Un circo con animali selvatici nella Repubblica Ceca (credits@FourPaws)
in foto: Un circo con animali selvatici nella Repubblica Ceca (credits@FourPaws)

Il 3 marzo è il giorno in cui il mondo celebra gli animali e le piante selvatiche del mondo in occasione del World Wildlife Day nato nel 1976 per volere dell’Assemblea Generale delle Nazioni Unite. Non a caso, dunque, proprio in questo giorno Eurogroups for animals, che dal 1980 rappresenta 70 organizzazioni di difesa degli animali in 26 Stati membri dell'Unione europea, Svizzera, Serbia, Norvegia, Australia e Stati Uniti, celebra questa giornata con il lancio ufficiale della campagna EU Stop Circus Suffering, chiedendo un divieto in Europa sull'uso di animali selvatici nei circhi. E lo fa portando i risultati di un nuovo sondaggio che, confermando che questa è la volontà del 68% degli europei, testimonia ancora una volta come, su questo argomento, sia sempre più diffuso un comune sentire che travalica le nazionalità e gli stati e diventa sempre più patrimonio di tutti.

«Basta a abusi fisici e torture mentali»

«Gli animali selvaggi nei circhi sono destinati a una vita di abusi fisici e torture mentali – recita il testo della richiesta all’Unione Europea  redatto dall’organizzazione – I circhi sono servizi di intrattenimento itineranti in giro per l'Europa e gli animali selvatici  vengono trasportati negli Stati membri, dove i circhi rappresentano gravi rischi per la sicurezza pubblica e per la salute e il benessere degli animali. Ecco perché chiediamo un divieto a livello europeo dell'uso di animali selvatici nei circhi , poiché i divieti a livello nazionale non impediranno questi movimenti con tutti i rischi e le angosce per gli animali». Intanto una petizione su change.org ha già raggiunto le 920 mila adesioni ed è stata consegnata ad una rappresentante dell’Unione Europea. «La Commissione dovrebbe prendere molto sul serio i desideri dei cittadini dell’UE e usare i loro poteri per porre fine finalmente a questa sofferenza inutile, confermando al contempo l’UE come leader internazionale per il benessere degli animali», ha commentato Reineke Hameleers, CEO di Eurogroup for Animals.

Le posizioni dei diversi paesi in Europa

Così mentre la Giornata mondiale della fauna selvatica nel 2021 viene celebrata con il tema "Foreste e mezzi di sussistenza: sostegno delle persone e del pianeta", l’Unione Europea riceve la richiesta ufficiale di intervento per fermare per sempre l’uso degli animali nei circhi in tutto il territorio europeo, puntando il dito sulle diverse legislazioni in vigore nei vari paesi dell’Unione. «23 Stati membri hanno già adottato una legislazione nazionale che limita l'uso di tutti o esclusivamente di animali selvatici nei circhi – spiegano da Eurogroups for animals –  riflettendo la posizione del pubblico per motivi etici e di benessere degli animali. Tuttavia, Francia, Germania, Italia e Spagna non hanno restrizioni nazionali e Repubblica Ceca, Finlandia e Ungheria hanno adottato solo restrizioni sull'uso di alcune specie di animali selvatici».  Una situazione che non salvaguarda la sicurezza degli animali, costretti oltre all’addestramento e alle esibizioni anche a lunghi e spossanti spostamenti. «I circhi in questi paesi utilizzano quindi ancora animali selvatici e viaggiano attraverso gli altri stati membri che hanno restrizioni. Questo è il motivo per cui un divieto dell'UE e quindi la nostra campagna è ancora molto necessaria per confermare una risposta coerente e comune dell'UE alla sofferenza di questi animali e all'aspetto transfrontaliero della questione».

Il sondaggio: il circo è crudele per il 68% delle persone

Eurogroups for Animals sostiene la sua richiesta con un sondaggio commissionato a Savanta ComRes. I risultati sono inequivocabili: il 68% degli intervistati, infatti ritiene che l’uso di animali selvatici nei circhi sia crudele e gli animali selvatici non dovrebbero essere usati per l’intrattenimento pubblici, mentre il 62% è d’accordo con l’affermazione che l’Unione europea dovrebbe vietare l’uso di tutti gli animali selvatici nei circhi. Inoltre ben l'82% è convinta che dovrebbe essere proprio l’Unione europea garantire che l’uso crudele di animali non venga consentito e il 69% pensa che i circhi che usano ancora animali selvatici devono reinventarsi sviluppando spettacoli di alta qualità con artisti umani. Un’alternativa che già esiste come sanno bene i tedeschi. In oltre 500 mila persone, nel 2019, hanno infatti già assistito alla spettacolo del Roncalli Circus che, eliminati completamente gli animali dalle rappresentazioni, li ha sostituiti con giganteschi ologrammi che offrono al pubblico l’emozione di una presenza animale virtuale ma emozionante, come ha raccontato in un'intervista a Kodami il suo fondatore Bernhard Paul.

L’adesione di molte associazioni animaliste

A fianco di Eurogroups for Animals, si sono schierate molte associazioni animaliste dei vari paesi europei. «È giunto il momento di porre fine all'uso di animali selvatici nei circhi itineranti in tutta l'Unione europea – commenta Thomas Pietsch, esperto di animali selvatici presso FOUR PAWS International che ha aderito alla campagna. – I cittadini dell'UE e gli esperti di animali concordano sul fatto che gli animali selvatici non appartengono al circo. Su 27 Stati membri, 23 hanno già vietato o limitato questa pratica obsoleta per soddisfare il sentimento dei loro cittadini contro la sofferenza degli animali a scopo di intrattenimento. Ora spetta alla Commissione europea chiudere una volta per tutte questo crudele capitolo in tutta l’UE». Anche l’italiana Essere Animali si è schierata con Eurogroups for Animals. «Nel nostro Paese la legislazione in materia è del tutto inadeguata – spiegano – e nonostante il volere dei cittadini si continua a permettere che questi animali siano sfruttati a discapito della loro salute. Ecco perché ci siamo uniti alla campagna di Eurogroup for Animals per chiedere all’Unione Europea di vietare una volta per tutte l’uso degli animali selvatici nei circhi in tutti gli stati membri, sperando nel frattempo che l’Italia prenda l’iniziativa e segua l’esempio positivo di altri Paesi nel porre fine per sempre a questa crudeltà».