Cosa significa amore lo ha imparato da loro, dai suoi amici più cari fin da piccola, i cani: «Da piccola abbracciavo qualsiasi cane che incontravo per strada però facevo fatica a rapportarmi alle persone. Crescendo ho continuato ad affezionarmi più ai cani che agli uomini e poi con il tempo ho lavorato su me stessa e ho trovato un equilibrio, e anche un marito».

Nella trasmissione Le Iene del 18 ottobre, Elisabetta Canalis ha voluto dedicare il suo monologo all’amore sconfinato per gli animali, un discorso che però è stato un invito all’amore in generale, compreso quello che gli animali ti insegnano: «Cosa c’è di sbagliato nell’amare un cane? Un cane non ama come un uomo. Un cane sa adattarsi alla tua personalità. E se un uomo spesso ti vuole cambiare, lui ti accetta per quello che sei».

Un discorso profondo e intimo, ma che porta in sé diversi messaggi importanti: come quello del troppo spesso incompreso dolore che si prova alla perdita di un animale domestico. Dolore che bisogna quasi nascondere perché spesso si viene presi per pazzi, del resto ti dicono “era soltanto un cane”. Ma non è così. Perché quella sofferenza c’è e si sente forte: «Se nella vita sono stata per molto tempo senza un uomo, non sono mai stata neanche un giorno senza un cane» continua la show girl.

«Di Piero vi ho parlato al passato perché oggi non c’è più, infatti è morto tra le mie braccia quattro anni fa, solo pochi mesi dopo che ho perso mio papà. Ma se tutti sappiamo cosa fare per dare un senso alla morte di una persona, o almeno ci proviamo. Per i cani non è mai così, perché tutti danno per scontato che tu stia vivendo come un lutto di “Serie B” che devi fare meno storie, devi andare avanti, un po’ come ti si fosse rotta una lavatrice. Ma il dolore resta e se decidi di mostrarlo, come ha fatto qualche mese fa Biden dopo aver perso il suo pastore tedesco, puoi essere insultato e deriso».

Per la conduttrice però c’è solo un motivo per cui questo dolore non viene considerato tale: l’ignoranza, la stessa che porta l’uomo ad agire nei confronti degli animali in quei modi mostruosi che tutti conosciamo. «Questa è ignoranza, la stessa di chi abbandona i cani, di chi li lascia morire a una catena, la stessa di chi li lascia morire di fame e li tortura».

Un messaggio forte contro l’abbandono, quello di Canalis, ma soprattutto un messaggio d’amore: «Io cerco di combattere tutti i giorni questo e cerco di insegnare la mia forma particolare di amore tutti. Quando vedo Skiler che gioca con Nello, l’ultimo arrivato, mi sento serena perché credo che nella vita ci sia di più di quello che vediamo, una sorta di bellezza superiore, un amore che è più grande di me, di te, di tutto e per accedervi bisogna solamente trovare la propria strada personale. E a me la via, prima di tutti me l’hanno insegnata i cani».