13 Giugno 2022
18:45

L’Animal Day Napoli nel Bosco di Capodimonte: «Tuteliamo lo scrigno di biodiversità»

Sabato 11 giugno 2022 l’Animal Day Napoli è tornato per raccontare la fauna selvatica e domestica che popola le nostre città e per dare voce ai cittadini che ogni giorno svolgo azioni di tutela in favore degli animali.

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Il Real Museo di Capodimonte a Napoli

Tra le fronde degli alberi storici del Real Bosco di Capodimonte, a Napoli, occhieggia un Parrocchetto, un pappagallo noto per la sua loquacità e lasciato incautamente libero da chi lo aveva ancora più incautamente acquistato. Animali alloctoni come questo stanno invadendo le città, mettendo a rischio la fauna locale con grave danno per l'intero ecosistema.

«Il nostro obiettivo con l'Animal Day è fare arrivare a tutti l'etologia, la zoologia e la conoscenza della relazione con gli animali domestici e il rispetto dei selvatici», spiega Stella Cervasio, presidente dell'Associazione omonima che sabato 11 giugno 2022 ha dato vita alla settima edizione dedicata alla "biodiversità in città".

Non solo le aree naturali, infatti, ma anche le città possono essere luoghi importanti per la fauna selvatica locale grazie ai parchi verdi. E un esempio è proprio il Real Bosco di Capodimonte, che nei suoi 134 ettari offre riparo a un gran numero di specie animali e dove si è svolto dopo due anni di stop dovuti alla pandemia l'Animal Day 2022. Un evento che ha riunito associazioni, volontari ed esperti per per fare il punto sui diritti degli animali e sulle responsabilità di istituzioni e cittadini.

«Anche senza vederci da vicino non ci siamo mai fermati e alla prima occasione utile siamo tornati per riunirci e fare il punto sia rispetto alla tutela degli animali domestici che della fauna selvatica insieme ai volontari e alle voci più autorevoli del panorama cittadino e non solo», ha spiegato Cervasio che con la vicepresidente Susie Romano ha dato vita alla manifestazione.

Un evento importantissimo, durante il quale la direttrice del nostro magazine, Diana Letizia, ha presentato Kodami e i valori espressi all'interno del nostro Manifesto: «Diffondere la conoscenza del regno animale nel segno del rispetto dell’individualità di ogni essere vivente, della coesistenza e nella consapevolezza dell’importanza di porre l’accento sulla relazione nel rapporto tra animali umani e non».

Animali domestici: quando i diritti sono invisibili

Nella prima parte della giornata gli interventi si sono concentrati nei giardini della Tisaneria Bistrot Delizie Reali Stufa dei Fiori dove sono stati premiati gli studenti delle scuole Ics Sasso di Torre del Greco e Ic Minucci di Napoli. «I ragazzi sono il futuro anche dell'etica verso gli animali – ha ricordato Cervasio – E quale luogo migliore del Real Bosco di Capodimonte per parlare dei selvatici che poi sono i più vicini a noi? A partire dai più giovani vorremmo che le persone imparino a comprendere tutti gli animali, dato che spesso non sanno relazionarsi con loro pensando di conoscere almeno il cane e il gatto mentre in realtà non conoscono neanche quelli».

Anche l'Asl Napoli 1 Centro ha aderito all'evento con un camper dove sono stati applicati gratuitamente i microchip ai cani di chiunque ne abbia fatto richiesta. «Pur essendo obbligatorio, molti non adempiono alla legge e un cane di famiglia che non era stato microchippato per sei anni è stato oggi finalmente registrato nell'anagrafe canina. Proprio per offrire opportunità come queste l'evento è aperto a tutti e siamo contenti che la Asl ci abbia dato adesione», ha sottolineato Cervasio.

L'opera di microchippatura svolta dai camper dell'Asl sul territorio napoletano è abbastanza frequente e Kodami l'ha raccontata in un video servizio:

La giornata a Capodimonte è così passata tra workshop, lezioni frontali e dibattiti: momenti di discussione e condivisione per fare incontrare associazioni, volontari, guardie zoofile e anche semplici cittadini desiderosi di conoscere meglio la fauna selvatica che vive negli spazi urbani e di sapere come agire in caso di maltrattamento agli animali domestici.

