Ai tempi del coronavirus mantenere cane e gatto costa cento euro in più. Durante la prima ondata di epidemia non si è registrato un picco degli abbandoni come inizialmente temuto ma si è invece alzata l'asticella della spesa. L'associazione Federconsumatori ha calcolato un costo variabile dal tre al cinque percento per l'acquisto di salviette o spray igienizzanti.

Proprio lo scorso marzo, durante il lockdown, l'incertezza sulle modalità di trasmissioni del virus, aveva spinto molte persone a pulire le zampe dei cani dal ritorno della passeggiata; abitudine che in realtà i veterinari consigliano anche in tempi non segnati da un'epidemia e ovviamente con prodotti idonei. Risultato: sono andati a ruba anche le soluzioni igienizzanti per gli animali domestici.

Federconsumatori ad agosto ha così aggiornato le tabelle dei costi valutando la spesa annua, per il mantenimento di un cane di media taglia intorno, ai 2300 euro e circa 900 per un gatto. Calcolando che le case degli italiani ospitano circa 32 milioni di animali domestici (fonte Censis), l’economia che gira intorno agli animali ha già raggiunto i 12,5 milioni di euro all’anno solo per il comparto alimentare come ha calcolato Assalco l’associazione nazionale imprese per l’alimentazione e la cura degli animali da compagnia.

Detrazioni e aiuti per chi ha un animale familiare

Se è vero, come sostiene Federconsumatori, che la presenza di un cane è più frequente nelle case delle persone che vivono sole e in quelle degli anziani o di chi si è appena separato, va da sé che si tratti nella maggior parte dei casi di famiglie mono reddito su cui può la spesa di un animale domestico può gravare in modo significativo. Sia per le famiglie composte da una persona e un animale che per le famiglie più numerose gli aiuti statali scarseggiano: «Nella legge di Bilancio c’è stato un piccolo ma ulteriore aumento della quota detraibile delle spese veterinarie – spiega Ilaria Innocenti, responsabile Lav area animali familiare – Il tetto massimo passa da 500 a 550 euro e questo vedrà un risparmio verso il Fisco che passerà dai 73,59 euro ai 79,90 a persona dal 2021; è quella che noi definiamo una piccola attenzione ma ovviamente non sufficiente a sostenere le necessità delle famiglie».

Durante il lockdown molte persone hanno deciso di accogliere un animale domestico, complice il maggior tempo da dedicare a un compagno a quattro zampe ma il Governo almeno fino all’emendamento Prestipino non ha avviato politiche a sostegno: «La novità è che da aprile i medici veterinari potranno prescrivere un farmaco per uso umano contenente lo stesso principio attivo – racconta Innocenti – che abbia un costo inferiore a quello del medicinale veterinario, assicurando così a cani gatti e agli altri pet un migliore accesso alla cura e lo stop a spese socialmente ed eticamente ingiuste».

Oltre a ricambiare compagnia, affetto e momenti di svago, un animale familiare implica diversi oneri sotto l’aspetto economico: «Come Lav avevamo chiesto un “animal social bonus” per chi avesse a carico un animale familiare in questo difficile momento di pandemia – conclude Ilaria Innocenti – ma la richiesta non è stata accolta dallo Stato». Ora la battaglia  continuerà in campo fiscale per abbattere l’Iva che su cibo e cure per animali è al 22%, servirà una vera rivoluzione perché gli animali familiari non siano più considerati un bene di lusso.