È stato protagonista assoluto del Giubileo della regina Elisabetta, ma il piccolo George di Cambridge, 9 anni il prossimo 22 luglio, non si diverte soltanto a far impazzire mamma Kate.

Il futuro re, infatti, ha già a cuore la salvaguardia e la conservazione del Pianeta. E non solo nella teoria, ma anche nella pratica. Durante la pandemia, il bimbo ha voluto fare qualcosa per aiutare Tusk, l’associazione internazionale per la salvaguardia degli animali in pericolo di estinzione, di cui è patrono il padre William. E così ha raccolto fondi per l’organizzazione con una vendita a scuola di torte fatte in casa.

Ora, se sia stato proprio lui a prepararle non è dato saperlo, ma ciò che importa più della vicenda è proprio la sua attenzione per la fauna selvatica dell’Africa e la sua preoccupazione per il futuro di elefanti, tigri e rinoceronti.

I duchi di Cambridge, dunque, oltre a essere genitori affettuosi, sembrano anche aver trasmesso ai loro figli i valori importanti come l’interesse per le cause ambientali e i cambiamenti climatici. Il duca, peraltro, aveva già precedentemente condiviso la preoccupazione del figlio per il mondo naturale. Aveva rivelato, infatti, quanto il principino si fosse profondamente rattristato quando era venuto a conoscenza dell'estinzione di alcuni animali.

In un’altra occasione, poi, durante un’intervista alla BBC in vista dell’Earthshot Prize Awards, William aveva dichiarato che George, dopo che aveva preso parte alla pulizia dei rifiuti con la sua scuola, si era molto frustrato per la situazione ambientale.

Questa grande passione per gli animali di George, in estate, finita la scuola, si trasforma in un vero e proprio lavoro: il primogenito, infatti, si alza presto e va a dare una mano nelle stalle della fattoria di Anmer Hall, la loro residenza di campagna nel Norfolk.

Non è il solo della famiglia, però, ad amare gli animali. Anche la sorella Charlotte ama le scuderie e i cavalli. E ci passa le ore non solo per curare il suo pony, ma anche per svolgere piccoli lavoretti di pulizia e dar da mangiare agli animali.

Il Tusk Conservation Awards

Tusk Conservation Awards è l’iniziativa lanciata dal principe William nel 2013, per premiare coloro che durante l’anno si sono occupati di migliorare le condizioni ambientali dell'Africa. La vulnerabilità della conservazione di questo Paese, infatti, non è mai stata così forte, come dopo l'impatto devastante della Covid-19.

Alla premiazione dei vincitori dell’anno scorso, il Duca di Cambridge, aveva sottolineato quanto, la crescente pressione sulla fauna selvatica e sugli spazi ancora selvaggi in Africa da parte dell’essere umano, rappresenti un'enorme sfida per gli ambientalisti. E quanto sia indispensabile che il mondo naturale venga protetto non solo per il suo contributo alle nostre economie, ma per la salute, il benessere e il futuro dell'umanità.

I tre premiati per l’anno 2021 sono stati Simson Uri-Khob (Namibia), CEO di Save the Rhino Trust (SRT) con il quale ha collaborato per 30 anni. Grazie alle efficaci misure anti-bracconaggio messe in atto con il sostegno dell'organizzazione e guidate, in gran parte, dalle comunità locali,  la popolazione di rinoceronti neri della Namibia, ha così potuto riprendersi dopo una quasi totale decimazione a causa dell'uccisione selvaggia e incontrastata di questo animale.

Il secondo premio è andato a Julie Razafimanahaka, Direttore Esecutivo di Madagasikara Voakajy (MV), che supervisiona la missione dell'organizzazione realizzata per  prevenire l'estinzione delle specie endemiche del Madagascar. Durante i sedici anni sul campo Razafimanahaka  ha ottenuto risultati enormi, diventando una vera leader della conservazione. E questo ha consentito a MV di creare quattro aree protette nel distretto di Ambatondrazaka, nel Madagascar orientale, dove oggi hanno casa le colonie della volpe volante, una specie di pipistrello appartenente alla famiglia degli Pteropodidi.

Il terzo premio, infine è andato a Suleiman Saidu (Nigeria), Senior Game Guard Ranger per Yankari Game Reserve. Suleiman organizza e guida pattuglie contro il bracconaggio degli elefanti, collaborando con le comunità locali e i ranger.

Il suo lavoro consiste nel monitorare il numero degli elefanti, perseguire i bracconieri in tribunale e addestrare i ranger. E grazie al suo impegno, il tasso di bracconaggio di elefanti è notevolmente diminuito.