Quello che per molti all'inizio è stato un modo per racimolare qualche soldo, si è trasformato in questi ultimi anni in una vera occupazione a tempo pieno, con guadagni per nulla irrisori ma non nel nostro Paese.

Se in Italia, infatti, la tariffa media giornaliera di un dog sitter si aggira intorno ai 10 euro l’ora, negli Stati Uniti portare a passeggio il cane degli altri significa poter arrivare a guadagnare anche 100 mila dollari l’anno.

Succede a New York dove, dopo il boom di adozioni di cani durante la pandemia di Covid, il mestiere di dog sitter è diventato redditizio e permette ai più fortunati di vivere una vita da favola: stipendio annuale a sei zeri, casa di proprietà al mare, vacanze extra-lusso.

Se, infatti, fino a qualche tempo fa, a Manhattan una passeggiata di mezz'ora costava 14 dollari, ora si è arrivati a 35. Tutto questo successo non manca, però, delle sue ragioni. Innanzitutto, gli Stati Uniti sono il paese del sogno americano, dove l'iniziativa imprenditoriale è davvero premiata e un’impresa se voluta con determinazione riuscirà quasi per certo.

In secondo luogo, durante la pandemia il numero di cani e gatti all’interno delle case americane è schizzato alle stelle: secondo l'American Society for the Prevention of Cruelty to Animals, oltre 23 milioni di famiglie hanno acquistato o adottato un animale domestico nei mesi più duri della pandemia.

Questo ha comportato che, con la riduzione dello smart working e il ritorno del lavoro in presenza, tantissime persone che prima si occupavano dei loro animali a tempo pieno, hanno avuto bisogno di affidare a qualcuno i loro amici domestici, tutte nello stesso momento.

E, non a caso, come è logico quando la domanda supera l’offerta, il prezzo aumenta. Negli Stati Uniti sono 29.000 le organizzazioni di dog sitter che, in totale, impiegano  circa 51.000 persone. Sebbene diverse grandi aziende stiano aprendo in continuazione, il problema di carenza di clienti, al momento non esiste: secondo ricerche recenti, infatti, sono circa 89 milioni i cani da compagnia in America. Ma non solo, perché da diversi sondaggi è emerso anche che circa il 40% dei proprietari di cani non porta personalmente a spasso i compagni animali.

In generale, quindi, portare in giro i cani degli altri negli Usa, è considerato ormai un'industria che si stima produca 979 milioni di dollari. Una cifra che pare sia destinata a crescere ancora.

Quello del dog sitter, però, lo ricordiamo, non è un hobby o un lavoro da improvvisare. Chi vuole affrontare seriamente questa professione ha bisogno di acquisire conoscenze specifiche.

Deve studiare e aggiornarsi, leggere testi specializzati, fare esperienza con diversi soggetti e tipologie di razze e imparare dal confronto con educatori esperti.

In Europa la professione non è ancora stata riconosciuta formalmente, mentre negli Stati Uniti si tratta di un lavoro molto diffuso. In Italia un numero sempre crescente di persone sceglie quest’attività e un sempre crescente numero di scuole per addestratori hanno predisposto attività dedicati alla professionalizzazione del dog sitter.

In Italia, il riconoscimento della professione dipende dalle Regioni. Per esempio il Piemonte ha approvato un disegno di legge che prevede l’istituzione di un registro provinciale dei pet sitter nel quale gli umani di animali da compagnia possano avere la certezza di trovare nominativi che siano professionalmente formati.