Un "muggito" potente, rauco e ritmato raggiunge un pozza fangosa in Mozambico. Un enorme ippopotamo lo ascolta, risponde a sua volta con un forte richiamo spruzzando sterco ovunque e aiutandosi con la coda. Ma lo fa in maniera più intensa e decisa se a "parlare" è stato un estraneo.

Gli ippopotami, infatti, riconoscono le voci degli altri e regolano le loro risposte per gestire le relazioni tra i gruppi territoriali. Lo ha dimostrato un nuovo studio sulla bioacustica del megaerbivoro pubblicato di recente sulla rivista Current Biology.

Gli ippopotami (Hippopotamus amphibius) sono animali piuttosto chiacchieroni ma si sa relativamente poco sulla comunicazione sociale di questi enormi mammiferi. Per scoprire in che modo si scambiano informazioni attraverso il suono, Nicolas Mathevon dell'Università di Saint-Etienne e il suo team hanno registrato le vocalizzazioni di numerosi individui appartenenti a diversi gruppi all'interno della Riserva Speciale di Maputo, in Mozambico, un'area che include parecchi laghi e pozze abitati da ippopotami.

Hanno poi fatto ascoltare queste registrazioni a tutti gli altri ippopotami, per scoprire come avrebbero reagito alla voce di un membro del proprio gruppo piuttosto che a quella di un vicino o di un totale estraneo. I ricercatori hanno scoperto che gli ippopotami rispondono all'ascolto di un richiamo emettendo a loro volta un forte richiamo, avvicinandosi e lanciando sterco dappertutto con la coda, un comportamento di marcatura territoriale forse un po' disgustoso ai nostri occhi ma tipico di questa specie.

Hanno però notato che la risposta variava molto a seconda che stessero ascoltando ippopotami che già conoscevano oppure no. L'intensità e il vigore delle reazioni era infatti molto più forte in risposta al richiamo di un perfetto sconosciuto. Anche la marcatura territoriale con lo sterco era molto più probabile quando sentivano la voce di un ippopotamo che non apparteneva al loro gruppo. Gli ippopotami sono, in effetti animali, estremamente territoriali (ne sanno qualcosa gli abitati del continente nero) e difendono in maniera vigorosa i loro spazi, grazie alla loro enorme mole e alle gigantesche zanne.

Ma questo studio ha dimostrato che sono in grado di identificare le firme vocali degli altri rispondendo in maniera meno aggressiva e più pacata nei confronti degli "amici" e dei loro vicini. Questa nuova ricerca offre perciò nuovi e interessanti spunti sulla comunicazione degli ippopotami e sulle dinamiche tra i gruppi sociali, ma le reazioni comportamentali più forti nei confronti degli estranei potrebbero avere anche importanti implicazioni sulla gestione e sulla conservazione di questo erbivoro africano, che tra l'altro è diventato fortemente invasivo in Colombia per colpa di Pablo Escobar.

Per mantenere le popolazioni sane e sotto controllo, spesso gli ippopotami vengono trasferiti da un gruppo all'altro. Le scoperte di Mathevon e colleghi suggeriscono però che bisognerebbe procedere con maggiore cautela se si vogliono evitare reazioni troppo aggressive. Una buona mossa potrebbe essere, per esempio, far ascoltare agli ippopotami le voci degli altri prima del trasferimento in un nuovo gruppo, abituandoli così a "dialogare" e a conoscere meglio i loro futuri compagni e vicini.

Nei prossimi studi i ricercatori cercheranno di scoprire di più su cosa si dicono gli ippopotami con i loro richiami. Esploreranno, inoltre, in che modo riconoscono il suono di un individuo conosciuto e se le vocalizzazioni comunicano altre informazioni, come il sesso, l'eta o le dimensioni dell'animali. Le conversazioni tra gli ippopotami, per le nostre orecchie, sono appena cominciate.