«Entrare in punta di piedi nel mondo animale. Eliminare la visione antropocentrica di ciò che sta accadendo e provare ad immedesimarsi in Achille e Ulisse, nel loro modo di vivere quest’esperienza». Giusi Santoro, la producer di PopCultDocs che ha realizzato il racconto per immagini del periodo trascorso da questi due cuccioli di lupo al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone fino al loro ritorno in natura, riassume così il lavoro che, dal 2016, ha portato alla nascita de Il contatto, documentario di 71 minuti che inizierà a girare le sale cinematografiche italiane, a partire da quelle di Bologna, a dicembre. Nel frattempo il film è stato presentato in anteprima al 24° Festival CinemAmbiente di Torino ed è stato selezionato per due importanti festival internazionali: il Portland FilmFestival negli Stati Uniti e il 25° Ji.hlava International Documentary Film Festival che si terrà a Praga in Repubblica Ceca ad ottobre.

A tu per tu con il mondo dei lupi

Ulisse e Achille giocano nell’area protetta (credits:@PaolaFazzi)
in foto: Ulisse e Achille giocano nell’area protetta (credits:@PaolaFazzi)

«Nessuna voce narrante né musiche. Nessuna spiegazione di quello che sta accadendo e la presenza umana rimane sullo sfondo – spiega ancora la Santoro. – Non è un classico film naturalistico. È il racconto del percorso di due cuccioli di lupo che, andando oltre i classici schemi del film naturalistico, punta a sensibilizzare gli spettatori con domande sul comune sentire rispetto al salvataggio degli animali selvatici. Sono in grado di capire quello che stiamo facendo per loro? Qual è la loro percezione del tempo, della cattività e del ritorno in natura? La chiamano libertà? Esiste per loro questo concetto o è solo una nostra interpretazione?». In una sorta di full immersion tra le sensazioni silenziose di questi due giovani lupi, li vediamo crescere e misurarsi con il mondo che imparano a conoscere intorno a loro, fino a quando non potranno finalmente tornare liberi.

Il Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone

Achille ancora giovane (credits:AndreaDalpian)
in foto: Achille ancora giovane (credits:AndreaDalpian)

Il film è nato con l’idea di raccontare il lungo percorso verso il ritorno alla libertà di Ulisse e Achille che nel 2016, a pochi giorni di distanza l’uno dall’altro, furono ritrovati nei boschi del centro Italia ed affidati al Centro faunistico di Monte Adone. «Il film-documentario rappresenta un’occasione unica per condividere con il “mondo esterno” il lungo percorso di Ulisse e Achille presso il nostro Centro – spiegano – per coinvolgere le persone in questa storia straordinaria, facendo sì che i due lupi possano diventare importanti ambasciatori per la loro specie». Operativo 24 ore su 24, ogni giorno dell’anno, nel recupero della fauna autoctona trovata ferita e in difficoltà e della fauna esotica sequestrata dalle autorità competenti per maltrattamento, commercio e detenzione illeciti, il Centro Tutela Fauna Monte Adone ha continuato ad occuparsi del recupero dei due lupetti per tutto il periodo necessario alla loro riabilitazione, affidandoli alle cure di un'unica persona affinché il contatto con l'uomo fosse limitato il più possibile.

Il film realizzato dalla PopCult Docs

Ulisse sotto la neve (credits:@ElisaBerti)
in foto: Ulisse sotto la neve (credits:@ElisaBerti)

Contemporaneamente, proprio per poter testimoniare tutti i progressi dei due, hanno affidato alla casa di produzione indipendente PopCult Docs le riprese e il montaggio delle immagini. «Conosciamo e condividiamo pienamente il loro modo di operare – spiegano dal Centro di recupero – rispettoso della nostra etica, non invadente per gli animali, privo di alcun contatto diretto con gli stessi e che non ha mai agito in un’ottica di spettacolarizzazione e strumentalizzazione». La PopCultDocs ha seguito i due lupi e tutte le loro avventure per un intero anno, documentandone la crescita e i miglioramenti, raccogliendo i loro primi contatti con il mondo esterno, e le loro reazioni alla vicinanza con gli altri lupi che vivono a Monte Adone.

