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3 Ottobre 2023
16:46

Italiani contrari al circo con animali secondo l’indagine DOXA: «Il decreto attuativo non può aspettare fino al 2024»

Da un'indagine DOXA commissionata da LAV è emersa la contrarietà ai circhi dei cittadini italiani. Per questo l'associazione antivivisezione ha nuovamente richiesto al Governo di procedere con urgenza con l’attuazione della Legge delega, che porrebbe fine a questa grande sofferenza per gli animali senza aspettare l'ulteriore rinvio deciso.

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Mentre sono già più di 50 i Paesi che nell’Unione Europea e nel resto del mondo hanno vietato o limitato fortemente lo sfruttamento degli animali nei circhi in diverse forme, in Italia sono ancora circa 2mila quelli impiegati negli spettacoli viaggianti che continuano a girare per le piazze. Nonostante l’80% della popolazione si dichiari propenso ad andare a vedere spettacoli diversi, dove gli animali non vengono costretti a esercizi innaturali, non siano sottoposti ad addestramenti basati anche su violenza fisica e psicologica, rinchiusi in piccoli spazi completamente inadeguati alla loro natura e sottoposti a spostamenti che costituiscono per loro un ulteriore stress.

Non è un dato generico a dirlo, ma un’indagine DOXA BVA commissionata da LAV a settembre 2023, dalla quale emerge anche che oltre il 76% degli italiani è contrario all’uso degli animali nei circhi e il 79%, quasi 4 italiani su 5, è favorevole a destinare i fondi pubblici attualmente a loro devoluti, solamente a show che si riconvertiranno proponendo spettacoli con giocolieri, trapezisti e altri numeri.

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L’indagine ha dato lo spunto ulteriore alla LAV, che combatte questa causa dal 1979 riuscendo a liberare molti animali che ora vivono all'interno del centro di recupero a Semproniano, per chiedere nuovamente alla premier Giorgia Meloni e al ministro della Cultura Gennaro Sangiuliano di procedere subito con l’attuazione della Legge delega che servirebbe a porre fine una volta per tutte a questa grande sofferenza per gli animali.

La richiesta si riferisce alla seconda Legge-delega sullo spettacolo (n° 106 del 2022), la prima risaliva al 2017 ma è decaduta con un nulla di fatto, che prevede «il superamento dell’uso degli animali nei circhi e negli spettacoli viaggianti» e che è stata approvata nel 2022. Per entrare in vigore aveva però bisogno di un decreto attuativo che in molti aspettavamo entro maggio 2023, data prevista dal Governo, ma che senza alcuna motivazione valida è stata posticipata dallo stesso al 18 agosto 2024, mostrando una totale insensibilità nei confronti del fatto che nel frattempo, e parliamo di un anno e mezzo, gli animali avrebbero continuato a essere sfruttati.

Il rischio ora, ed è questo il timore di LAV, è quello di un possibile decadimento anche di questa seconda delega, cosa che aumenterebbe in maniera irreparabile il ritardo già accumulato, ma che renderebbe anche incomprensibile la decisione epocale del Governo di quasi due anni fa di inserire la tutela degli animali tra i principi fondamentali della Costituzione Italiana, riaprendo di fatto la possibilità di mettere in discussione la normativa più antiquata non più in linea con la sensibilità dei cittadini e conducendo verso il prossimo passo, ovvero il loro riconoscimento come esseri senzienti.

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Simona Sirianni
Giornalista
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