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22 Maggio 2021
14:00

Istrice (Hystrix cristata)

L'istrice, anche detto porcospino o istrice crestata, è un roditore della famiglia degli Istricidi, originario dell'Africa settentrionale, ma presente anche in Italia. Di grandi dimensioni, ha il dorso ricoperto da lunghi aculei ad anelli bianchi e neri, che gli permettono di difendersi dagli avventori.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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L'istrice (Hystrix cristata), anche detto porcospino o istrice crestata, è un roditore della famiglia degli istricidi originario dell'Africa settentrionale ma diffuso anche in Italia. Si tratta di un animale massiccio, dal grosso capo e dai lunghi incisivi. Il pelo è bruno tendente al nero e presenta una macchia bianca sotto la bocca. Il pelo del dorso è ricoperto da lunghi aculei ad anelli bianchi e neri che gli permettono di proteggersi dai predatori. Quando agitati, gli aculei producono il suono simile a quello di un sonaglio e avvertono il nemico della sua pericolosità. Difficilmente l'istrice si difende da noi esseri umani: generalmente scappa prima che possiamo accorgercene, mentre può rappresentare un pericolo per i cani che, incuriositi dai cunicoli scavati dal roditore, potrebbero entrare nelle tane e farsi ferire anche in maniera grave.

Come è fatto un istrice?

L'istrice è il roditore più grande in Italia. Generalmente l'adulto è lungo dai 60 agli 80 centimetri (compresa la coda) e può arrivare a pesare 13 chili in Italia, ma in Africa sono stati avvistati individui anche più pesanti. La testa è allungata e ha orecchie piccole e coperte da folte setole. Gli arti sono corti e tozzi, mentre i piedi sono provvisti di quattro dita di cui l'alluce è il più sviluppato. Gli aculei hanno lunghezze variabili in base alla posizione del corpo in cui si trovano. Gli aculei che ricoprono il dorso dell'animale sono piccoli, ma presenti sin dalla nascita.

Habitat e diffusione dell'istrice

La popolazione italiana di Hystrix cristata è l'unica al di fuori del continente africano. L'animale è presente anche in Sicilia, dove però non esistono dati sul numero e la distribuzione, e da poco è stato identificato anche in Liguria. Nonostante la specie si stia pian piano spostando verso Nord, la Liguria rappresenta il limite Nord occidentale degli avvistamenti italiani. Al momento è difficile immaginare che possa superare le Alpi, anche perché il suo habitat ideale non comprende le basse temperature, le quali sono una delle cause di morte nell'Appennino settentrionale. A Nord Est ha raggiunto l'Emilia Romagna, Regione nella quale la sua diffusione è stata approfonditamente analizzata in uno studio del 1994, e il Veneto, ma negli ultimi anni è stato avvistato anche nel Trentino meridionale (sulla catena del Baldo e del Lagorai).

Le zone favorite dagli istrici sono quelle ricoperte dalla macchia mediterranea, ma, grazie alla loro grande adattabilità, questi grandi roditori apprezzano anche le zone ricche di piccoli arbusti, gli argini fluviali o gli ambienti boschivi in grado di assicurar loro la protezione necessaria.

La vita di un istrice

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L'istrice è un animale prevalentemente notturno che mette però in atto il particolare comportamento del sunbathing (letteralmente prendere il sole). Secondo uno studio pubblicato su Nature nel 2019, questi animali propongono il comportamento soprattutto nelle ore più calde delle giornate invernali (in inverno dalle 11 alle 12) e gli individui che sembrano apprezzare maggiormente il sole sono i piccoli. La vita del porcospino, però, è fortemente condizionata anche dalla presenza di risorse e dalle condizioni del territorio, alle quali si adatta sia dal punto di vista degli spostamenti che degli orari dedicati all'alimentazione.

L'istrice crestato si nutre di radici e tuberi, ma mangia anche ortaggi, corteccia, foglie e frutta. Nei pressi delle risorse il porcospino è solito scavare le proprie tane, composte di più cunicoli, come quelle dei tassi. Si muove in maniera silenziosa e, se aggredito, per difendersi rizza improvvisamente gli aculei, che possono anche infilzarsi nella pelle dell'avventore. Proprio questa caratteristica lo rende un animale decisamente povero di predatori.  In passato si pensava che fosse in grado di "spruzzare" gli aculei, ma si è poi scoperto che in realtà semplicemente si staccano rimanendo incastrati sul nemico, procurandogli profonde ferite.

L'istrice è un animale monogamo che vive in famiglie. Il periodo dell'accoppiamento varia molto in base alle latitudini e al clima, molot variabile se si considera che si tratta di una specie presente in entrambi gli emisferi. In Italia, generalmente avviene nei mesi più caldi. I piccoli (da uno a tre, raramente quattro) nascono dopo una gravidanza di circa 90-110 giorni. Entrambi i genitori collaborano nello svezzamento dei piccoli, che dura 3 mesi, e al termine del quale la prole è autonoma.

L'istrice e l'uomo

L'istrice è una delle specie presenti nell'allegato IV della direttiva Habitat (92/43/CEE) ed è quindi protetta dalle normative europee, oltre che dalla legge italiana 157/92 sulla caccia. Viene valutata Least Concern (LC) dall'Unione Mondiale per la Conservazione della Natura (IUCN 2007) eppure in Italia è vittima di bracconaggio, a causa dei danni che può causare alle coltivazioni nei pressi degli ambienti umidi in cui costruisce le tane. L'istrice è un animale decisamente elusivo che preferisce evitare l'incontro con l'uomo piuttosto che aggredire. Se si entra involontariamente in un anfratto abitato da un istrice, questi, ovviamente, si difenderà come di fronte a qualsiasi predatore, ma si tratta di un'eventualità che è ovviamente buona abitudine evitare, sia per l'animale che per la nostra sicurezza. Inoltre, è giusto ricordare che non si deve alimentare questi animali: anche se sono sempre più diffusi negli ambienti antropizzati, sono specie selvatiche che devono continuare a nutrirsi in autonomia.

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Claudia Negrisolo
Educatrice cinofila
Il mio habitat è la montagna. Sono nata in Alto Adige e già da bambina andavo nel bosco con il binocolo al collo per osservare silenziosamente i comportamenti degli animali selvatici. Ho vissuto tra le montagne della Svizzera, in Spagna e sulle Alpi Bavaresi, poi ho studiato etologia, sono diventata educatrice cinofila e ho trovato il mio posto in Trentino, sulle Dolomiti di Brenta. Ora scrivo di animali selvatici e domestici che vivono più o meno vicini agli esseri umani, con la speranza di sensibilizzare alla tutela di ogni vita che abita questo Pianeta.
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