4 Gennaio 2023
9:00

Il gatto può mangiare solo croccantini?

Un gatto può mangiare solo croccantini? Potrebbe, ma con conseguenze gravi, come la disidratazione. Vediamo cosa succede se il gatto mangia solo crocchette e come convincerlo a mangiare anche cibo umido.

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Quasi tutti i gatti amano il cibo umido, ma alcuni preferiscono mangiare solo croccantini. Cosa succede in questo caso?

La risposta semplice alla domanda “il gatto può mangiare solo croccantini” è sì, può farlo. I gatti non ci chiedono se “possono” fare qualcosa, piuttosto ci obbligano a eseguire i loro desideri. La domande deve però essere riformulata per capire meglio. Se infatti ci chiediamo “fa bene al gatto mangiare solo cibo secco?”, in questo caso la risposta è no, non gli fa bene. Vediamo quindi di approfondire questo tema assieme.

Cosa succede se un gatto mangia solo croccantini?

Se un gatto mangia solo croccantini, la prima conseguenza per lui o per lei sarà la disidratazione. Il cibo secco infatti ha una percentuale di acqua all’interno di appena un 8-10%, in modo da garantire una conservazione più lunga nel tempo e una più facile conservabilità in generale.

Il gatto però è un animale del deserto, con uno scarso senso della sete, abituato per via della sua evoluzione a ottenere la maggior parte dell’acqua necessaria al funzionamento del suo organismo dalle sue prede. Per questo, il nostro gatto ha una tendenza maggiore rispetto al cane a disidratarsi mangiando solo cibo secco.

Cosa comporta la disidratazione per il nostro gatto? Questa è ovviamente il punto successivo del nostro ragionamento. Qualsiasi animale disidratato ha un minor volume ematico, ovvero il sangue sarà più concentrato. Questo a sua volta si ripercuote su una serie di sistemi, che saranno affaticati, dal rene al cuore. Tutte le nostre (e loro cellule) sono composte per la maggior parte di acqua e sono immerse in un intorno acquoso, la matrice extracellulare, che permette gli scambi di nutrienti e prodotti del metabolismo. Poca acqua vuol dire maggior lavoro per ogni cellula del nostro e loro corpo. Non è un caso, insomma, se anche tutti i nutrizionisti e dietisti umani ci consigliano di bere tanto!

Perché il gatto non mangia l’umido?

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Ecco, questa è la domanda da un milione di dollari. Solo i gatti sanno infatti perché non vogliono mangiare alcuni alimenti e a noi non resta altro che provare ad interpretarli. Vediamo quindi perché un gatto potrebbe non gradire l’umido (evenienza abbastanza rara a dire il vero).

Prima di tutto dobbiamo capire se non mangia mai umido, oppure se in quel particolare giorno/momento, non vuole mangiarlo. Se non mangia mai alimento umido, potrebbe essere (banalmente) perché ama di più il sapore o la consistenza delle crocchette. A volte infatti, anche solo per abitudine, un gatto vuole mangiare solo cibo secco perché gli piace di più e basta. In questo caso è meglio non costringerlo a fare un cambio, ma cercare di adottare qualche trucco e con pazienza fargli cambiare idea.

Tutta un’altra situazione è invece se il nostro gatto apprezza in generale il cibo umido e quel giorno non vuole mangiarlo. In questo caso, quasi sempre direi, il gatto non mangia neanche cibo secco durante quella giornata. Una visita dal vostro Medico Veterinario di fiducia è assolutamente consigliabile per capire cosa succede, dato che le cause di questa disappetenza possono essere tante e varie (da un “banale” raffreddore con conseguente anosmia, a patologie ben più gravi).

Alcune volte semplicemente il nostro gatto non ama quel particolare umido che gli abbiamo proposto. In questo caso possiamo adottare una serie di trucchi o comunque cercare di capire il suo “punto di vista”. Vediamoli.

Alcuni trucchi per far mangiare cibo umido al gatto

Come dicevamo nel paragrafo precedente, a volte dobbiamo utilizzare dei trucchi per aggirare i punti di vista inamovibili dei nostri gatti. Oppure, più che trucchi, possiamo dire che dobbiamo capire il suo punto di vista, metterci nei suoi panni. Perché non mangia cibo umido il nostro gatto?

Il nostro gatto potrebbe rifiutare il cibo umido che gli stiamo dando, perché proprio non ne apprezza il gusto. In questo caso il “trucco” consiste nel cambiare gusto e marca del cibo che gli stiamo offrendo. È importante concentrarsi non solo sul gusto, attenzione, leggete bene, ma anche sulla marca. Per via, infatti, degli additivi che vengono utilizzati per insaporire gli alimenti commerciali, è possibile che un gatto non gradisca una intera linea commerciale, a prescindere dal gusto. Tonno o manzo, pollo o coniglio, tutto per lui o per lei sa di quell’additivo e per questo non lo gradisce.

Un’altra motivazione per cui non lo apprezza, potrebbe essere la forma di umido. Per un gatto, infatti, lo abbiamo detto tante volte, anche il tatto è importante nella scelta del cibo. Non è lo stesso per loro mangiare straccetti, paté o cubetti. Potrebbe essere quindi che il nostro gatto rifiuta totalmente una forma di umido, per amare nel modo più assoluto un’altra. Il trucco in questo caso è semplicemente quello di fare tentativi. Provate un po’ tutte le forme in commercio prima di darvi per vinti!

Ultimo trucco, veramente magico e utile soprattutto per quei (pochi) gatti che non hanno mai gradito il cibo umido, è quello di triturare e spolverare sulla ciotola un po’ di crocchette. Utilizzo questo trucco soprattutto per aiutare i gatti ad approcciarsi alla carne fresca, dove le difficoltà sono ancora maggiori, ma nulla ci vieta di provare anche sull’umido: utilizzate un omogeneizzatore per bambini oppure un grattugia formaggio e rendete le sue crocchette preferite una polvere fine. Quindi spolveratene una piccola quantità sopra la scatoletta che gli state dando, senza mescolare successivamente. Provare per credere, spesso funziona!

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Maria Mayer
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto
Sono laureata in Medicina Veterinaria ed ho conseguito un dottorato di ricerca riguardo l’utilizzo delle medicine non convenzionali negli allevamenti biologici. Il mio percorso di studi comprende, fra l’altro, un Master di II livello in Nutrizione del Cane e del Gatto e un secondi in PNEI e Scienze dalla Cura Integrata.
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