L'Assessore all'agricoltura, foreste, caccia e pesca della Provincia di Trento, Giulia Zanotelli, ha preso parte all'incontro con i sindaci dei comuni trentini avvenuto martedì 22 febbraio.

Insieme all'Assessore hanno partecipato al Consiglio delle autonomie locali anche il dirigente del servizio foreste e fauna Giovanni Giovannini e il Presidente del Consorzio dei Comuni, Paride Gianmoena.

A comunicare la notizia è stata la Provincia stessa attraverso un comunicato stampa in cui vengono elencati i temi trattati, ovvero la presenza del lupo, il rischio dato dalla peste suina e la gestione del bostrico, il coleottero lignicolo che si sta diffondendo rapidamente nei boschi delle Alpi dopo la tempesta Vaia, causando una moria di alberi.

«Si è trattato di un importante momento di informazione e condivisione con i sindaci quali rappresentanti di riferimento delle comunità locali – ha dichiarato il presidente Gianmoena al termine dell'incontro – Anche grazie agli elementi raccolti potranno affrontare il delicato e sentito tema della gestione dei grandi carnivori»

Ancora una volta il lupo: «Collaboriamo con Ispra per una gestione sperimentale»

Ancora una volta il dibattito sulla gestione del lupo fa discutere
in foto: Ancora una volta il dibattito sulla gestione del lupo fa discutere

Si parte quindi dalla questione legata alla presenza del lupo, un animale che negli ultimi anni sta vedendo un graduale e naturale ritorno in molte zone del nostro Paese.

Gli amministratori locali della Provincia Autonoma di Trento danno però l'impressione di non volerne accettare la presenza nei territori alpini di loro competenza e a ribadirlo ancora una volta in occasione dell'incontro con i sindaci è l'Assessore Giulia Zanotelli: «Al fine di migliorare la gestione dei grandi carnivori – afferma – stiamo collaborando con Ispra nella messa a punto di un progetto sperimentale ad hoc».

Fin dall'inizio della stagione invernale infatti, il Trentino porta avanti un negoziato con il Ministro della Transizione ecologica Roberto Cingolani con l'obiettivo di ottenere maggiore autonomia nella gestione della specie, considerata un problema per la sicurezza delle persone.

Su questo aspetto non è d'accordo però Piero Genovesi, responsabile del Servizio Coordinamento Fauna Selvatica di Ispra che, intervistato da Kodami, aveva sottolineato che sebbene la diffusione di questo animale possa avere ripercussioni sulle economie locali, il lupo non rappresenta assolutamente un rischio per gli esseri umani.

«Negli ultimi secoli non vi sono mai stati comportamenti preoccupanti nei confronti delle persone, eccezion fatta per un caso in Puglia, dove un individuo era divenuto molto confidente – aveva affermato, aggiungendo inoltre – Personalmente sono più preoccupato per esempio, del comportamento di alcuni branchi di cani da pastore malgestiti e liberi di muoversi sui territori dell'Appennino».

La peste suina e il bostrico

Il bostrico è un piccolo coleottero le cui larve si nutrono del legno degli abeti
in foto: Il bostrico è un piccolo coleottero le cui larve si nutrono del legno degli abeti

Nel frattempo, in Italia è arrivata la peste suina, ovvero una malattia virale che colpisce suini domestici e cinghiali, causata da un virus della famiglia Asfaviridae. Il virus ha fatto registrare i primi casi nel nostro Paese ad inizio gennaio in Piemonte e Liguria, generando preoccupazione e richiedendo l' intervento del Ministero della Salute e delle Politiche agricole, soprattutto a a causa delle alte densità di popolazioni di cinghiali registrate negli ultimi anni nelle regioni del Nord Ovest.

Al momento questo problema non ha ancora interessato ancora il territorio del Trentino, ma l'amministrazione locale ha voluto comunque cogliere l'occasione per ribadire l'importanza di informare la cittadinanza riguardo i rischi rischi legati a questa malattia e ricordare inoltre l'obbligo di segnalare al Corpo forestale provinciale l'eventuale rinvenimento sul territorio di cinghiale senza vita.

L'ultimo tema trattato è quello del bostrico, ovvero un insetto che a partire dalla tempesta Vaia che ha causato lo schianto di milioni di alberi tra il 28 e il 30 ottobre del 2019, ha cominciato a proliferare causando la morte degli alberi abbattuti e di quelli malati.

Alla luce delle preoccupazioni manifestate dai rappresentanti degli enti locali su questo tema, il servizio foreste e fauna presenterà a breve il nuovo Piano di intervento per il recupero del legname e la messa in sicurezza delle aree colpite da questo fenomeno, che fino allo scorso anno rientrava tra le attività di gestione post-Vaia.