Tisaneria Capodimonte
La Stufa dei Fiori del real Bosco di Capodimonte

«Abbiamo dedicato un ampio spazio anche a istruttori e scuole cinofile grazie alla partecipazione di La voce del cane di Rosaria Vernese. Questo perché in molti casi – ha spiegato Cervasio – selvatici e domestici condividono un'unica sorte: dei primi ignoriamo l'esistenza stessa mentre per i secondi è la sfera dei diritti fondamentali spesso a essere sottovalutata e poco attenzionata».

Come nel caso del cane Zach, 16 anni, la cui testimonianza è stata portata dalle sue umane di riferimento Anna e Flora: «Zach viveva con una coppia, marito e moglie. Alla morte di lei, l’uomo ha iniziato a maltrattare il cane. Le prime botte vennero prese sotto gamba anche dal vicinato proprio in ragione della vedovanza dell’uomo. Una spirale di violenza che ha avuto termine quando, fuori al balcone dove ormai Zach stazionava stabilmente, l’uomo lo ha preso a calci così forte da causargli danni permanenti alla colonna vertebrale».

zach e Anna Capodimonte
Zach e Anna, sullo sfondo Flora e Susie Romano

Dopo quell’abuso, avvenuto tre anni fa, Zach ha perso l’uso delle zampe, ma ha trovato una nuova famiglia che lo ha salvato dalla sua vecchia vita e che gli ha dato la possibilità di muoversi ancora grazie a un apposito carrellino. «Le sedute di fisioterapia per lui proseguono, quello che vogliamo è dargli una vita il più serena e piena per il tempo che gli rimane. Nonostante i costi elevati di cure e intervento», hanno concluso Anna e Flora, con un riferimento alle spese veterinarie che sono ancora totalmente a carico delle famiglie.

Ma questa non è l'unica ferita che Zach e la sua famiglia hanno aperto all'Animal Day. Alcuni presenti hanno chiesto e si sono chiesti nel corso dell'incontro quale ruolo abbiano giocato le istituzioni in questa vicenda. In risposta prima è calato un silenzio desolato, poi un dato di fatto percepito da tanti che eventuali interventi da parte di chi dovrebbe proteggere gli animali si tramutano spesso nel timore di vederli poi portato in canile e lì abbandonati. È il risultato di una presenza istituzionale, percepita il più delle volte appunto come lontana, spesso addirittura foriera di maggiori problemi. U

In forme diverse questo aspetto è emerso anche in altri ambiti: la presenza troppo spesso evanescente della amministrazione pubblica nella tutela degli animali è stato infatti uno dei leitmotiv sollevati dai partecipanti durante i diversi incontri che si sono susseguiti nel corso dell’Animal Day.

L’evento, infatti, ha dato voce a buona parte del Terzo settore che ha aderito con le sue formazioni locali come Gli amici di Mao e i volontari de L’Emozione non ha voce, il rifugio dove Luigi Carrozzo accoglie animali liberi in attesa di adozione che Kodami ha raccontato in un video reportage.

Presente alla manifestazione anche organizzazioni nazionali come la Lav che attraverso i referenti locali ha attirato l’attenzione sul problema dei nuovi animali da compagnia: gli esotici che affollano le nostre città e che spesso entrano in competizione con gli animali autoctoni. In attesa di una nuova legge che ne regoli il commercio, la detenzione e la commercializzazione.

Animali selvatici: i rischi tra alloctoni e perdita di verde

«Come Animal Day vorremmo che tutti conoscessero anche gli animali selvatici che arrivano al limitare delle città e che questi non siano degli estranei, che ne conoscano il mondo e l'impatto che l'uomo ha e ha avuto su questi», ha osservato Cervasio.

Non sono del resto solo le specie invasive come i parrocchetti a insidiare la fauna locale, ma anche una gestione poco oculata del patrimonio verde urbano: gli alberi rappresentano una risorsa importantissima per la biodiversità così come per la salute dei cittadini. La presenza di aree verdi contiene l'innalzamento delle temperature e ha un impatto positivo anche sull'inquinamento.

Tuttavia i viali di Napoli e di molte altre grandi città sono sempre più spogli, in ragione del pericolo all'incolumità rappresentato dai rami cadenti: «In questi casi gli alberi dovrebbero essere “potati” in realtà la potatura è la rimozione consapevole di parti della piante, un atto che va a curare l’albero, e per questo deve essere fatta da personale esperto, quella che invece viene eseguita è la capitozzatura: la rimozione totale della chioma», ha spiegato Rosario Balestrieri, ornitologo e presidente dell'associazione Ardea e tra i relatori della mattinata dell’Animal Day.

