A volte adottare un cane con l’intenzione di metterlo a lavorare non sempre si rivela un’idea sensata. Alcuni cani, pur nascendo da generazioni di cani abili a fare determinate cose, non lo sono affatto. Tuono è uno di loro e cerca definitivamente la sua casa e la sua famiglia.

Cani da guardia e da pastore: gioie e dolori

Un fenomeno molto diffuso in Toscana, soprattutto in alcune zone più rurali ma che si verifica pressoché in ogni parte d'Italia, è quello di adottare o comprare spesso cani che sono nati in contesti di campagna e pastorali. Molte volte sono cani che vengono ceduti perché in esubero o, in altri casi, venduti perché abili a lavoro.

La pastorizia, come il fenomeno della caccia, è un grandissimo bacino di nascite di cani che oltre a non essere controllate dal punto di vista dei numeri, molte volte non lo sono neanche dal punto di vista della salute.

Tuono è infatti il frutto di una cucciolata meticcia per eccellenza: un mix di cani da guardia e vai a sapere cos’altro, con un mantello favoloso multicolore, con sfumature cromatiche che rivelano tutto il pout-pourri di incroci che scorre nel suo sangue. per fortuna, almeno dal punto di vista della salute è sanissimo.

Il poeta inglese Lord Alfred Tennyson, grande estimatore dei cani, dedica ai meticci un verso che suona come un augurio: “Levo il mio calice in onore di quei cani che non hanno parenti illustri, la cui razza è dubbia, quei cani dalle maniere creative e senza etichette. Io bevo alla salute di questi semplici plebei”.

Tuono è un perfetto cane dalle maniere creative, l’esempio illustre senza pedigree di intelligenza solutiva, il personaggio giusto per il ruolo del cane perfetto. E’stato preso da piccolo, insieme ad un altro cane di taglia più contenuta maschio come lui. Pare che fosse a guardia di un piccolo spazio adibito alla rimessa di attrezzi. Nei primi mesi di vita andava tutto bene a stare lì, ma poi le giornate per Tuono e il suo compagno si erano fatte noiose e i due avevano iniziato a capire che forse fuori il mondo era più interessante da esplorare.

Voci raccontano che Tuono avesse imparato la complessa arte dell’usare la bocca per aprire varchi nella recinzione e che i due, nonostante i lavori di messa in sicurezza delle reti da parte degli umani, continuassero a vagare indisturbati e a scorrazzare.

Così, come la legge degli uomini vuole, nel rispetto dell'incolumità delle persone e della fauna selvatica (ma non sia mai che non si consideri irrispettoso tenere due cani isolati in un pezzo di terra!), vengono accalappiati una calda mattina di giugno e sbattuti nel canile di zona.

"Poco male" peserà qualcuno, "almeno lì hanno la possibilità di essere adottati, di mangiare regolarmente, di essere coccolati dai volontari". Ma, c’è un ma.. Il compagno di Tuono viene adottato quasi subito perché più piccolo di lui in termini di stazza e il gigante buono, visto e apprezzato da tutti, continua per mesi a stare nel suo box in attesa della sua occasione.

“Eh ma è un cane grande, ci vuole un giardino!”. “Un cane di questa mole come lo porti in un appartamento?”. Sono queste le frasi più dette che ascoltiamo quando proponiamo cani come Tuono. Lui che di fare la guardia non ha proprio nessuna intenzione, anche se vi assicuro che se fosse collocato in un giardino grande, a casa vostra sicuro non entrerebbe davvero nessuno. Lui comunque nella casetta dove dorme adesso occupa lo stesso spazio di un microcane di pochi chili e si muove con una delicatezza pazzesca. E allora con la storia di Tuono è anche il caso di sfatare qualche leggenda metropolitana e dire che ad un cane, lo spazio che interessa di più è quello relazionale e che, come animale sociale, cerca le sue coordinate non sulla base dei metri quadrati di case, giardini e auto ma dei legami che può stringere e del ruolo che può assumere.

Forse dovremmo smetterla di dire che i cani grandi e i cani che sono morfologicamente dei pastori di taglia importante hanno grandi necessità: ogni cane ne ha e non vanno in base al loro peso e alla loro taglia.

L'epopea di Tuono: canile, casa e di nuovo canile

Finalmente ad agosto era arrivata la sua occasione e Tuono era stato notato al rifugio da un ragazzo che voleva adottarlo. I presupposti sono ottimi, lui vive in un posto molto tranquillo e gli piace fare dei bei giri coi cani… meglio non potevamo sperare! Ma come sempre, accade qualcosa che nessuno può prevedere ed è quel margine di rischio che la vita ti mette davanti come un bivio a cui scegliere.

Puoi dare retta al cuore e sperare che non accada mai o con grande testa, giocarti quel rischio come possibile e mandare quel cane in adozione sperando di aver fatto la cosa giusta.

Per Tuono, che possibilità di scelta non ne ha, invece è arrivato il ritorno in canile: purtroppo chi lo aveva adottato ha dei seri problemi familiari e con il cuore spezzato è stato costretto a rimetterlo in adozione. Una persona comunque responsabile, nonostante questo inciampo, che continua a occuparsi di lui almeno sul fronte economico, come può, tutti i mesi.

