15 Febbraio 2023
10:30

È vero che la sterilizzazione dei cani e gatti è obbligatoria per legge?

In Italia non c'è nessun obbligo di sterilizzazione per cani e gatti di proprietà, mentre è obbligatorio sterilizzare i gatti liberi prima della reintroduzione in colonia. Riguardo alla sterilizzazione cani randagi la legge nazionale non dice nulla, ma attribuisce poteri e competenze alle singole Regioni e ai Comuni.

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Articolo a cura dell' Avvocato Salvatore Cappai
Civilista, esperto in diritto degli animali
cane veterinario

In Italia non è previsto alcun obbligo di sterilizzazione dei cani e gatti di proprietà, fatti salvi eventuali impegni assunti in sede di adozione. Diversamente, obblighi di sterilizzazione sono previsti per gatti liberi e (talvolta) per cani randagi, con divergenze importanti a livello territoriale.

Cosa prevede la normativa nazionale?

Trattando della normativa inerente la sterilizzazione di cani e gatti – ovvero, l’intervento chirurgico che li rende incapaci di riprodursi – occorre fare innanzitutto una distinzione fondamentale tra gli animali “di proprietà” e quelli che invece un custode umano non ce l’hanno affatto e quindi vagano liberi o, ancora, attendono un’adozione presso le apposite strutture. Con riguardo a questi ultimi (cani randagi e gatti che vivono in libertà, per usare la terminologia scelta dal legislatore) la norma statale di riferimento è certamente la Legge n. 281 del 1991 (“Legge quadro in materia di animali di affezione e prevenzione del randagismo”).

Subito, in apertura, questa legge chiarisce come il controllo della popolazione dei cani e dei gatti (a prescindere che siano randagi o meno) debba avvenire «mediante la limitazione delle nascite» e «con metodi che tengano conto del progresso scientifico, presso i servizi veterinari delle unità sanitarie locali».

Forse, letta oggi, può sembrare a molti una evidenza, può apparire come una banalità, come qualcosa di scontato. Invece non è affatto così! Basti pensare che prima dell’entrata in vigore del testo in esame il controllo del numero di cani e gatti poteva avvenire (e avveniva) anche attraverso l’uccisione di quelli accalappiati e non reclamanti entro un certo periodo. Si può parlare di un bel passo avanti per il Paese in termini di civiltà.

La legge 281 del 1991, poi, con specifico riguardo ai “randagi” prevede che: i cani vaganti accalappiati, ove ne siano privi, debbano essere microchippati; solo a quel punto, «se non reclamati entro il termine di sessanta giorni, possono essere ceduti a privati che diano garanzie di buon trattamento o ad associazioni protezioniste».

– “i gatti che vivono in libertà sono sterilizzati dall'autorità sanitaria competente per territorio e riammessi nel loro gruppo”.

Come si può notare, dunque, con riguardo ai soli gatti è previsto, prima della loro reintroduzione nella colonia felina di provenienza, un obbligo di sterilizzazione a carico delle autorità sanitarie pubbliche competenti.

Con riguardo ai cani randagi nulla si dice, anche se – un po’ ovunque – quantomeno per prassi (ma non per obbligo di legge statale), prima dell’adozione si procede comunque alla loro sterilizzazione o, per i cuccioli, si richiede all’adottante – con apposite clausole da approvare espressamente – di provvedere in seguito, una volta raggiunta l’età minima idonea.

Occorre precisare che la Legge 281 del 1991 è una legge quadro che detta certamente una linea generale ma poi attribuisce poteri e competenze alle singole Regioni e ai Comuni. Di conseguenza, fermi i principi essenziali, si incontrano rilevanti differenze di regolamentazione nei vari territori.

Per fare alcuni esempi concreti sul tema:

  • La Legge regionale 20 ottobre 2009, n. 59 della Toscana stabilisce al suo articolo 31 (riguardante organizzazione, compiti e caratteristiche strutturali del canile sanitario) che «gli animali abbandonati sono sottoposti a sterilizzazione obbligatoria».
  • La Legge regionale 7 febbraio 2020, n. 2 della Puglia, stabilisce che i cani vaganti accalappiati stazionino per un massimo di sessanta giorni presso un canile sanitario e poi vengano condotti, una volta identificati e sterilizzati, presso i canili rifugio.
  • Il Regolamento Regionale 13 aprile 2017 n. 2 della Regione Lombardia stabilisce che l'animale ricoverato presso un canile rifugio «può essere affidato già sterilizzato oppure con l'impegno, da parte dell'affidatario, a procedere alla sterilizzazione».

A fronte di regole divergenti con riguardo agli animali di nessuno, vi è uniformità per quanto riguarda cani e gatti di proprietà (al di fuori dei casi sopra menzionati di adozioni condizionate). In questo caso né le leggi nazionali né le normative locali impongono degli obblighi di sterilizzazione.

E la normativa europea?

Sebbene l’Unione Europea sia ben conscia del problema causato dall’enorme numero di cani e gatti liberi presenti sul territorio continentale (le stime parlano di centinaia di milioni di esemplari), ancora non esiste una normativa comune che imponga agli Stati di prevedere una sterilizzazione obbligatoria generalizzata, anche con riguardo agli animali che si trovano nella disponibilità dei privati.

Nel 2018 è stata depositata una proposta di risoluzione del Parlamento europeo (mai approvata) che invita «gli Stati membri ad adottare strategie globali di gestione degli animali da compagnia, incluse la sterilizzazione eventualmente necessaria per controllare il numero di cani e gatti indesiderati e la promozione del possesso responsabile di animali da compagnia» e «le autorità regionali e locali a rendere obbligatorie la sterilizzazione e la castrazione per cani e gatti, a meno che il detentore non sia titolare di una licenza di allevamento».

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Salvatore Cappai
Avvocato
Avvocato con la passione per la divulgazione. Mi occupo di diritto civile, con particolare riguardo ai campi della responsabilità civile, dell’assistenza alle imprese e del “diritto degli animali”. Mi sono avvicinato a quest’ultima materia circa dieci anni fa, quando ho incontrato Gaia, la mia cagnolina, che ha stravolto la mia visione sul mondo degli animali e sulla vita assieme a loro. La mia community social, nella quale da anni informo con semplicità su tematiche giuridiche, conta oltre 350.000 iscritti.
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