiezza ridotta, e via dicendo.

Naturalmente vi possono essere più emozioni attive allo stesso tempo, alle volte anche contrastanti, come per esempio quando si innesca il conflitto interiore tra paura e curiosità nei confronti di qualcosa, o qualcuno, di sconosciuto. Ecco che allora si mischiano segnali contrastanti, come una coda scodinzolante tenuta tra le zampe, e magari un accenno di piloerezione.

Il linguaggio della coda

Come ben sappiamo le posture e il movimento della coda possono indicare molte cose ed è riduttivo, se non errato in taluni casi, affermare che “quando il cane scodinzola è contento!”, come detto. Ma nel caso dell’esempio fatto ad introduzione di questo pezzo, la coda dei miei cani esprimeva una chiara emozione nel vedere ricomparire la nostra compagna ed era innegabilmente la gioia. Dopo l’attesa, nella quale si potrebbe presentare un lieve stato d’ansia ("Dov’è andata? Quando torna? Perché non la seguiamo?") molto ben gestito da Kaos e Brugal, arriva un picco emotivo nel veder rientrare nel gruppo un membro affettivamente importante ed ecco che prende il via il treno di reazioni motorie: si alzano, preparandosi a festeggiare questo ritorno e cominciano ad agitare il posteriore e a far sventolare la coda indicando in modo chiaro il tipo di emozione e la sua intensità, sia a me (altri membri del gruppo) che all’individuo che ritorna.

Un esempio nel quale la comprensione dello stato emozionale di un individuo informa gli altri di qualcosa. Come scritto, dal mio punto d'osservazione io non ero ancora riuscito a scorgere la mia compagna tra la gente, ma ho compreso che stava ritornando grazie al comportamento dei miei cani. Non è tutto: il vedere i miei cani comportarsi così mi ha messo di buon umore, dopo una noiosa attesa e ciò mi ha influenzato positivamente. È un piccolo e semplice esempio di come agiscono le emozioni e di come assolvono a diverse funzioni sia riferite al soggetto che le prova che agli altri che ne possono interpretare i segnali.

Perché i cani muovono la coda?

Lo scodinzolare del cane è un comportamento che compare molto presto, coincide con l'apertura degli occhi del cucciolo, all'incirca intorno al 15° giorno ed è un comportamento che permane per tutta la vita del cane. Vale anche per i cani nati «anuri», cioè privi delle vertebre caudali, o «brachiuri», ossia con poche vertebre caudali (quindi con un mozzicone di coda), come in alcune razze, per esempio nel Pastore Australiano, nel Boston Terrier, nel Pastore del Caucaso, nel Bobtail, eccetera.

Di fatto scodinzolano mossi dalle medesime emozioni scuotendo in modo più o meno evidente tutto il posteriore. Si pensa che nel cane questo comportamento, soprattutto nell'età adulta, sia enfatizzato rispetto ad altri canidi selvatici, forse perché è stato premiato dalla stretta convivenza con l'uomo, ed che abbia ampliato molto il ventaglio di significati. Di fatto è qualcosa che noi umani apprezziamo e notiamo con chiarezza, soprattutto quando è legato ad emozioni positive come la gioia, per l'appunto. Nei giovani lupi è soprattutto un «saluto» rivolto agli adulti quando il branco si riunisce e, anche se cani e lupi sono specie molto differenti, e hanno meno cose in comune di quante siano le differenze, spesso questo significato è un buon modo di descrivere questo comportamento anche nel nostro cane in situazioni di ricongiungimento come quella presa ad esempio.

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Luca Spennacchio
Istruttore cinofilo CZ
Ho iniziato come volontario in un canile all’età di 13 anni. Ho studiato i principi dell’approccio cognitivo zooantropologico nel 2002; sono docente presso diverse scuole di formazione e master universitari. Sono autore di diversi saggi.
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