Queste attività generano uno squilibrio difficile da compensare per la pianta e i rami che nascono dopo sono molto più fragili. «La capitozzatura nell’immediato dà quindi la certezza di aver risolto il problema – ha continuato il ricercatore – ma con grave danno sia per l’amministrazione che seguirà che soprattutto per i cittadini, i quali senza neanche rendersene conto vengono privati di quello che è il patrimonio naturale della città».

nido Capodimonte
Una femmina di merlo intentoa a costruire il nido all’interno del Bosco di Capodimonte

La tutela della biodiversità urbana è infatti possibile, ma solo a patto che ognuno faccia la propria parte in relazione al mantenimento dell’ecosistema che, soprattutto a Napoli ha dato prova di poter accogliere specie straordinariamente rare in contesti analoghi.

Almeno un gufo reale viveva nel Bosco di Capodimonte all’inizio del Novecento, oggi conservato all’interno del Museo di zoologia dell’Università Federico II di Napoli. «Si tratta dell’unico caso noto di gufo reale presente in un parco cittadino. L’unicità di questo episodio – ha sottolineato Balestrieri – Ci dà una idea di quanto dovesse essere estesa l’area verde del Bosco e profondamente diversa la distribuzione del verde rispetto ad oggi, dato che questa specie è molto selettiva e necessita di un home range ("spazio vitale" n.d.r.) estremamente ampio».

Il Real Bosco di Capodimonte si estende intorno all'omonima reggia edificata nel Settecento dal re Carlo III di Spagna come base per l'attività venatoria. È proprio il sovrano a liberare all'interno della sua riserva di caccia fagiani cinesi e americani per i quali era stata eretta la Casa dei Fagiani forestieri, oggi nota semplicemente come Fagianeria.

I sentieri progettati dall'architetto Ferdinando Sanfelice erano pensati per accogliere i privilegiati che esercitavano un dominio senza eguali su tutto e tutti: esseri umani e animali. Oggi invece il Bosco è diventato l'area perfetta per la liberazione dei selvatici vittime del bracconaggio, come Kodami ha raccontato testimoniando la liberazione di un gheppio e di sette cardellini.

L'appello dell'Animal Day alle istituzioni

Il bilancio finale di una intera giornata di incontro e scambio è stato affidato a un panel di esperti all'interno dell'Auditorium del Real Museo di Capodimonte. L'incontro è stato guidato da Maurizio Fraissinet, presidente dell’Asoim e ornitologo, e dal presidente dell’associazione Gea, Roberto Braibanti, con il contributo di esperti come Ciro Troiano, criminologo autore del report zoomafia della Lav.

Ruolo di primo piano nella discussione è stato ricoperto dai media nelle loro forme più pervasive: quella della televisione e del web. «La responsabilità dei giornalisti rispetto alla corretta informazione e divulgazione di questi temi è fondamentale», ha sottolineato la direttrice di Kodami, Diana Letizia, e così anche la giornalista di Rai3 Sabrina Giannini, autrice e conduttrice del programma televisivo “Indovina chi viene a cena”.

Durante il panel di incontri è stata presentata la proposta per un nuovo Regolamento per i diritti degli animali elaborata da Laura Mascolo e Nicola Campomorto. «Le disposizioni sono state pensate tenendo conto dell’avanzamento della legislazione regionale in merito alla tutela degli animali e della nuova formulazione dell’articolo 9 della Costituzione dopo la recente riforma», hanno spiegato i promotori.

Tutti gli animali saranno protetti nelle intenzioni dei relatori del nuovo Regolamento, non solo gli animale d’affezione, attraverso norme e apposite sanzioni pensate per dare concretezza a una serie di disposizioni previste a livello regionale e nazionale. «In particolare, si guarda alla tutela della fauna non stanziale, come gli uccelli migratori, e alle capitozzature che non dovrebbero essere effettuate in certi periodi per evitare di distruggere nidi. Un altro obiettivo è favorire il Terzo settore, dato che abbiamo un volontariato molto attivo a Napoli ma con il quale l'amministrazione non si interfaccia con continuità».

Giornalista per formazione e attivista per indole. Lavoro da sempre nella comunicazione digitale con incursioni nel mondo della carta stampata, dove mi sono occupata regolarmente di salute ambientale e innovazione. Leggo molto, possibilmente all’aria aperta, e appena posso mi cimento in percorsi di trekking nella natura. Nella filosofia di Kodami ho ritrovato i miei valori e un approccio consapevole ma agile ai problemi del mondo.
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