A cura di Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

Perché adottiamo un gatto? Perché vogliamo donare affetto e speriamo di essere ricambiati da lui a suon di fusa. Perché desideriamo godere della sua compagnia rassicurante e avvolgente, come una coperta di pile in un freddo pomeriggio domenicale. Perché vorremmo che la compagnia la facesse ad altri, che già vivono con noi. Perché accoglierlo, soprattutto se in difficoltà, ci fa sentire utili e gratificati. Perché un gatto cura lo spirito di chi sente un'affinità elettiva con questa specie. Perché pensiamo che occuparsi di lui possa essere un ottimo esercizio di responsabilità per i bambini.

Dalle aspettative alla realtà

Sono tante le aspettative che riversiamo su un gatto che entra nella nostra vita perché, comunque la si pensi sugli animali, estendere la famiglia con uno di loro significa farlo diventare parte della quotidianità, condividere spazi e momenti di intimità. Tuttavia, sarebbe molto saggio se queste proiezioni sul futuro così edificanti e calde venissero bilanciate anche da uno sguardo più realistico, più concreto, su quello che significa accogliere un gatto in casa.

Questo passaggio è necessario perché siamo una società sempre meno abituata a pensare al gatto come animale calato in un mondo biologico, con una propria etologia, una propria gamma di comportamenti e propri bisogni di specie, abbiamo più familiarità con l'idea di pet, una visione caricaturale o romantica degli amici-a-quattrozampe che portano solo gioia e benefici.

Se non si fa questo passaggio, della cultura e del singolo, il rischio è che i neoadottanti entrino in conflitto con comportamenti dei gatti che sono assolutamente normali nell'ottica felina ma considerati "inaccettabili" per chi si sente preso alla sprovvista dalla loro comparsa, non riuscendo a collocarli nella loro giusta dimensione.

I segni della presenza di un gatto

Così, per esempio, a chiunque adotti un gatto per la prima volta bisognerebbe dire che le fusa sono piacevoli ma non tutti i gatti le fanno. Che perdono pelo e tanto. Che se lo ritroveranno ovunque e che, a meno di non darsi alle pulizie compulsive, con questo bisognerà farci un po' di pace. Bisognerà anche spiegare che l'immagine del gattino che dorme placidamente sul davanzale è dolce e romantica ma, più probabilmente, potrà capitare che provi ad arrampicarsi sulle tende, sulle zanzariere, lasciando piccoli o grandi buchi. La stessa sorte potrà capitare anche a divani e poltrone. Certo, si potrà istallare tiragraffi attraenti e solidi ma i gatti non sono tutti uguali, hanno le loro ragioni personali e alcuni potrebbero comunque continuare ad orientarsi sugli oggetti di casa. Si potrà anche spuntare loro le unghie ma potrà sempre capitare un piccolo incidente.

La cassetta richiede attenzione

A chi vivrà con un gatto, poi, bisognerà anche spiegare come sviluppare un minimo di tolleranza nei confronti della cassetta, questo strumento demoniaco, non bellissimo da vedere – ammettiamolo – ma indispensabile per la convivenza e che richiede una gestione a misura di gatto, non delle nostre preferenze personali, pena il suo inutilizzo. La lettiera dovrà essere scelta sulla base delle preferenze del gatto e non sulla sempiterna durata promessa dal produttore; le incursioni in cassetta potranno essere anche responsabili di quotidiani rimasugli di lettiera sul pavimento e di olezzi temporanei nella stanza in cui il gatto ha defecato perché, ci si creda o no, anche Micio fa la cacca.

Il gatto ama salire sui mobili

Gli amanti di soprammobili, suppellettili, gingilli, piccoli arredi domestici sappiano che oggetti alla portata di zampa sono tutti ottimi candidati per un volo dalla mensola su cui sono disposti e l'unico modo per proteggerli è renderli inaccessibili, evitando di negare il bisogno dei gatti di usare le elevazioni che l'ambiente concede. Non sono dispetti e non è cinismo felino ma abbiamo scelto di vivere con dei fisici in erba che adorano vedere cosa accade se un oggetto precipita al suolo e più saranno annoiati più si dedicheranno a questo genere di attività.

La vivacità dei gatti giovani

Anche forme filamentose, i cavi dei carica-batteria, le antenne dei modem, e in generale oggetti di plastica o di gomma possono essere presi di mira dai denti aguzzi dei gatti più giovani. Gli stessi che possono rendersi responsabili di scorribande notturne sul letto, da soli o in compagnia di altri gatti, a precipitare sulle pance addormentate di umani assaliti nel sonno o a fare la lotta con i loro ignari piedi, rei di muoversi, nascondendosi, sotto le lenzuola.

Vivere flessibilmente per vivere bene

Si badi bene. Non dico che queste considerazioni debbano essere subite passivamente: per ognuna delle situazioni descritte esistono delle strategie che si possono mettere in campo per mitigare i disagi umani e rendere piacevole la convivenza sia a loro che a noi. Ma voglio anche consigliare a chi sceglie di vivere con un gatto di mettere in conto che alcune cose saranno diverse, che potranno accadere incidenti a cui semplicemente non si era preparati e che questo è il piccolo costo da pagare per godere di tutte quelle aspettative per le quali abbiamo preso la decisione di adottare. Perché i gatti, prima di essere contenitori per le nostre proiezioni sul futuro, sono esseri viventi, che esistono e che assumono posizioni nel mondo in cui si muovono.

Soprattutto se molto giovani e senza uscite all'esterno, molti mici possono apparire vivaci, inquieti ma, per chi li sa apprezzare, anche infinitamente divertenti. Ma bisogna esserci preparati, modulando correttamente le aspettative su quella che sarà la vita con loro, fatta sicuramente di affetto e momenti di assoluta intimità, e di un modo di vivere lo spazio e il tempo che a noi potrà apparire a volte inedito ma, non per questo, sbagliato.

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