Dialogare e assicurare la convivenza tra i grandi predatori, come i lupi, e le attività zootecniche delle zone alpine. Parte con questo scopo, dal 3 luglio, la sperimentazione del progetto Pasturs anche nel Parco naturale Mont Avic, in Valle d’Aosta. L’iniziativa, avviata nelle Alpi Orobiche, si espande in Italia e ora va sul confine francese.

Ma in cosa consiste? Saranno 20 i volontari che saliranno in alpeggio e che aiuteranno i pastori stessi ad adottare misure efficaci di protezione del bestiame, come la sorveglianza diretta di greggi e mandrie, l’uso di cani da guardiania, l’installazione di recinzioni elettrificate mobili che permettono lo spostamento frequente del bestiame. Il lupo e l’orso (quest’ultimo, più nell’area lombarda del progetto) sono una presenza ormai stanziale delle Alpi e sono una parte importante dell’ecosistema. L’obiettivo di Pasturs è mantenere in piedi una ‘serena convivenza’ tra gli animali e gli uomini. Su questo lavora la Cooperativa Eliante che sta portando avanti e perfezionando Pasturs grazie a diversi partner e alle collaborazioni con i progetti europei Life.

A luglio inizieranno i primi allevatori pionieri. L’iniziativa ha il patrocinio del Comune di Chambave, che ospita alcuni pascoli nell’area di sperimentazione. «Obiettivo di Pasturs è ridurre le difficoltà per le attività zootecniche locali derivanti dalle possibili incursioni dei grandi predatori promuovendo la coesistenza fra questi e l’uomo – dice Mauro Belardi, presidente della Cooperativa Eliante Onlus – Un’attività che parte dall’ascolto dei soggetti interessati, i pastori principalmente, e propone soluzioni costruite insieme alle persone coinvolte e non calate dall’alto. Grazie anche ad un approccio antropologico lavoriamo, fin dall’inizio di Pasturs e insieme ai partner del progetto, tenendo conto delle culture locali e di come queste ultime si pongono rispetto ai fenomeni come quello della presenza dei predatori».

«Il Parco naturale Mont Avic è stato istituito oltre 30 anni fa con la finalità di perseguire, di concerto con le iniziative regionali in materia di aree naturali protette, la conservazione ed il recupero delle risorse naturali e ambientali del territorio della Valle d’Aosta ed è classificato sito di importanza comunitaria anche per la conservazione della fauna selvatica», commenta Davide Bolognini, presidente del Parco Naturale Mont Avic. «In quest’ottica il Parco ha aderito con entusiasmo al progetto Pasturs finalizzato alla ricerca di nuove modalità di gestione dei pascoli che consentiranno la coesistenza dell’allevamento in alpeggio insieme con i grandi carnivori selvatici», conclude.

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