Debora, la mia collega aretina, ha così deciso che per Tuono sarebbe stato meglio non entrare nuovamente in canile e vedere se sia possibile inserirlo all’interno del suo parco rifugio. Il "Parco dei Re" è un luogo meraviglioso con grandi spazi verdi e ampi recinti: in questo posto Debora ha dedicato tutte le sue energie e lavora costantemente per promuovere un reale concetto di benessere, rispetto e conoscenza dei cani.

Ospita anche una ventina di cani in attesa di trovare famiglia: dall’anzianissimo al malato, dalla cessione di proprietà al caso urgente, con un pugno di pochi aiuti e volontari dal punto di vista sia pratico che economico. Ecco perché sono realtà che vanno sostenute e portate avanti, perché nel loro piccolo fanno i salti mortali e dedicano ogni attenzione possibile e una nuova possibilità anche a cani come Tuono che per via della mole hanno una bassissima probabilità di essere adottati in un canile tradizionale.

Parlando con la mia collega, Debora non mi nasconde la voglia di adottare lei stessa questo cane ma sa benissimo che la sua situazione a casa è complessa per inserirlo. E sarò sincera, conoscendolo, non vi nascondo neanche io che Tuono sia un cane talmente bello e equilibrato che la voglia di portarlo con me è un pensiero che mi ha sfiorato.

Cosa possiamo fare per Tuono quindi se non trovare l’adozione più giusta? Qui ci sono delle foto di Tuono e sarebbe bello trovasse una persona che voglia però conoscerlo davvero e sperando che arrivi a stretto giro di tempo.

Tuono: identikit di un giovane guardiano

Tuono non ha fatto molte esperienze ed ha solo un anno e mezzo:  questo significa che le persone che vorranno adottarlo dovranno avere la pazienza di starci un pò dietro nelle piccole cose all’inizio. Però, dato che vogliamo portarci avanti col lavoro, Debora ha ben pensato di iniziare a introdurre l’uso del guinzaglio e qualche uscita in città che ci desse la possibilità di vederlo alle prese con la pazza vita che noi umani a volte conduciamo.

Com’è stato Tuono per le strade di Arezzo? Davvero bravo! Non possiamo dire che ami particolarmente il guinzaglio ma si lascia guidare senza problemi perché se c’è una cosa che gli manca e che Tuono desidera è la possibilità di affidarsi a qualcuno e con quel qualcuno aprire delle collaborazioni.

Alla vista dei cani, di cui alcuni particolarmente intimoriti dalla taglia o in modalità “ allarme che abbaia” alla sua vista, Tuono ha dimostrato una grande riflessività. Immaginate che abbia ragionato così: “A che serve rispondere ad ogni cane che mi minaccia o mi manda a quel paese? Non credete che fare una pipì su questo lampione e provare a chiudere la faccenda qui mettendoci un punto sia più utile a tutti?”.

Sono da queste piccole cose che noi istruttori possiamo tracciare quelle che saranno le future traiettorie evolutive di un cane giovane come Tuono se affidato alle  persone giuste. A Febbraio farà due anni: è un cane tutto in divenire e stavolta non vogliamo che la sua prossima adozione fallisca.

Tuono è piuttosto serio nell'affrontare le situazioni: ci ragiona, cerca di capire, chiede aiuto e mediazione alle persone se non capisce di cosa si tratta. Questa sua docilità lo rende particolarmente ricco caratterialmente perché significa che in situazioni poco piacevoli si lascia portar via se non è il caso di rimanerci o tende a rinunciare ad aprire degli aspetti conflittuali.

Io personalmente come istruttore (ma come essere umano soprattutto) adoro questa capacità che cani anche giovanissimi come lui hanno di gestire le emozioni anche se non esattamente positivissime usando la testa e cercando di non sondare mai le strade del conflitto, dell’avversione verso l’altro, della tensione. Piuttosto di fare il primo passo e mollare, non per fragilità ma per intelligenza.

Certo è che questo suo talento sociale va affinato e coltivato con l’aiuto di chi gli possa permettere comunque di esprimersi, sbagliando anche se necessario ma con una buonissima dote di partenza: l’affidabilità.

Mi sono ritrovata qualche giorno fa a raccontare ad una persona proprio questo e cioè quel margine di rischio lato caratteristiche del cane quando valutiamo le adozioni e che dobbiamo correre ma che si riduce drasticamente nel momento in cui incontro un cane come Tuono: lui è affidabile al 100%.

Adesso, cerchiamo solo il suo compagno di vita e una possibilità per lui di dimostrare il gran cane che può essere: riflessivo, solido, collaborativo e integro con le sue emozioni. Vi regalerà grandi soddisfazioni perché nella semplicità di essere quel meticcio senza illustri parenti, frutto di chissà quanti incroci prima di lui Tuono è unico.

Per adottare Tuono: deborakbrocchi@gmail. com o contattando la pagina Facebook del Parco dei Re