scheda razza
11 Luglio 2021
18:00

Il Thai, l’aspetto del Siamese tradizionale

  • Origine (Data e Luogo): 1990, Russia
  • Standard: THA – IV categoria FIFé
  • Peso (maschi-femmine): 4-5,5kg; 3,5-4,5kg
  • Incroci con altre razze: Nessuno
  • Vita media (fascia): 10-15 anni
  • Temperamento: Intelligente ed affettuoso
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Il gatto Thai è spesso confuso con il Siamese ma, oggigiorno, sarebbe più corretto dire che il Thai ha l'aspetto del Siamese d'un tempo, di prima che la selezione privilegiasse tipi longilinei e dalle forme allungate. Il Thai è nato dall'intenzione di alcuni allevatori di conservare l'aspetto del Siamese dei primi del ‘900 e il suo nome deriva da Thai-landia, l'attuale nome dell'antico Siam, da cui i Thai/Siamesi hanno avuto origine.

attività e socialità

  • Bisogno di movimento3
  • Giocosità3
  • Indipendenza2
  • Riservatezza1
  • Tendenza a miagolare2

cure e salute

  • Cura del pelo1
  • Salute generale2
  • Malattie ereditarie2

Data e luogo di origine: Russia, 1990

Aspetto fisico: Gatto medio, testa a forma di cuneo smussato, testa di media larghezza, leggermente allungata, profilo con leggero stop, muso smussato, orecchie larghe e arrotondate che proseguono con il bordo esterno la linea che va dal mento alla testa. Gli occhi sono grandi, ovali e blu. Il mantello è corto e setoso, colorpoint, nelle varietà nero, blu, lilac, crema, rosso, blue/crema, blu/tortie, chocolate tortie, lilac tortie, con o senza tabby.

Peso: Maschio 4-5,5kg – Femmine 3,5-4,5kg

Temperamento: Intelligente e affettuoso

Incroci con altre razze: Nessuna

Standard: THA – IV categoria FIFé

Origine e storia

Il Thai, come la fenice, nasce sulle ceneri del Siamese attuale. Nel Dopoguerra, con il rilancio dell'economia e un rinnovato interesse post-bellico alla selezione dei gatti, gli allevatori di Siamese definirono un nuovo standard per la razza, estremizzandone i tratti al punto da sconvolgerne la struttura fino ad arrivare al Siamese “moderno” lungo, affusolato, magro e snello che oggi conosciamo. Negli anni '90 uno sparuto gruppo di nostalgici del Siamese tradizionale, volle iniziare a lavorare sul recupero del tipo originario, a partire da alcuni gatti russi. Per questa operazione fu scelto un nome che differenziasse la nuova popolazione dai Siamesi ma, al contempo, ricordasse le antiche origine asiastiche, ovvero il Siam, oggi detto Thailandia. Da qui la decisione di ribattezzare la razza Thai.

Il primo riconoscimento del Thai si ebbe in Russia negli anni '90 all'interno del WCF, per poi approdare in FIFé nel 2017 e in TICA nel 2010. Non tutte le associazioni, tuttavia, riconoscono il Thai come razza a sé.

Aspetto fisico

Il Thai è un gatto di grandezza media e ossatura media, solido ma non pesante. La testa è a forma di cuneo smussato, di media larghezza, più lunga che larga. Il profilo presenta una leggera depressione all'altezza degli occhi, il muso è leggermente allungato, smussato, cuneiforme, il mento forte e in linea con la punta del naso. Le orecchie sono larghe alla base, arrotondate in punta e la linea esterna dell'orecchio segue la linea immaginaria che va dalla testa fino al mento. La coda è lunga quanto la distanza fino alle spalle ed è leggermente arrotondata, non deve essere priva di nodi o altre alterazioni ossee. Gli occhi sono grandi, ovali, di un colore rigorosamente blu intenso (non sono ammessi altri colori) e non devono presentare alcun segno di strabismo.

Il mantello del Thai è corto, a tessitura fine, lucida, setosa ed aderente al corpo, con scarso sottopelo. Rispetto al colore, il Thai è un gatto colorpoint riconosciuto in FIFé in diverse varietà di colore (nero, blu, lilac, crema, rosso, blue/crema, blu/tortie, chocolate tortie, lilac tortie), con o senza disegno tabby.

Temperamento

Il Thai è un gatto vivace, presente, particolarmente interessato alla vita della famiglia e, come il cugino Siamese, se ben socializzato ama il contatto e la presenza delle persone attorno a lui.

Rispetto al Siamese ha un miagolio meno stridulo ma è altrettanto chiacchierone ed esigente in fatto di attenzioni nei suoi confronti, che può richiedere anche facendo ricorso a zampate, testate e qualunque altro trucco per farsi notare.

Atletici e vivaci, si adattano alla vita con altri animali e con bambini per i quali possono diventare degli ottimi compagni di giochi, se ricambiati da rispetto e manipolazioni delicate.

Salute e cura

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Il Thai è un gatto di cui ci si può prendere cura in maniera molto semplice. Una spazzolata a settimana sarà più che sufficiente a rimuovere il pelo in eccesso e, in periodi di muta, aiuterà il micio a non ingerirne troppo rischiando disturbi gastrici.

Una vulnerabilità di questa razza è rappresentata dallo strabismo convergente che viene severamente penalizzato a livello espositivo. Stessa sorte capita ai gatti che presentino una coda eccessivamente corta (brachiuria), che nell'immaginario collettivo ha rappresentato per decenni una caratteristica tipica dei gatti con questa colorazione.

Infine, data la loro familiarità genetica con il Siamese, alcune linee di Thai presentano problematiche simili tra le quali la Gangliosidosi GM1 (un'alterazione metabolica che colpisce anche gatti di 2-3 mesi e morte giovanile), l'Amiloidosi epatica (una degenerazione del tessuto epatico dovuto a depositi proteici interstiziali) e la PRA (atrofia progressiva della retina).

Relazione e contesto ideale

Il Thai è il gatto ideale per chi desideri un compagno di vita sempre presente, generoso ma anche desideroso di stare al centro della scena familiare. Alcuni esemplari, infatti, tendono a creare relazioni esclusive con un membro della famiglia, da cui si aspettano continui riguardi.

Da gatto atletico ed entusiasta della vita, ha bisogno di vivere in un contesto che gli consenta di esprimere la sua vitalità anche sul piano fisico, di conseguenza non dovranno mai mancare possibilità di arrampicare, correre e saltare.

E' un gatto sveglio che può anche imparare da solo ad aprire porte e ante per cui si rivela particolarmente portato anche per i giochi di abilità e qualunque altra sfida gli si possa mettere davanti per stimolare la sua mente, oltre al suo fisico.

Nella convivenza con altri animali non presenta particolari problemi, sempre che le presentazioni avvengano con la dovuta gradualità, dando modo a tutti gli interessati di conoscersi senza forzarli ed evitando di creare gruppi troppi ampi in cui, rispetto all'ambiente a disposizione, sarebbe difficile evitare situazioni di competizione.

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Sonia Campa
Consulente per la relazione uomo-gatto
Sono diplomata al Master in Etologia degli Animali d'Affezione dell'Università di Pisa, educatrice ed istruttrice cinofila formata in SIUA. Lavoro come consulente della relazione uomo-gatto e uomo-cane con un approccio relazionale e sono autrice del libro "L'insostenibile tenerezza del gatto".
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