14 Febbraio 2022
9:00

I gatti possono mangiare il formaggio?

I gatti possono mangiare il formaggio? La risposta è sì, ma con moderazione. Vediamo quali latticini possiamo dare ai nostri felini e in che quantità.

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Membro del comitato scientifico di Kodami
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Che strano, nessuno dei miei pazienti felini ama il formaggio, eppure sono in tanti i pet mate che mi domandano se il loro gatto potrebbe mangiare formaggi. Per rispondere alla loro e vostra domanda: sì, il gatto può mangiare il formaggio, anche se con estrema moderazione, come vedremo in questo articolo. Ma forse, non sarà più una nostra voglia di darglielo questo formaggio mi chiedo, piuttosto che un bisogno del nostro gatto di mangiarne? Mi e vi lascio questa domanda, mentre vediamo nei dettagli la questione.

Quali formaggi possono mangiare i gatti?

Possiamo dare al nostro gatto quasi tutti i formaggi, se in quantità molto moderate. Vediamo qualche esempio:

  • non dobbiamo dare gorgonzola o altri formaggi erborinati, ovvero quelli che all’interno della pasta contengono muffe come il gorgonzola o il Roquefort. Le muffe infatti possono avere effetti dannosi per il gatto;
  • anche i formaggi a crosta fiorita (come il Brie o il Camembert) è meglio che non vengano dati al nostro gatto, per lo stesso motivo, dato che sulla crosta sono colonizzati da muffe specie del genere Penicillum;
  • sì invece a mozzarella, burrata, mozzarella di bufala o altri formaggi freschi a pasta filata. In questo caso si tratta di formaggi freschi, quindi ad alto contenuto di lattosio e per questo devono essere dati in quantità davvero piccole al nostro gatto per non provocare diarrea;
  • caciocavallo, fontina, asiago o altri formaggi a pasta dura come anche pecorino o caciotte possono essere dati al gatto, ma con moderazione, per via del contenuto di lattosio medio, dell’alto apporto calorico e di sale;
  • un grande sì invece a Grana Padano o, meglio ancora, Parmigiano Reggiano, che sono super formaggi, con un grande numero di nutrienti e la cui presenza in ciotola deve essere limitata solo in quanto alimenti estremamente calorici e ricchi di calcio.

I gatti sono intolleranti al lattosio?

Buona parte della popolazione felina non è in grado di digerire il lattosio per tutta la vita. La digestione del lattosio (zucchero presente nel latte e nei suoi derivati) è infatti massima attorno alle 2-3 settimane di vita, ma va diminuendo con il tempo, fino ad arrivare ad essere quasi del tutto indigeribile attorno alle 6-8 settimane.

Questo avviene perché i gatti, come tutti i mammiferi eccetto l’uomo, non producono lattasi, l’enzima destinato alla digestione del lattosio, oltre il periodo utile per l’allattamento. In questo senso quindi potremmo dire che il gatto è intollerante al lattosio e quindi ai latticini che ne contengono, anche se forse non è proprio una definizione corretta, dato che dipende piuttosto dall’età del nostro micio.

In che quantità possiamo dare formaggi al gatto?

Il gatto può mangiare sì formaggi, ma la parola chiave è moderazione. In linea generale infatti, i formaggi apportano moltissime kcal: per darvi un’idea siamo attorno alle 280kcal per 100g di mozzarella, oltre 400kcal per 100 di burrata o di parmigiano. Considerate che un gatto dal peso medio di 5kg che vive in casa consuma attorno alle 180-200kcal, diciamo praticamente che con 50g di burrata avrebbe già terminato le sue kcal giornaliere!

Visto il rischio quindi connesso all’obesità che potrebbe risultarne e al problema del lattosio che abbiamo citato prima, una dose di formaggio adatta per un gatto di 5kg potrebbe essere di 5 grammi massimo al giorno, cercando di evitare di darli troppo spesso per non creare feci molli.

Le informazioni fornite su www.kodami.it sono progettate per integrare, non sostituire, la relazione tra il paziente ed il proprio veterinario.
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Maria Mayer
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto
Sono laureata in Medicina Veterinaria ed ho conseguito un dottorato di ricerca riguardo l’utilizzo delle medicine non convenzionali negli allevamenti biologici. Il mio percorso di studi comprende, fra l’altro, un Master di II livello in Nutrizione del Cane e del Gatto e un secondi in PNEI e Scienze dalla Cura Integrata.
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