L'industria eolica è un campo sempre più in espansione e potrebbe rappresentare il futuro dell'energia sostenibile. Al largo della costa nord-orientale degli Stati Uniti d'America infatti, tra il 2020 e il 2030, è prevista l'istallazione di parchi eolici in ben 18 aree. Ma qual è l'impatto che la costruzione delle pale eoliche ha sulla fauna marina? A rivelarlo è uno studio pubblicato recentemente sulla rivista Marine Environmental Research che ha indagato l'effetto del rumore, dovuto all'impianto delle pale eoliche nel fondale marino, sul calamaro atlantico (Doryteuthis pealeii) portando alla luce le ripercussioni negative sul suo comportamento alimentare.

Il calamaro atlantico, una specie importante dal punto di vista ecologico

Il calamaro atlantico è una specie che vive nell'Atlantico settentrionale, da Terranova al Golfo del Venezuela. Effettua degli spostamenti stagionali, migrando probabilmente rispetto alla temperatura delle correnti: verso la fine dell'autunno si sposta più a largo e passa l'inverno vicino la piattaforma continentale, mentre si riavvicina alla costa dalla primavera. È una specie molto importante dal punto di vista commerciale, in quanto dal 2010 la pesca annuale è ammontata a un valore di circa 30 milioni di dollari, ma anche da un punto di vista ecologico: si trova infatti al "centro" della catena alimentare. È infatti sia un predatore carnivoro che si ciba di pesci piccoli e altri calamari e invertebrati, ma è contemporaneamente anche un'importante fonte di cibo per i top predators all'apice come grandi pesci o mammiferi marini, fungendo così da ponte tra i vari livelli trofici. Per questi motivi la specie ha destato molta preoccupazione ai ricercatori che hanno voluto verificare quali sono le ripercussioni dovuti all'impianto delle pale eoliche, il cui processo può produrre un rumore variabile da circa 100 Hz a oltre 10.000 Hz, che può propagarsi anche per più di 10 chilometri di distanza dall'origine.

Lo studio: il calamaro mostra minore efficienza predatoria se esposto al rumore

Lo studio è stato effettuato all'interno di vasche sperimentali dove i calamari sono stati sottoposti a registrazioni del rumore provocato dai battipali, le macchine deputate a "impiantare" le pale eoliche nel fondale, effettuate nei campi eolici all'interno dell'habitat del cefalopode. È stato quindi osservato e monitorato il comportamento di predazione del calamaro nei confronti di un pesce, Fundulus heteroclitus, in assenza e in presenza del rumore. I risultati non sono stati molto positivi: se esposti al rumore infatti i calamari predavano meno, i tentativi di cattura fallivano più frequentemente e abbandonavano l'"impresa" di caccia con maggiori probabilità. Inoltre sembra che anche la preda, il piccolo pesce Fundulus heteroclitus, è capace di individuare il rumore. Questo studio mette quindi in evidenza un importante aspetto: il rumore può portare a alterazioni negative del comportamento alimentare del calamaro, una specie chiave nell'ecosistema in cui vive. La specie inoltre, suggeriscono i ricercatori, ha bisogno di cibarsi molto frequentemente a causa dell'alto tasso metabolico e la minor predazione può causare quindi, nel lungo termine, una riduzione della popolazione. Future ricerche dovranno concentrarsi sulle conseguenze di un'esposizione prolungata nell'habitat naturale del calamaro così da essere più consapevoli degli impatti su questa specie, includendo in futuro magari anche altre specie di invertebrati, meno studiati rispetto ai mammiferi marini.

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