Giorno per giorno, un anno accanto a Ulisse e Achille

«Il nostro filmaker Andrea Dalpian ha seguito con pazienza tutto l’anno di permanenza di Achille e Ulisse – racconta la Santoro. – Ha osservato e ripreso i primi allattamenti con il biberon: quando Ulisse è arrivato al Centro, infatti, aveva ancora gli occhi chiusi e non era in grado di alimentarsi da solo. Poi l’arrivo di Achille e il loro primo incontro. La conoscenza con Ares e Lara, i due ibridi che vivono al Centro Monte Adone perché non più capaci di tornare liberi in natura, che si sono trasformati nei loro genitori “adottivi” in modo che i due lupetti crescessero fra i loro simili e il più lontano possibile dagli umani. Infine ha documentato la loro ritrovata libertà quando, a luglio del 2017, sono stati radiocollarati e lasciati andare». Piccolissime telecamere sono state attaccate ai radiocollari di cui erano stati muniti i due esemplari e grazie a quelle telecamere si sono potute registrare i primi passi da lupi liberi di Achille e Ulisse. Un evento unico, considerata la giovanissima età in cui erano stati recuperati.

Contatti minimi per evitare l’imprinting e tornare liberi in natura

La liberazione di Achille e Ulisse (credits:@PaoloTaranto)
in foto: La liberazione di Achille e Ulisse (credits:@PaoloTaranto)

La storia di Achille e Ulisse, che nel 2018 è diventata anche un libro, ha avuto un esito particolarmente fortunato con il ritorno alla libertà di due esemplari recuperati a pochissimi giorni dalla nascita. L’effetto dell’imprinting dell’uomo che solitamente condanna alla cattività i lupi recuperati ancora cuccioli, in questo caso è stato superato dalla cura e dalle attenzioni con cui i due giovani lupi sono stati accolti nel centro. «In Europa non era mai stato tentato il rilascio di individui riabilitati dall’uomo sin dalle prime settimane di vita (in questo caso 10 e 20 giorni circa) – spiegano dal centro. – Questo ambizioso obiettivo di rilasciarli in natura, dopo il necessario periodo di riabilitazione, ci ha portati ad intraprendere un complesso percorso sperimentale durante il quale il contatto con l’uomo è stato limitato al minimo necessario per le loro cure».

Il film sono nelle sale cinematografiche. Non sarà né in dvd né su Netflix

Achille fotografato in libertà (credits@PaoloTaranto)
in foto: Achille fotografato in libertà (credits@PaoloTaranto)

Il titolo del film Il contatto nasce quindi proprio da qui. Da questa profonda riflessione sulle modalità di rapporto con la fauna selvatica che va prima di tutto rispettata nella sua essenza e nella sua etologia. «L’animale selvatico è selvatico, e tale deve restare – conclude la Santoro – e il nostro film, permettendo alle persone di mettersi per una volta “dalla parte del lupo” vuole essere proprio una forma di sensibilizzazione su questo problema». Per questo il film non verrà distribuito in dvd o su piattaforme streaming, ma solo proiettato nelle sale. «Gli spettatori dovranno immedesimarsi ma non avranno l’aiuto di voci narranti o di musica. Ed ogni proiezione sarà seguita da un incontro con i responsabili del centro di Monte Adone o della nostra casa di produzione. Perché si possa rispondere a tutte le domande, ma solo dopo aver sentito quello che hanno sentito i lupi durante questo anno».

Foto di Copertina: Achille e Ulisse, appena recuperati e affidati al Centro Tutela e Ricerca Fauna Esotica e Selvatica Monte Adone, esplorano il territorio (credits:@PaolaFazzi)

Come fare turismo per vedere gli animali selvatici in modo responsabile

Alimentare o no la fauna selvatica?