L’uomo pratica generalmente la monogamia: la maggior parte delle persone infatti sceglie di avere un compagno per la vita. Ma monogamia e fedeltà, come purtroppo qualcuno saprà, non vanno sempre di pari passo. Non siamo però gli unici: anche gli animali tradiscono e più frequentemente di quello che possiamo immaginare. Un nuovo studio, condotto dai ricercatori del Centro Primati di Göttingen, ha però scoperto una nuova specie che può essere inserita tra le poche fedelissime del mondo animale: il callicebo rosso. Le specie animali hanno una maggiore variabilità di sistemi di accoppiamento e, a differenza nostra, la monogamia nei mammiferi non è molto frequente. Infatti essere poligami spesso conviene: accoppiarsi con individui diversi fa sì che vi sia una maggiore variabilità genetica, che detto in parole più semplici vuol dire garantire geni migliori per i propri figli. Allora, perché alcune specie sono monogame?

La monogamia negli animali: i vantaggi

La monogamia è una strategia che per alcuni versi può essere vantaggiosa. Uno dei motivi è probabilmente da ricercare nelle cure parentali: infatti i figli che vengono allevati da entrambi i genitori hanno maggiori probabilità di sopravvivenza rispetto alle specie in cui uno solo dei due si prende cura della prole. Allo stesso modo la cooperazione e la difesa del territorio da parte del maschio possono portare a non pochi benefici.

Meglio essere fedeli o tradire?

Una domanda interessante da porsi a questo punto è: le specie monogame sono davvero fedeli o tradiscono? La risposta, che magari non piacerà a tutti, è che nella maggior parte dei casi si tradisce. Tra le specie monogame, che rappresentano fino al 9% circa dei mammiferi, la fedeltà assoluta è stata riportata solo per sette specie. Ma perché si tradisce così tanto? I rapporti sessuali “extra-coniugali” sono così frequenti perché essere monogami vuol dire avere una scelta limitata del compagno, il che può portare a non fare una scelta giusta del partner. Gli individui potrebbero infatti ritrovarsi a scegliere un compagno di vita di “bassa qualità” o geneticamente svantaggioso come un parente, rischiando così di trasmettere ai figli geni che non garantiscono loro un’alta probabilità di sopravvivenza. Tradire è quindi una strategia che permette agli animali da una parte di beneficiare dei vantaggi di avere un compagno (cure parentali, qualità del territorio) non rinunciando però a cercare partner migliori. Questo è il tipico atteggiamento che solitamente indichiamo con il detto “tenere due piedi in una scarpa”.

Lo studio: nessun caso di infedeltà nel callicebo rosso

Un esemplare di callicebo rosso
in foto: Un esemplare di callicebo rosso

I ricercatori del Centro Primati di Göttingen hanno recentemente pubblicato su Scientific Reports un interessante studio sulla specie Plecturocebus cupreus, comunemente chiamata callicebo rosso, una scimmia che vive nell'amazzonia Peruviana. Questa specie rappresenta il “prototipo” della monogamia: gli individui vivono in coppie, formano dei legami molti forti e i maschi si prendono cura dei piccoli. I presupposti per essere fedeli ci sono tutti. Ma lo sono davvero? La risposta, emersa dallo studio, è positiva. Conducendo delle analisi genetiche sui piccoli hanno rilevato che nessuno di loro era il frutto di un rapporto extra-coniugale. Ma non è l’unica scoperta: i genitori erano quasi sempre non imparentati. Quindi l’infedeltà non avrebbe portato a un grande vantaggio genetico per i piccoli. Probabilmente, suggeriscono i ricercatori, la strategia chiave che permette a questi individui di non accoppiarsi con un proprio parente è la dispersione giovanile. Infatti in questa specie sia le femmine che i maschi, raggiunta la maturità sessuale, occasionalmente vanno via dal proprio gruppo di nascita. Questo, ovviamente, diminuisce la probabilità di incontrare e magari riprodursi con un proprio parente. La dispersione natale potrebbe quindi generare sufficiente variabilità genetica da rendere i tradimenti meno necessari. Il callicebo rosso è solo la seconda specie di primate con nessuna evidenza di rapporti extraconiugali. Sono necessarie però ancora nuove ricerche su questa e altre specie che potranno dirci ancora di più su se e quanto il tradimento sia effettivamente necessario. A questo punto è doveroso chiedere: “Possiamo imparare qualcosa anche noi da questa specie di primate?”