Una rara specie di mollusco cefalopode, un esemplare di polpo palmato (blanket octopus come li chiamano gli inglesi), è stato avvistato e filmato nelle acque di Torre Canne in Puglia. Il video è stato girato da alcuni cittadini affascinati dal particolare animale, a loro detta a metà tra "una seppia ed un polpo". Gli spettatori sono stati anche incuriositi da una strana sostanza rossastra emessa dall'animale poco prima dell'inizio delle riprese. Cosa sarà mai?

la strana struttura rossastra mostrata in video
in foto: la strana struttura rossastra mostrata in video

In effetti si chiama Tremoctopus violaceus ed è un polpo a tutti gli effetti, diffuso in tutto l'oceano Atlantico e nel Mediterraneo anche a basse profondità ma abbastanza raro da avvistare: sono pochissime le segnalazioni dagli anni 80. Un'ulteriore riprova di quanto può aiutare nella ricerca scientifica il supporto di comuni cittadini attraverso la cosiddetta citizen science.

I polpi palmati del genere Tremoctopus

Raffigurazione di un esemplare con il velo arrotolato
in foto: Raffigurazione di un esemplare con il velo arrotolato

Il polpo palmato comune (Tremoctopus violaceus) è un cefalopode appartenente alla famiglia dei tremoctopodidi, che comprende sole quattro specie di particolarissimi polpi pelagici che abitano le acque superficiali e intermedie oceaniche. In inglese sono chiamati blanket octopuses o "polpi coperta" per la vistosa caratteristica di possedere lunghe membrane tra i tentacoli che possono srotolare e gonfiare per apparire di dimensioni maggiori e scoraggiare potenziali predatori.

Ma non è l'unico meccanismo difensivo di questa specie: come molti altri cefalopodi, il polpo palmato usa l'inchiostro per intimidire e confondere i potenziali predatori tra cui verdesche, tonni e pesci spada. Gli esemplari del genere Tremoctopus sono inoltre immuni al potente veleno della caravella portoghese e sono stati osservati esemplari immaturi di polpo strappare e usare i tentacoli urticanti di questo cnidario per scopi offensivi e difensivi.

Sappiamo che l'individuo nel filmato è di sesso femminile. I maschi e le femmine di questa specie sono infatti differentissimi per forma e dimensioni: uno dei casi più marcati di dimorfismo sessuale in natura. Le femmine sono grandi e possono raggiungere i due metri, arrivando a pesare decine di migliaia di volte in più rispetto agli individui maschili che non superano i due centimetri e mezzo (e sono davvero rarissimi da osservare).

Noi umani siamo abituati (essendo dei mammiferi vertebrati) a situazioni opposte anche se molto meno marcate in cui sono i maschi ad essere più "grossi e muscolosi" delle femmine principalmente per la protezione del territorio e la competizione riproduttiva con altri pretendenti: in realtà siamo noi l'eccezione in natura, e nella stragrande maggioranza delle specie, soprattutto di invertebrati, è la femmina ad essere più grande del maschio per poter produrre una progenie quanto più numerosa possibile.

Nei polpi Tremoctopus gli individui maschili svolgono un'esistenza semplice, raggiungendo presto la maturità sessuale e vagando per le acque marine alla ricerca di una compagna. Una volta trovata, il polpo riempie uno speciale tentacolo chiamato ectocotile di spermi, lo recide e lo "regala" alla propria partner che lo utilizzerà per fecondare le uova, ed infine muore. Dopo questo fugace incontro amoroso, la femmina porterà con sé più di centomila uova attaccate ad una secrezione calcarea a forma di salsiccia tenuta alla base delle braccia dorsali fino alla schiusa.

Che cosa è la sostanza rossa rilasciata dal Tremoctopus?

Ma cos'è quella sostanza rossa rilasciata dall'animale, che possiamo osservare nel video girato in Puglia? Lo abbiamo chiesto a  Chiara Silvestrini, biologa marina della Federico II di Napoli: «È proprio parte della "coperta" o velo dell'animale ad essere stata rilasciata insieme alle uova. Nient'altro che un meccanismo cautelativo per evitare di mettere a repentaglio la prole quando è disturbata eccessivamente da predatori. Tranquilli, considerando le sorprendenti capacità cellulari dei polpi, questa parte sarà facilmente rigenerata dall'animale un po' come la coda autotomica delle lucertole».

Insomma, questo di Termoctopus è un altro avvistamento sorprendente nelle nostre acque ed un'altra specie meravigliosa di polpo, a rimarcare le straordinarie sorprese che può offrirci il Mare nostrum e l'importanza di preservare le creature che ancora lo abitano numerose.