Uno dei fattori proposti per spiegare la variabilità della comunicazione animale nei vari gruppi è la complessità sociale, intesa ad esempio come dimensione del gruppo. Anche il tipo di società può però avere un'influenza sulla comunicazione: specie tolleranti ed egalitarie, in cui il potere è più o meno condiviso da parte del gruppo, e hanno quindi relazioni gerarchiche più rilassate, necessitano di un vasto repertorio comunicativo per far fronte alle dinamiche sociali che cambiano di continuo. Le specie invece dispotiche, d'altro canto, potrebbero avere meno bisogno di comunicare in quanto le relazioni sociali sono già determinate dal rango degli individui e sono quindi meno incerte.

Proprio a tal proposito un team internazionale di ricercatori ha voluto indagare se lo stile di dominanza, ossia la severità con cui i dominanti impongono il proprio potere sui subordinati, influenza la comunicazione vocale nei primati sia a livello individuale che di specie. Lo studio, pubblicato recentemente su Royal Society Open Science, ha dimostrato che i primati più tolleranti nelle relazioni con gli altri vocalizzavano a un ritmo maggiore rispetto a quelli più dispotici, mentre a livello di specie, quelle dispotiche avevano un repertorio più vasto di vocalizzazioni legate alla gerarchia.

Lo studio sullo stile di dominanza e le vocalizzazioni di 26 specie di primati

Il grafico mostra la relazione tra il numero di chiamate relative alla gerarchia delle 21 specie con il punteggio dell’indice dello stile di dominanza ©Eithne Kavanagh et al, Dominance style is a key predictor of vocal use and evolution across nonhuman primates, Royal Society Open Science (2021)
in foto: Il grafico mostra la relazione tra il numero di chiamate relative alla gerarchia delle 21 specie con il punteggio dell’indice dello stile di dominanza ©Eithne Kavanagh et al, Dominance style is a key predictor of vocal use and evolution across nonhuman primates, Royal Society Open Science (2021)

I ricercatori hanno studiato 111 gruppi selvatici di 26 specie di primati, misurando sia il tasso vocale che lo stile di dominanza, calcolato utilizzando delle misure comportamentali focalizzate sulle interazioni agonistiche per determinare il carattere più o meno dispotico della specie. A livello individuale hanno invece esaminato la tolleranza mostrata dagli individui dominanti verso i subordinati, e quella ricevuta da questi ultimi in maniera separata. In più hanno misurato anche la prossimità degli individui nell'alimentarsi come indice di tolleranza. Sono riusciti a calcolare lo stile di dominanza per 21 delle specie presenti nel campione, per molte delle quali non era mai stato definito, e successivamente hanno analizzato i dati raccolti, alcuni dei quali provengono dalla letteratura. I risultati portati alla luce dallo studio sono stati sorprendenti: lo stile di dominanza era effettivamente correlato, sia a livello individuale che di specie, alla comunicazione vocale.

Gli individui più tolleranti verso i subordinati comunicano di più

A livello individuale i ricercatori hanno scoperto che i dominanti che si comportavano in maniera più tollerante con i subordinati vocalizzavano più frequentemente rispetto a quelli dispotici, ma non avveniva il contrario. I ricercatori suggeriscono che gli esemplari tolleranti, che non fanno quindi affidamento sul loro potere per gestire le relazioni, hanno maggiore necessità di comunicare con gli altri per creare affiliazione e gestire l'incertezza. Al contrario, all'interno delle relazioni dispotiche, gli individui utilizzano la forza per raggiungere i loro obiettivi e quindi non hanno bisogno di comunicazione. I subordinati invece comunicavano allo stesso modo sia con i dominanti più tolleranti sia con quelli più dispotici: il team suggerisce che hanno bisogno di creare legami all'interno della società a prescindere dallo stile del dominante. Inoltre, a livello di specie, quelle più dispotiche avevano un repertorio di vocalizzazione legato all'esprimere dominanza e pacificazione più ampio. Questo studio è il primo a misurare lo stile di dominanza in così tanti gruppi di primati e a dimostrare un maggior repertorio comunicativo legato alla gerarchia nelle specie dispotiche. Infine dalla ricerca emerge che la dominanza degli individui e delle specie è il contesto giusto per indagare l'evoluzione e l'utilizzo delle vocalizzazioni nei primati, ma sono necessari ulteriori studi per confermare questi risultati.

Primati di specie diverse "parlano la stessa lingua" per evitare conflitti

Battersi il petto per comunicare le proprie dimensioni: ecco perché i gorilla lo fanno