Polpo di vetro
in foto: Polpo di vetro – credit Schmidt Ocean Institute

Un “fantasma”, una creatura eterea e sotto molti aspetti ancora misteriosa che popola le profondità degli oceani: è il “Glass octopus”, il polpo di vetro, immortalato eccezionalmente da un’equipe di scienziati durante una spedizione nell’arcipelago delle Isole della Fenice, nel Pacifico centrale.

Il video del polpo di vetro – nome scientifico Vitreledonella richardi – è stato girato da un robot sottomarino comandato dall’equipaggio della nave Falkor, in missione per conto dello Schmidt Ocean Institute nell’Area Protetta delle Isole della Fenice, uno dei più grandi e profondi siti dell’Unesco e il primo a essere riconosciuto internazionalmente come Area Marina Protetta da una nazione meno sviluppata, la Repubblica di Kiribati.

Obiettivo della spedizione, esplorare e documentare ecosistemi mai visti prima e classificare la biodiversità di acque profonde e poco conosciute. E il polpo di vetro è stata una sorpresa: nelle immagini girate dal robot sottomarino SuBastian sono visibili solo il nervo ottico, gli occhi e il tratto digestivo mentre nuota nelle profondità marine, una “danza” che ha suscitato enorme curiosità in chi l’ha osservata.

«Spedizioni come queste ci insegnano perché dobbiamo aumentare gli sforzi per ripristinare e comprendere meglio gli ecosistemi marini ovunque – ha detto Wendy Schmidt, co-fondatrice dello Schmidt Ocean Institute – perché la grande catena della vita che inizia nell'oceano è fondamentale per la salute e il benessere dell'uomo».

Polpo di vetro, l’identikit

Come spiegato anche dall’istituto, il polpo di vetro è stato immortalato a 651 metri di profondità, lungo una cresta sottomarina nel complesso della barriera corallina di Winslow, a Tokelau Ridge, nell'arcipelago delle Isole Phoenix, durante una spedizione dedicata ai coralli.

Il polpo di vetro può raggiungere gli 11 cm (4,3 pollici) di lunghezza del mantello, 45 cm (18 pollici) quando sono inclusi i tentacoli. Questa specie si incontra molto raramente, ed è considerata uno dei cefalopodi meno studiati. La maggior parte delle informazioni che gli scienziati sono riusciti a raccogliere proviene da esemplari trovati nello stomaco dei predatori.

Il polpo prende il nome dalla sua capacità di essere quasi completamente trasparente. Merito dei cromatofori, cellule che producono i pigmenti colorati che servono per mimetizzarsi (nel video, i puntini gialli). Gli occhi sono allungati, sembrano quasi rettangolari dai lati, e hanno la lente a un'estremità e la retina all'altra. Questo li aiuta a essere ancora meno visibili: dal basso proiettano un'ombra molto più piccola degli occhi a forma di mezzo globo di altri polpi. Gli occhi puntano verso l'alto, per raccogliere la luce diurna residua.

Si tratta di un polpo pelagico, che nuota nell'oceano molto al di sopra del fondo del mare. Sebbene si sappia poco sul numero complessivo in natura, l’Unione Internazionale per la Conservazione della Natura lo elenca tra le specie a minor rischio per l’apparente ampia distribuzione in tutto il mondo tropicale e subtropicale.

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