31 Dicembre 2022
9:16

La thundershirt. Come funziona la pettorina “anti ansia”

La thundershirt è una morbida pettorina avvolgente capace di aiutare i cani che vivono stati di ansia o di paura. Nasce dall'idea di una ricercatrice negli anni Sessanta e viene usata in contesti circoscritti per favorire uno stato di benessere.

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La Thundershirt è una pettorina morbida e avvolgente che non serve per agganciare il guinzaglio, bensì per esercitare una leggera e costante pressione sul torace e sul petto del cane, in modo da favorire uno stato di maggiore benessere nel soggetto. Alcuni la chiamano anche "pettorina anti – ansia", oppure semplicemente "la pettorina per far rilassare il cane" e viene utilizzata nel caso in cui abbia paura o sia preoccupato per un determinato evento.

L'idea è abbinata, in parte, alle teorie di base del Tellington Ttouch, ovvero l'approccio all'insegnamento, pensato in particolare per gli animali di famiglia, che si concentra sulle stimolazioni tattili e, più nello specifico, sulla propriocezione, ovvero sulla percezione che si ha del proprio corpo senza l'ausilio della vista.

L'utilizzo di questo strumento può essere efficace nei momenti in cui il cane si trova a vivere un'ansia leggera e moderata, oppure per alleviare una condizione di paura, come ad esempio quella dei fuochi d'artificio durante la notte di Capodanno, ma anche nel caso in cui debba affrontare un viaggio preoccupante, magari in nave, oppure debba attendere la spaventosa visita dal veterinario.

Come funziona la thundershirt

La nascita dell'idea legata alla thundershirt viene accreditata generalmente alla ricercatrice statunitense Temple Grandin, autrice di numerosi studi sul linguaggio e sulle emozioni degli animali.

Negli anni Sessanta fu lei a costruire la cosiddetta "macchina per gli abbracci" o "hug machine", dopo aver notato, quasi casualmente, che le mucche in attesa della visita veterinaria manifestavano un comportamento più mansueto quando venivano strette dolcemente sui lati della pancia.

La delicata pressione sul corpo, che ricorda un caldo abbraccio, genera un effetto calmante sul sistema nervoso e può aiutare, quindi, anche a ridurre l'entità di uno stato di grande eccitazione.

Una volta che viene ridotta la potenza con cui si manifesta un'emozione, è più facile che il soggetto riesca a comprendere davvero ciò che sta vivendo e sia anche in grado interpretare con più consapevolezza la realtà, lasciandosi travolgere meno dal panico.

Funziona davvero?

L'effettiva utilità di questo strumento dipende dal singolo soggetto, ma è in molti casi è in grado di modificare realmente lo stato emozionale di chi la indossa. Funziona particolarmente quando la paura è modesta o moderata ed è più difficile, invece, che si dimostri efficace nelle situazioni di fobie gravi, per le quali è necessario intervenire diversamente e, in ogni caso, anche con l'aiuto di un istruttore cinofilo che sappia guidare il cane e la famiglia in un percorso di riabilitazione. 

Molto interessante è il fatto che la stessa Temple Grandin, in passato, studiò l'efficacia della "hug machine" anche sugli esseri umani e, in particolare, su bambini affetti da disturbi relazionali legati allo spettro autistico che mostravano difficoltà nelle interazioni con altre persone.

A partire dalle sue ricerche, negli anni a venire sono stati progettati anche altri strumenti simili e, nel 2022 è stato pubblicato uno studio, condotto dalla facoltà di ingegneria dell'Università di Java, rivolto alla progettazione e produzione di sedili per le automobili adatti ai bambini che tendono a vivere stati di ansia durante i viaggi. Il seggiolino in questione segue esattamente le teorie di Temple Gandin e della sua prima "hug machine" che lei stessa, affetta da una forma di autismo, dice di utilizzare quando ne sente il bisogno.

Pro e contro della thundershirt

L'utilizzo della thundershirt permette al cane di vivere con maggiore serenità i momenti più difficili e offre l'opportunità ai pet mate di aiutare concretamente a trovare la calma e la serenità ai propri animali domestici. Questa pettorina, inoltre, non presenta rischi nel suo utilizzo (a meno che non venga fatta indossare a un cane che potrebbe reagire con aggressività al contatto necessario per la vestizione) e in più non è una strategia particolarmente costosa.

Di contro, però, non è efficace per tutti i soggetti allo stesso modo e, soprattutto, non è sufficiente nel caso di vere e proprie fobie. Affinché funzioni, inoltre, non la si può indossare sempre, ma deve essere abbinata solo a determinate situazioni.

Infine, è bene sottolineare che questo strumento riduce i sintomi, ma non elimina la paura stessa. Nel caso sia possibile intervenire sull'origine di questa emozione, quindi, resta importante l'aiuto di un istruttore, grazie al quale in futuro, forse, la thundershirt non servirà più.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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