Un elefante scappa da un circo e si mette a mangiucchiare l’erba di un prato, a pochi passi da una rotatoria. Succede a Foggia e da qui, grazie a un cellulare, le sue immagini sono diventate virali nella rete. Chi ha fatto la ripresa dice che la città «ormai è una savana», non percependo però che il problema è un altro e affonda le sue radici nel mantenimento di animali selvatici negli spettacoli viaggianti.

Per la deputata Patrizia Prestipino, animalista del Partito democratico, si è trattato di una «scena di grandissima tristezza. C’è ben poco da ridere. Ricorda quella storia tristissima di Dumbo. Vedere un elefante pascolare tra i prati di Foggia non provoca ilarità». Quella degli animali nei circhi «è una barbarie che va assolutamente rimossa con una legge». Prestipino sottolinea come sia «bene» che i Comuni approvino regolamenti che mettano un freno, ma «serve una norma nazionale, altrimenti ci troviamo con i circhi che invece di andare nelle grandi città si fermeranno nei Comuni vicini, della Provincia. Di fatto, così, nulla cambia». La vera rivoluzione? «Sarà quando gli animali verranno riconosciuti nella Costituzione come esseri senzienti»

Il tema non sembra affatto divisivo tra i partiti del Parlamento, in questi giorni impegnati a votare il nuovo presidente della Repubblica. Per il deputato Filippo Maturi, responsabile per il dipartimento tutela diritti animali della Lega, quanto accaduto a Foggia «è solo l’ennesima dimostrazione di come i circhi con gli animali, oltre ad essere anacronistici e crudeli, costituiscano un pericolo per la comunità, i cittadini e per gli animali stessi». «Tenere in cattività animali selvatici al fine del loro sfruttamento per motivi economici è una crudeltà inaccettabile e un messaggio sbagliato che consegniamo alle nuove generazioni – spiega – Sempre più Paesi nell’Unione stanno vietando i circhi con gli animali, è bene che l’Italia non rimanga indietro su un tema tanto importante».

Ora, tutto sta a tradurre queste intenzioni bipartisan in una disposizione concreta. Le richieste vengono ormai da più parte e il Parlamento europeo ne sta discutendo, anche se c'è stato un primo stop. Ma l'Italia può fare la sua parte. Molte le esperienze virtuose: una tra queste, quelle del Circus Atmosphere.