Con l'arrivo dell'estate e l'innalzamento delle temperature inizia il periodo delle vacanze, dei bagni a mare e… delle zanzare. Eh sì, è proprio con il caldo che questi piccoli insetti si "risvegliano" dandoci spesso il tormento la notte. Ma perché d'inverno non si vedono? Dove vanno a finire?

Il ciclo vitale delle zanzare

Quando si parla di zanzare in realtà si fa riferimento a circa 3500 specie diverse, riunite tutte nella famiglia culicidae, dal latino culex che significa appunto zanzara. Sono distribuite in tutte le regioni del mondo, tranne l'Antartide, l'Islanda e alcune isole con climi molto rigidi, polari o subpolari. Il ciclo vitale è generalmente composto da quattro fasi: uovo, larva, pupa e adulto. Le uova vengono deposte in acqua e quando si schiudono fuoriescono le larve, che si nutrono di alghe o altro materiale biologico. Le larve crescono fino a trasformarsi in pupe, sempre legate all'ambiente acquatico, da cui poi sfarfallano gli adulti. I primi tre stadi (uova, larva e pupa) durano generalmente dai 5 ai 14 giorni, mentre gli adulti possono vivere un lasso di tempo variabile rispetto alla specie: da un paio di settimane a diversi mesi. Una zanzara adulta si riproduce in pochi giorni per deporre le uova durante la stagione calda. È proprio in questo periodo quindi che si susseguono tante generazioni diverse una dietro l'altra. Quando arriva l'inverno una sola generazione invece resisterà per tutti i mesi freddi per poi ricominciare il ciclo la primavera successiva. Nei paesi tropicali in cui le temperature sono più o meno costanti in tutte le stagioni questi insetti sono attivi praticamente tutto l'anno. In Italia invece, così come negli altri paesi con clima temperato e alternanza di stagioni, le zanzare sono attive solamente nei mesi più caldi. D'inverno vanno invece in una sorta di letargo, chiamata "diapausa" per poi svegliarsi quando le temperature si alzano.

Dove vanno le zanzare in inverno?

Zanzara tigre (Aedes albopictus)
in foto: Zanzara tigre (Aedes albopictus)

Per sopravvivere al clima sfavorevole, aspettando l'innalzamento delle temperature per riprodursi o alimentarsi, alcune specie di zanzare vanno in diapausa. Questa è una riduzione dell'attività metabolica dell'animale, in cui l'organismo diventa totalmente inattivo, senza avere la necessità di nutrirsi o muoversi. La specie più comune, Culex pipiens, diffusa nelle zone temperate e tropicali di tutto il mondo, sverna come adulto in zone riparate dalle intemperie come cantine e soffitte. Rispetto alla posizione, la temperatura e la luce, i luoghi adatti allo svernamento possono cambiare: alcuni membri della specie infatti passano la stagione più fredda nelle grotte. La diapausa può inoltre interessare diverse fasi del ciclo vitale della zanzara, a seconda della specie: la zanzara tigre (Aedes albopictus), chiamata così per il suo aspetto striato, nativa del sud-est asiatico ma diffusa ad oggi a livello globale, trascorre la diapausa sotto forma di uova. Ad eccezione delle popolazioni tropicali ed equatoriali infatti, le femmine di zanzara tigre che vivono ad esempio alle nostre latitudini possono rilasciare uova "dormienti". La produzione di uova di questo tipo è indotta dalla diminuzione delle ore di luce, che avviene verso la fine dell'estate e l'inizio dell'autunno. All'arrivo della primavera invece, con l'aumento delle temperature e della luce, le uova si schiudono. Dopo aver passato i vari stadi, gli adulti vivono circa per 3-4 settimane. In Italia sembra che la specie si stia "abituando" al freddo e riesca a rimanere attiva anche durante i mesi invernali. D'altronde potrebbe non essere l'unica: uno studio pubblicato recentemente su Ecological Society of America ha dimostrato che, a causa del cambiamento climatico, le zanzare allungheranno i loro periodo di attività, allungandoli anche ai mesi invernali nelle regioni temperate. Il che non è proprio una bella notizia: oltre a causare fastidiose punture, sono anche tra gli animali più pericolosi del mondo. Infatti possono veicolare malattie come dengue e malaria, che potrebbero diventare ancora più diffuse se questi piccoli insetti estendono la loro fase "sveglia".

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