Membro del Comitato Scientifico di kodami
Istruttore cinofilo CZ

Quando il nostro cane ci aggredisce è sempre un dramma. Le testimonianze dirette di chi ha subito un morso evidenziano come spesso questo giunga in modo del tutto inaspettato. Nell’immediato si prova rabbia, subito dopo tristezza, infine senso di colpa. «Cosa posso aver fatto di male per essermi meritato/a un morso?». Queste emozioni sono spiacevoli e non aiutano a risolvere la situazione. La sensazione è quella di essere stati traditi, «non capisco perché…non lo aveva mai fatto!». Il cane non morde mai senza avere una ragione. Potrà risultare incomprensibile, ingiustificata, ma una logica e una ragionevolezza del gesto ci sono sempre. Ciò non vuol dire che sia sempre colpa del pet mate.

Mordere per un cane è come per noi quando alziamo la voce

Per comprendere il punto di vista dei cani che minacciano e arrivano a mordere dovremmo iniziare a paragonarlo al nostro alzare la voce durante una discussione accesa. Lo fanno per manifestare il loro disagio o contrarietà verso qualcosa. Sono perfettamente capaci di comunicarci in anticipo l’intenzione di aggredire ma è altrettanto vero che noi umani sembriamo capire solo il ringhio. «Cane che abbaia non morde… ma quello che ringhia?». Il ringhio è un segnale comunicativo che ha tante sfumature diverse. Spesso il cane lo utilizza anche all’interno del gioco fisico e competitivo, come il “tira e molla”. Si può decifrarlo valutandone frequenza ed intensità, unitamente all’espressività del corpo. Un ringhio molto profondo ed intenso, emesso dal cane in un momento di tensione, deve essere preso seriamente in considerazione. Può essere infatti un segnale a seguito del quale, se non si mantiene la calma, si potrebbe subire un’aggressione.

Perché un cane arriva a mordere il suo pet mate?

Le cause possono essere davvero tante. Alla base della maggior parte dei comportamenti aggressivi, anche ai danni dei familiari, c’è quasi sempre un disagio emozionale che rende il soggetto nervoso ed irritabile. La chiave sta nella capacità di saper rintracciare l’espressione di questi stati d’animo in alcuni comportamenti ricorrenti. Il possesso di una risorsa, per esempio, è uno di questi. Il cane, infatti, quando vive una situazione di disagio, può ancorarsi ad una risorsa: un luogo di riposo (la cuccia, il letto, il divano), qualcosa sottratto furtivamente (cibo, utensili, arredi), un nascondiglio (sotto il letto, sotto il tavolo ecc…). Chi vive con un cane non dovrebbe mai esasperare queste situazioni, piuttosto saperle alleggerire attraverso strategie di defocalizzazione.  Il cane è per sua  natura molto ostinato, competitivo e non si lascia convincere facilmente sulle cose. Per questo gli sforzi di persuaderlo nel desistere da alcune scelte spesso possono risultare controproducenti.

Quando il nostro cane ci minaccia per difendere un suo spazio o una risorsa dobbiamo essere consapevoli che lo sta facendo non per dimostrarci di essere il “capo” ma perché sta vivendo un momento di profonda difficoltà. Sfidarlo, anche qualora ne uscissimo vittoriosi, non servirà a nulla. In ambito etologico il leader infatti è sempre colui che riesce ad ottenere il suo obbiettivo attraverso la mediazione ed il dialogo, non con il conflitto. Per uscire bene da determinate situazioni dobbiamo saper creare diversivi credibili che non facciano sentire il cane ingannato. Ad esempio seguirlo per la casa offrendogli del cibo per togliergli di bocca i nostri occhiali da vista lasciati incustoditi sulla sponda del divano. Piuttosto cambiamo le carte in tavola senza entrare in competizione ed aprire lo scontro. Il cane ringhia e fa per morderci quando riposa sul divano? Troviamo il modo di non farcelo più salire. Si nasconde sotto il letto? Capiamo perché lo fa e diamogli il tempo di calmarsi ed uscire da solo. È naturale che se cercheremo di tirarlo fuori forzandolo vorrà morderci.

Cosa fare dopo aver subito il morso

Dopo aver subito il morso non siamo tenuti a rimediare subito alla situazione. Per il cane aggredire non significa aprire una crisi radicale, tantomeno aspirare ad una scalata sociale. Più semplicemente vuol dire perdere le staffe. Anche noi esseri umani quando crolliamo emotivamente abbiamo bisogno di un po' di tempo per recuperare. Abbiamo bisogno di pensare ad altro per riacquistare la lucidità. Tranquilli, il fatto che il nostro cane ci abbia  morso non vuole dire che non ci voglia più bene e che la relazione con lui sia irrimediabilmente compromessa. Al contrario metterci una pietra sopra, evitare di vivere la brutta esperienza come una sconfitta personale, ci permetterà di affrontare la situazione in modo pragmatico. Solo così avremo la lucidità di rivolgerci tempestivamente a dei professionisti (istruttore cinofilo e medico veterinario comportamentalista) ed operare i cambiamenti relazionali necessari affinché l’aggressione non si ripeta.

Aiuto tira al guinzaglio! Cosa fare e, soprattutto, non fare