Articolo a cura dell' Avvocato Salvatore Cappai
Civilista, esperto in diritto degli animali
I cani possono entrare in chiesa?

Si può entrare con il cane in chiesa? Anche se l’ultima parola spetta al parroco, non c’è alcuna norma che vieti espressamente di entrare con il proprio cane in chiesa. Capita spesso di leggere sui giornali e sui social network notizie riguardanti cani che entrano in chiesa e si accomodano teneramente vicino al prete mentre questi celebra la messa o giocano con lui scodinzolanti. In altre si racconta della commovente sofferenza manifestata dai fedeli amici a quattro zampe al cospetto del feretro di chi li ha accuditi per tutta la vita. In altri casi, invece, si parla di cani allontanati dal parroco durante la funzione religiosa. Storie che iniziano nello stesso modo ma concluse con un epilogo ben diverso.

Ma cosa prevede la legge sull’accesso dei cani in chiesa?

Nell’Ordinamento italiano non esiste alcuna norma che regolamenti questo specifico aspetto. In via generale, i cani possono fare ingresso in tutti i luoghi pubblici o aperti al pubblico, purché condotti al guinzaglio e con appresso la museruola, con un’unica limitazione prevista per quei luoghi in cui si preparano, manipolano, trattano e conservano alimenti (si veda, sul punto, Regolamento di Polizia Veterinaria, D.P.R. 320/54). Vanno poi valutati, come sempre accade quando si parla di animali d’affezione, tutte le leggi e i numerosi regolamenti emanati da regioni ed enti locali.

Una normativa estremamente frazionata da cui non emergono né un diritto né un divieto di accesso ai luoghi di culto per gli amici a quattro zampe.

Esiste un solo caso in cui, per la nostra normativa (legge n.36 del 1974 e legge n. 60 del 2006), non può in alcun caso esserne vietato l’accesso: quello dei cani guida per non vedenti.

Cosa dice il Diritto Canonico?

Neppure il Diritto Canonico – ovvero il complesso di norme giuridiche dettate dalla Chiesa, che regolano le attività dei fedeli – si pronuncia sull’accesso dei cani nei luoghi sacri. Dunque, anche il Diritto Canonico non vieta e non consente la loro presenza durante le funzioni.

L’ultima parola spetta al parroco!

Nella completa assenza di una normativa specifica – salva l’eccezione vista sopra, riguardante i cani accompagnatori dei non vedenti – la decisione finale spetta al singolo parroco. Questi ha la facoltà di decidere, valutato anche il contesto particolare della propria parrocchia e il comportamento dei fedeli, se consentire o meno l’accesso dei cani nei luoghi sacri. Ha anche la facoltà di allontanare i pet mate che arrecano disturbo alla funzione.

In una società nella quale la presenza degli animali da affezione nelle vite dei cittadini e dei fedeli è in continuo aumento, tanti parroci stanno predisponendo specifici regolamenti sul punto, affiggendo sovente dei cartelli sulle porte delle chiese.

Molti, anche quando non ne permettono un ingresso generalizzato alla messa, consentono la presenza dei cani in funzioni particolari, come matrimoni, battesimi o funerali.

L’importanza del buonsenso

Nel caso in cui neppure il parroco si sia pronunciato, trattandosi di luoghi sacri, nei quali spesso i fedeli ricercano tranquillità e raccoglimento, ci si aspetta che chi sceglie di accedere in chiesa col proprio amico a quattro zampe faccia sì che lo stesso non arrechi disturbo, magari abbaiando in maniera molesta; inoltre, non dovrà in alcun caso imporre la presenza del proprio cane accanto a chi non la gradisce o, soprattutto, a chi lamenta delle allergie.

Insomma, le regole fondamentali paiono essere quelle del buonsenso e del rispetto verso tutti.