Una vacanza diversa, dedicando un po’ del proprio tempo a prendersi cura dei cani e dei gatti che vivono in un grande rifugio accanto al mare e anche con la possibilità di portarne uno nell'abitazione temporanea fino alla partenza e il ritorno a casa. A Barbados, l’isola immersa tra il Mar dei Caraibi e l’Oceano Atlantico, tutta sabbia bianca, mare azzurro e palme, si può. Lo hanno fatto in molti e molti hanno voluto lasciare un contributo economico per l’Ocean Acres Animal Sanctuary, il santuario che accoglie nei 33 canili a disposizione, gatti e cani randagi che sull’isola abbondano e che, causa pandemia, nell’ultimo anno sono aumentati sempre di più. Grazie a questi contributi, 200 mila dollari canadesi raccolti soprattutto tra i turisti e visitatori dell'isola, pochi giorni fa 200 cani hanno trovato adozione in Canada e, saliti su aereo cargo appositamente allestito, hanno preso il volo verso le loro nuove case.

Il santuario sul mare

Gli americani e gli inglesi amano Barbados per le vacanze riposo&natura, alle 17 si prende il tè perché siamo ancora in pieno Commonwealth e fra i 6 mila abitanti di Bridgetown, la capitale, le chiacchiere riguardano ancora le partite di cricket. Nell’idillio di Barbados, sulla costa opposta a quella della capitale, Karen Whittaker, un’inglese amante degli animali che vive sull’isola dal 2003, ha fondato l’Ocean Acres Animal Sanctuary. «Quando abbiamo rilevato un precedente ente di beneficenza per animali chiamato The Hope Sanctuary che non poteva più operare a causa della cattiva salute del fondatore – spiega la Whittaker – abbiamo trovato 69 gatti e 45 cani. Oggi diamo rifugio a oltre 150 animali: 50 gatti e oltre 100 cani. Ma c’è anche qualche tartaruga».

The Ruffuge

Un momento del trasporto dei cani adottati verso l’aereo (credits:@OceanAnimalSanctuary)
in foto: Un momento del trasporto dei cani adottati verso l’aereo (credits:@OceanAnimalSanctuary)

Al rifugio il lavoro quotidiano è destinato alla riabilitazione di animali  traumatizzati provenienti da abbandoni e randagismo e per curare i feriti. Ma i cani, con la pandemia, aumentano sempre di più. Difficile riuscire a star dietro all’arrivo continuo di animali abbandonati da persone in difficoltà. L’aumento completamente inedito di cani abbandonati e il sovraffolamento dei centri di accoglienza ha spinto a trovare un’alternativa di accoglienza al di fuori dell’isola. E' nato così un progetto molto particolare, The Ruffugee Project.

Il viaggio in Canada finanziato con i 200 mila dollari canadesi raccolti

I cani adottati venivano da abbandoni e maltrattamenti (credits:OceanAcresAnimal Sanctuary)
in foto: I cani adottati venivano da abbandoni e maltrattamenti (credits:OceanAcresAnimal Sanctuary)

«Grazie alle donazioni fatte dai viaggiatori che hanno visitato Barbados in passato, sono stati raccolti $202.000CAD, utilizzati per coprire il costo del volo charter per trasportare in tutta sicurezza gli animali da Barbados al Canada. Abbiamo fatto tutto in collaborazione con l'Eastern Ontario Potcake Rescue (EOPR). ». I cani adottati in Canada vengono da storie di abbandono e maltrattamenti. «La maggior parte di loro – spiega la Whittaker – era affamata, incatenata, legata, confinata in minuscole scatole, nessuna gentilezza, nessuna interazione umana per tutta la loro esistenza». Ora, grazie a Ruffugee project, avranno una nuova possibilità di vita.

In vacanza occupandosi dei randagi dell’isola

Durante le vacanze a Barbados gli amanti degli animali hanno anche una chance in più per vivere fino in fondo il territorio che stanno visitando: possono trascorrere del tempo passeggiando o giocando con i cani all'Ocean Acres o addirittura portarli con sé, nella propria casa vacanza, per un weekend, se consentito dall'host. «Una possibilità che funziona particolarmente bene per chi è in smart working: lo scorso anno l'isola caraibica ha lanciato con successo il Barbados Welcome Stamp, un visto speciale per i lavoratori da remoto che vogliono lavorare e vivere a Barbados. E attualmente 15 italiani si trovano a Barbados 1per lavorare da remoto sull'isola».