Vi siete mai chiesti perché ci guardiamo negli occhi? Il contatto visivo nella nostra specie serve a capire, ad esempio, lo stato di attenzione dell’altro. E vi sarà sicuramente capitato di cercare di distogliere lo sguardo quando il vostro interlocutore sta straparlando e volete interrompere la conversazione. Il contatto visivo infatti è un importante strumento di comunicazione non verbale nell’uomo che serve a creare una connessione emotiva e comunicativa tra i due soggetti interagenti. Nell’uomo però è stato studiato solo in contesti affiliativi, e, per ovvi motivi, non in contesti troppo intimi, come ad esempio durante un rapporto sessuale. Ma questo non vuol dire che non avviene: sicuramente vi sarà capitato almeno una volta nella vita di guardare negli occhi il vostro partner durante un rapporto, o per lo meno si spera.

C’è un’altra specie però, molto vicina a noi, che utilizza il contatto visivo durante le interazioni sessuali: il bonobo (Pan paniscus), una scimmia che vive nella Repubblica Democratica del Congo. Un team dell’Università di Pisa di cui ho fatto parte e composto dalla Prof.ssa Elisabetta Palagi, Giada Cordoni e Marta Bertini, ha osservato questo comportamento pubblicando poi i risultati dello studio sulla rivista scientifica Behaviour e dimostrando per la prima volta che il contatto visivo influenza le interazioni sessuali tra femmine, rendendo la performance un vero successo.

Il sesso nella società dei bonobo: "le scimmie hippy"

La scelta non è avvenuta a caso, i bonobo infatti ben si prestano a studiare forme di comunicazione durante le interazioni sessuali. E il motivo è da ricercare nella funzione del sesso in questa specie, che, come nell’uomo, non avviene solo per concepire ma assume anche una funzione sociale. Conoscete il detto “fate l’amore non fate la guerra?” Ecco, i bonobo ne sono l’esempio lampante: loro infatti utilizzano spesso il sesso per ridurre la tensione in contesti di alto stress, come durante la competizione per il cibo o anche dopo un conflitto per rafforzare e riparare le relazioni. Comportamenti che a noi animali umani dovrebbero non suonarci del tutto "nuovi". Date le sue funzioni, il sesso nei bonobo non è limitato solo alle coppie eterosessuali ma avviene tra tutte le età e combinazioni: piccoli con adulti, piccoli con piccoli, maschi con maschi e femmine con femmine, tanto da essergli stato attribuito il soprannome di “scimmie hippy”.

La leadership delle femmine di bonobo

Il comportamento omosessuale femminile in particolare è molto frequente perché sono le femmine in questa specie a formare le più forti alleanze e di conseguenza sono anche le più influenti all’interno della società, mentre i maschi rimangono più in disparte. Queste forti alleanze però non sono basate sui legami di parentela in quanto le femmine, intorno alla pubertà, migrano dal proprio gruppo di nascita e vanno a vivere in gruppi dove generalmente non hanno molti amici né parenti ad aspettarli. Per questo motivo, le femmine hanno maggior bisogno di rafforzare e mantenere queste alleanze più di chiunque altro: ed ecco che il sesso sembra arrivare in loro aiuto. Inoltre i bonobo, soprattutto le femmine, hanno una caratteristica unica: i contatti sessuali avvengono spesso in posizione ventro-ventrale permettendo così un’interazione faccia a faccia. E’ infatti proprio su queste interazioni che con il team di ricerca ci siamo soffermate.

Lo studio: chi è meno amico si guarda di più

Haiba e Liboso, due femmine dello zoo di Stoccarda durante un’interazione sessuale faccia a faccia
in foto: Haiba e Liboso, due femmine dello zoo di Stoccarda durante un’interazione sessuale faccia a faccia

Lo zoo Wilhelma, che si trova a Stoccarda in Germania, ospita una grande colonia di bonobo composta da diciassette individui. E’ proprio qui che abbiamo videoregistrato le interazioni sessuali vis-a-vis di otto femmine e successivamente le abbiamo analizzate. I risultati dello studio hanno dimostrato che gli individui che si guardano di più negli occhi durante un’interazione sessuale sono quelli che condividono una bassa qualità della relazione, ossia sono meno amici. Probabilmente questo è dovuto al fatto che “il guardarsi negli occhi” agisce come meccanismo compensatorio per promuovere la relazione proprio tra chi è meno familiare e non ha già un gran rapporto di amicizia.

Il sesso aiuta a rilassarsi e guardarsi negli occhi migliora la prestazione

Se due individui non si conoscono bene infatti hanno probabilmente maggior bisogno di comunicare che l’interazione sessuale sta andando a buon fine. Inoltre le interazioni sessuali avvengono generalmente quando vi è alta tensione, come quando arriva il cibo, e il contatto visivo potrebbe servire per scambiarsi informazioni importanti e favorire ancor di più un’interazione rilassata. Ma non è l’unica scoperta: le interazioni sessuali in cui la coppia si guarda almeno una volta negli occhi sono anche quelle più durature. Questo vuol dire che il contatto visivo sembra essere uno strumento comunicativo davvero efficace, che aiuta a mantenere alta la motivazione, al punto tale da influenzare il “successo” e quindi la durata della performance. Il contatto visivo potrebbe quindi essersi evoluto proprio per permettere la coesione tra le femmine, che acquistano potere sociale attraverso i contatti sessuali.

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