Un nuovo studio, pubblicato sul server di prestampa bioRxiv, dimostra che i polpi di Sydney (Octopus tetricus), diffusi nelle acque calde dell'Australia orientale e della Nuova Zelanda, possono lanciare limo, conchiglie e alghe, contro altri polpi, utilizzando le braccia e il sifone. Le femmine inoltre lo fanno anche nei confronti dei maschi che cercano di molestarle, facendo emergere qualche similitudine con la nostra specie.

Succede infatti che, quando si è particolarmente arrabbiati, si lancino oggetti contro la persona che ci ha fatto infuriare. Piatti, bicchieri, soprammobili mai toccati per anni…volano tutto d'un tratto per la casa e non in maniera casuale: tutti si direzionano, in maniera mirata, verso la persona incriminata e spesso la colpiscono perfettamente, manco fossimo campioni di tiro con l'arco. Negli animali, lanciare oggetti è un comportamento piuttosto raro e osservato in alcune specie come scimpanzé, manguste, elefanti e uccelli, ma,ad eccezione degli scimpanzé, non è generalmente diretto verso conspecifici. Da oggi però si aggiunge una nuova specie a questa lista: l'Octopus tetricus.

Lo studio: i polpi lanciano materiale contro altri individui

Modalità del lancio del materiale in Octopus tetricus dal momento della raccolta al getto con il sifone © Godfrey–Smith, P., Scheel, D., Chancellor, S., Linquist, S., & Lawrence, M. (2021). In the Line of Fire: Debris Throwing by Wild Octopuses. bioRxiv.
in foto: Modalità del lancio del materiale in Octopus tetricus dal momento della raccolta al getto con il sifone © Godfrey–Smith, P., Scheel, D., Chancellor, S., Linquist, S., & Lawrence, M. (2021). In the Line of Fire: Debris Throwing by Wild Octopuses. bioRxiv.

Il team di ricercatori ha osservato e videoregistrato circa otto-dieci polpi, di cui tre maschi e cinque femmine, in due anni: nel 2015 e 2016. Dai video si sono resi conto che i polpi lanciavano il materiale in questo modo: lo raccoglievano, generalmente dall'interno della tana, e si preparavano al lancio. Portavano il sifone tra le braccia posteriori, e, attraverso la contrazione del mantello, espellevano l'acqua con forza dal sifone insieme al materiale raccolto. L'espulsione del materiale avveniva nella maggior parte dei casi tra le due braccia più anteriori. Questi cosiddetti lanci potevano essere molto forti, e spingere il materiale molto lontano, o molto deboli, facendo cadere il materiale davanti all'animale.

L'obiettivo del lancio poteva essere sia un altro polpo, che qualche altro bersaglio. Nel 2015 sono stati osservati ben 102 lanci, di cui 67 erano stati fatti da due femmine, responsabili quindi di almeno il 66% dei lanci totali. I contesti in cui avvenivano questi lanci erano principalmente tre. Il primo era il cosiddetto lancio del cibo, che avveniva quindi quando i polpi scartavano i resti dopo il pasto. Poi c'erano i tiri di manutenzione, dovuti alla riorganizzazione della tana. Infine, i lanci sociali, ossia quelli che avvenivano durante o poco dopo l'interazione con un altro individuo, come un combattimento o un accoppiamento. I risultati hanno rivelato che più della metà dei lanci avvenivano in contesti quasi del tutto sociali e che in questi casi veniva lanciato soprattutto limo. Rispetto agli altri contesti inoltre, i lanci sociali erano più vigorosi e nel 33% dei casi colpivano un altro polpo. Per di più i lanci sociali differivano dagli altri tipi di lanci nelle modalità, facendo emergere che i polpi avevano in mente di colpire un altro individuo. Infine, nel 2016, hanno videoregistrato una femmina che ha lanciato del materiale 10 volte, di cui cinque ha colpito un maschio che aveva tentato più volte di accoppiarsi con lei.

Le femmine lanciano più frequentemente, spesso contro chi le ha molestate

I ricercatori suggeriscono che il modo in cui i polpi lanciavano il materiale quando era diretto agli altri, differiva dal modo in cui lo facevano quando questo serviva a costruire o pulire la tana. Per di più i lanci spesso avvenivano durante le interazioni come lievi aggressioni e venivano effettuati più frequentemente dalle femmine, spesso nei confronti di un maschio che aveva provato ad accoppiarsi con loro, suggerendo così una possibile risposta alla molestia subìta. Un altro dato interessante è che i polpi bersaglio sembravano capire quando vi era un lancio in preparazione diretto verso di loro e si abbassavano per ridurre l'impatto del colpo, un po' come facciamo noi quando ci sta per arrivare un piatto dritto in faccia, dimostrando così che alcuni lanci non sono casuali ma ben direzionati verso l'altro. Una possibile spiegazione di questo comportamento è, intuitivamente, l'aggressione verso i conspecifici, ma non è l'unica. Il team infatti suggerisce che un'altra possibilità è che animali con un'elevata eccitazione, ad esempio particolarmente frustrati, possano rilasciare l'angoscia lanciando oggetti. Sono necessari però ulteriori studi per verificare e indagare più a fondo questo comportamento.

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