Cobby, lo scimpanzé (Pan troglodytes) in cattività più anziano di tutto il Nord America, è morto alla veneranda età di 63 anni nello Zoo di San Francisco sabato 5 giugno. La notizia ha fatto molto scalpore, non solo per la longevità dell'esemplare, che in natura vive in media 33 anni, ma soprattutto perché Cobby era una vera e propria star per i bambini degli anni Sessanta. La causa del decesso è ancora incerta, ma, come si evince dal comunicato stampa dello zoo, una malattia recente e l'anzianità sono stati probabilmente i fattori che hanno contribuito alla sua morte. Cobby è arrivato allo zoo di San Francisco verso la metà degli anni 60, ma la sua vita prima di quel momento è stata piena di trascorsi. Lo scimpanzé infatti è stato allevato dall'uomo quando era solo un cucciolo e addestrato per entrare nel mondo dello spettacolo: partecipava come protagonista in una serie di cortometraggi dal titolo "Cobby's Hobbies".

La serie Cobby's Hobbies

In uno degli episodi chiamato "Superstitions", probabilmente l'unico che è ancora possibile vedere online, lo scimpanzé è vestito di tutto punto, con maglietta e pantaloni, proprio come fosse una persona. Come si può evincere dal nome inoltre, il tema dello sketch è raccontare al pubblico un concetto esclusivamente umano: la superstizione. La scena è ambientata in una stanza dove Cobby utilizza diversi strumenti, che comunemente vengono associati alla sfortuna, tra cui un ombrello e una scala, mentre una voce "narra i suoi pensieri" come se fosse un monologo interiore. L'intenzione di voler antropomorfizzare un animale, ossia affibbiargli sembianze e comportamenti umani, è piuttosto chiara: trattare un animale come un bambino o come una specie diversa da quella che è realmente vuol dire non accettare che sia "altro da noi" e che abbia dei bisogni e delle necessità diverse dalle nostre.

Episodio 4 "Superstitions"della serie Cobby's Hobbies

La spettacolarizzazione degli animali: cosa si cela dietro questo business

Lo scimpanzé è una specie che purtroppo si presta "bene" a questo tipo di spettacolarizzazione: è infatti molto simile a noi per diverse aspetti e, soprattutto quando è ancora in tenera età, fa molta presa sulle persone per le sue "adorabili" fattezze. Quello che purtroppo spesso non si conosce è quello che si cela dietro all'utilizzo degli animali negli show: spesso infatti questi derivano ancora da catture illegali e vengono strappati dalle proprie madri quando sono ancora piccolissimi, togliendo loro la possibilità di acquisire degli importanti insegnamenti che si ripercuoteranno poi sulla loro vita futura. Altri provengono invece da allevamenti pochi rispettosi del loro benessere e l‘addestramento alla recitazione può includere diversi episodi di maltrattamento. Lo scimpanzé inoltre è già una specie classificata "in pericolo" dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) a causa principalmente del bracconaggio, della perdita e il degrado dell'habitat e della malattia dovuta al virus Ebola.

Il documentario: "Cobby: The Other Side of Cute"

A tal proposito la regista Donna Mcrae, una grande fan di Cobby, ha prodotto un documentario dal nome "Cobby: The Other Side of Cute" dove mostra sia la vita del celebre scimpanzé che la crudeltà che spesso si cela dietro gli esemplari usati nell'intrattenimento. Cobby infatti è stato fortunato a essere donato allo zoo di San Francisco raggiunta l'adolescenza, suggerisce la regista Mcrae. Spesso altri esemplari non se la cavano altrettanto bene: alcuni infatti a "fine carriera" vengono ospitati in strutture dove non ricevono le adeguate cure e dove non viene garantito il loro benessere.

Trailer di "Cobby: The Other Side of Cute" 

Il saluto di Cobby da parte dello Staff dello Zoo

Cobby è stato donato allo Zoo di San Francisco nel 1964 quando le riprese di "Cobby's Hobbies" sono terminate. Lo scimpanzé, ormai abituato all'interazione con l'uomo e impossibilitato quindi a essere reinserito in natura, è stato affidato alla struttura. Per la sua estrema confidenza con l'uomo e per il suo carattere Cobby è stato particolarmente amato dallo staff dello Zoo, con cui aveva creato un legame speciale. «Ha toccato così tante vite e le persone hanno così tanti ricordi di lui. È insostituibile e i nostri cuori sono spezzati. A tutti noi mancherà vedere la sua bella barba grigia che veglia su di noi dalla piattaforma più alta del cortile» dichiara lo Staff. Qui inoltre ha avuto la possibilità di vivere con altri esemplari della sua stessa specie, tra cui ad esempio Minnie e Maggie, con cui ha trascorso ben 42 anni insieme.

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