“Holiday for you. Hell for us. #EthicTravel” è questo lo slogan che viaggerà su 45 Double Decker, i famosi bus rossi a due piani, per le strade del centro di Londra. Parte proprio dalla metropoli inglese la campagna di Oipa International, l’Organizzazione internazionale protezione animali, per sensibilizzare le istituzioni di alcuni Stati in cui il fenomeno del randagismo è affrontato ancora soltanto con le uccisioni di massa.

«Il randagismo, com’è noto, è un fenomeno ancora molto diffuso in tutto il mondo e ancora molto lontano dall’essere gestito adeguatamente. E anche in città che appaiono molto belle all’esterno, molte volte si nasconde un aspetto più brutale che riguarda invece gli animali per i quali di bello non c’è nulla. Anzi, quella città per loro è soltanto un inferno, perché vengono abbandonati, lasciati morire di stenti e di malattie», spiega Massimo Pradella, presidente di Oipa International.

E l'elenco dei paesi in cui cani e gatti randagi non sono considerati esseri senzienti che provano dolore e sofferenza, ma solo un “fastidioso problema” da eliminare nel peggiore dei modi, si sta allungando sempre di più. Lasciati morire di fame e di sete nel deserto di Dubai. Avvelenati nelle strade di Azerbaigian, Pakistan, Ucraina e Uzbekistan. Catturati con la scusa di essere sterilizzati, ma poi spariti come accade in Albania. Trascurati e lasciati senza cibo nelle aree desolate della Siria e dell'Iran o nelle foreste della Turchia.

«Tra le città scelte per le immagini da far circolare, c’è senz’altro Dubai, una città che, seppur ricchissima e quindi con la possibilità di stanziare ingenti fondi e risorse per contenere il fenomeno con adeguate campagne di sterilizzazione, vaccinazioni e cure, purtroppo fa tutt’altro. E, anziché decidere di convivere pacificamente con questi animali, rendendoli parte della propria bellezza, nonostante i nostri tentativi di dialogo, le autorità li uccidono anche in previsione dell’Expo 2020».

Le leggi e i regolamenti in materia di protezione degli animali in questi paesi sono inadeguati e in molti casi non esistono nemmeno, inoltre mancano completamente le campagne di educazione e sensibilizzazione rivolte alle comunità locali per abbassare il diffuso e comune sentimento di sfiducia, indifferenza e ostilità verso i randagi.

Oipa International con questa campagna vuole riportare all’attenzione di un pubblico ampio queste terribili realtà che sono ancora troppo poco conosciute a livello internazionale.  «Non è certo la prima volta che lanciamo una campagna per sensibilizzare sul randagismo, questo volta sottolineiamo ancora di più l’importanza di scegliere un viaggio etico, una meta che tenga anche conto di come gli animali vengono trattati, per non diventare complici di questi abusi e maltrattamenti. Londra è stata scelta come simbolo per le sue caratteristiche di città multiculturale dove c’è la possibilità di raggiungere un pubblico vasto, eterogeneo, proveniente da tanti Paesi e culture diverse» conclude Pradella.

Le normative che tutelano i cani randagi