6 Marzo 2021
11:00

I mufloni “alieni” dell’Isola del Giglio saranno abbattuti: il no dagli ambientalisti

I mufloni dell’Arcipelago toscano starebbero minando la rinaturalizzazione dell’area dell’Isola del Giglio, dove ne rimangono solo 40 esemplari. Così, devono essere abbattuti. Le associazioni ambientaliste non ci stanno e non digeriscono l'idea che su di loro ricada la responsabilità di questa scelta.

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I mufloni dell’Arcipelago toscano starebbero minando la rinaturalizzazione dell’area dell’Isola del Giglio, dove ne rimangono solo 40 esemplari. Così, devono essere abbattuti. Le associazioni ambientaliste non ci stanno e non digeriscono l'idea che su di loro ricada la responsabilità di questa scelta. Infatti, secondo Enpa e Lav, l’Ente parco dell’Arcipelago ha dichiarato di «essere disponibile a cedere gli animali alle stesse associazioni che li vogliono salvare. «Questa apertura, seppur apprezzabile, getta sulle associazioni stesse tutti gli oneri e i costi che sono ovviamente insostenibili», aggiungono.

Le associazioni animaliste hanno chiesto un intervento diretto del Ministero della Transizione ecologica, Roberto Cingolani, per verificare la legittimità dell’abbattimento degli animali, mentre attraverso i legali si stanno attivando coinvolgendo l’Unione europea. Enpa e Lav sottolineano come i mufloni si siano «insediati al Giglio oramai da tempo immemore, tanto che sono diventati parte dell’ambiente dell’isola, riconosciuti anche dagli stessi cittadini come componente oramai irrinunciabile» e «non è quindi accettabile che vengano definiti ‘alloctoni’ e che con questo pretesto siano sterminati. Oltretutto con costi enormi che ricadono sulle spalle di tutti i cittadini».

Sotto accusa è il progetto Life Letsgo Giglio, finanziato con circa un milione e seicentomila euro di fondi europei e nazionali. «Una cifra enorme», spiegano Enpa e Lav «che potrebbe essere spesa per ben altri fini invece che per uccidere quaranta mufloni che oramai vivono in simbiosi con l’ambiente del Giglio che li ospita».

«Vista l’entità dei finanziamenti a disposizione, quella del Giglio è un’occasione sprecata per il Parco stesso, un’opportunità di ricerca scientifica mancata: trattandosi di un’isola – aggiungono – si potrebbero sperimentare altre forme meno cruente e non letali di riduzione del numero di mufloni, da studiarsi attraverso il coinvolgimento e il confronto tra associazioni, enti, università».

Il progetto prevede l'eliminazione delle specie aliene

Stando al progetto Life Letsgo Giglio (che terminerà a dicembre del 2023) nell’isola sono presenti due mammiferi «non nativi»: il muflone (che è stato introdotto nel promontorio del Franco e poi allevato per il ripopolamento) e il coniglio selvatico. Il parco, come si legge, ha intenzione di eradicare il muflone verso il quale sono «già in corso attività di controllo» e, nel frattempo, vuole «abbassare la densità dei conigli in particolari aree più vulnerabili». Questo, si legge ancora all'interno del piano, porterebbe «benefici per gli habitat vegetali protetti, oggetto di pascolo degli erbivori». Nel programma c'è anche l’eradicazione della testuggine americana, animale che mette in pericolo il discoglosso sardo, un anfibio tipico del Mediterraneo che nell’arcipelago toscano è solo a Montecristo e al Giglio.

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