25 Febbraio 2021
14:48

Roncalli Circus, lo spettacolo senza sofferenza con gli animali olografici

In Germania grazie alla tecnica olografica e all'investimento visionario di Bernhard Paul, fondatore del Circo Roncalli, per la prima volta gli animali in scena non sono vivi, ma la loro rappresentazione tridimensionale. E il successo del pubblico mostra chiaramente che il circo che sfrutta ancora la sofferenza animale è ormai anacronistico e senza futuro.

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Giornalista
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Tra i più emozionanti l’ologramma che riproduce tridimensionalmente un gigantesco elefante (credits@circustheaterroncalli)

Non lo ha fatto per denaro. Anche se alla fine economicamente è risultata una decisione vincente: trasformare il circo tradizionale in un nuovo e pionieristico spettacolo dove nessun animale veniva maltrattato per andare in scena per Bernhard Paul è stata una scelta fatta con il cuore. E per amore degli animali. Malgrado ciò, però, già nel 2018 il Roncalli Circus tra Austria e Germania ha contato più di 500 mila spettatori. Nel 2019 è stato visto da altri 500 mila.

Un circo senza sofferenza

E così, oggi, chi paga un biglietto per assistere ad uno spettacolo di questo circo sa per certo che nessun animale ha sofferto per il divertimento umano. Né fruste, né imposizioni, né anelli di fuoco attraverso cui buttarsi, né gonnellini osceni a ridicolizzare animali inconsapevoli. Sulla scena, alti anche fino a sei metri, elefanti luminosi sfilano pacifici, mentre i cavalli girano in tondo con criniere al vento e bardature luccicanti. Cani e scimmie fanno ridere i bambini, tigri e leoni sono maestosi e fieri come sempre. Ma nessuno di loro è in carne ed ossa. Nessuno di loro viaggia per chilometri e chilometri in camion di lamiera prima di esibirsi davanti ad un pubblico sempre troppo vicino e rumoroso.

Con l'olografia gli animali diventato tridimensionali

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Lo spettacolo dei cavalli ha richiesto più di un milione di particelle (credits@circustheaterroncalli)

Il miracolo si chiama olografia ed è una particolare e moderna tecnica ottica che garantisce una riproduzione tridimensionale e l’illusione di una presenza reale. Grazie a questo sistema, ormai piuttosto diffuso in moltissimi campi, si possono ricostruire immagini che possono essere viste da ogni angolazione. L’idea di Bernhard Paul, fondatore e direttore del circo, fu quella di applicarla al suo spettacolo per godere della presenza scenica degli animali che fino ad allora erano tradizionalmente utilizzati, senza però essere obbligati ad averli fisicamente dentro la struttura. Il successo è immediato. «Dopo l'annuncio che non avremmo più utilizzato animali nei nostri spettacoli -racconta Paul- abbiamo ricevuto più di 20 mila e-mail e lettere da tutto il mondo. Un feedback positivo al 95%. Quando abbiamo iniziato con il nostro spettacolo, le foto e i video sono diventati virali sui social media. In più di 100 paesi si è diffusa le notizia che Roncalli era il primo circo ad utilizzare animali olografici».

Come nel Superbowl americano

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Un altro ologramma che anima lo spettacolo circense Roncalli (credits@circustheaterroncalli)

Ovviamente l’attuale spettacolo, che ha già girato tutta la Germania, è il risultato di una serie di miglioramenti progressivi dello show. «Era un percorso che in realtà avevamo già cominciato quando per primi portammo sul palco i clown burattini – racconta ancora l'inventore – Ma è stato il 2017 l’anno della svolta. Perché assistendo ad una partita del Superbowl americano vidi per la prima volta utilizzare la tecnica olografica in uno spettacolo dal vivo. Una rappresentazione pazzesca che permetteva a Justine Timberlake di cantare insieme a Prince che all’epoca era già morto. Capì che volevo adattarlo agli spazi circolari del circo e così cominciammo a lavorare al progetto».

Una tecnica all'avanguardia

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Anche palloni aerostatici e spettacoli di clown nello show Roncalli sono olografie (credits@circustheaterroncalli)

Da allora il Roncalli Circus ha potenziato lo show. «All'inizio del 2017 ho assunto Markus Strobl che ha una competenza internazionale in materia di ologramma e intrattenimento digitale. Insieme abbiamo sviluppato il progetto». Vengono investiti 500 mila euro per avere una tecnologia olografica all’avanguardia e di altissima qualità che però allo stesso tempo vanno a sostituire le ingenti spese necessarie per mantenere gli animali vivi. «Markus Strobl e una squadra di 15 designer 3D e ingegneri di software stanno continuando a creare nuovi contenuti. Grazie a 11 laserbeamer e un cloudcomputing con più di 3000 processori è stato possibile creare lo spettacolo con i cavalli Stardust, per il quale  è stato necessario animare più di 1 milione di particelle».

Il progetto pionieristico sta continuando ad avere un grande successo. «Sono già entusiasta di quello che verrà dopo – conclude Bernhard Paul – Saremo a breve anche il primo circo che utilizza un robot come partner acrobatico di un essere umano. E interverremo anche sulla proposta alimentare del circo, cominciando ad offrire cibi vegani». Gli animali ringraziano.

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Maria Grazia Filippi
Giornalista
Scrivo da sempre, ma scrivere di animali e del loro mondo è la cosa più bella. Sono laureata in lettere, giornalista professionista e fondatrice del progetto La scimmia Viaggiante dedicato a tutti gli animali che vogliamo incontrare e conoscere nei luoghi dove vivono, liberi.
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