A cura di Maria Mayer
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Veterinaria esperta in nutrizione del cane e del gatto

Circa una decina di anni fa sono apparse anche sul mercato italiano le prime crocchette grain free o senza cereali per il gatto. Come tante volte succede in nutrizione, il loro arrivo ha seguito un vero e proprio boom di consumi, ma ancora oggi è difficile che un familiare di gatto sappia rispondere ad una semplice domanda: come mai dare grain free al tuo gatto è/sarebbe meglio rispetto a dare una crocchetta “normale”? In questo articolo cercherò di fare chiarezza, per aiutare a decidere al meglio quale tipo di crocchetta dare al proprio gatto.

Cosa significa grain free nelle etichette di crocchette per gatti

Grain free significa letteralmente senza cereali e, come è facile capire, una crocchetta di questo tipo non conterrà fra gli ingredienti riso, mais, grano o altri cereali come orzo, farro o avena. Bisogna però fare molta attenzione perché senza cereali non corrisponde a senza carboidrati (carbo free)!

Quasi la totalità delle persone con cui mi è capitato di parlare dell’argomento infatti cadono in questo equivoco. I carboidrati, ovvero zuccheri complessi di cui quello di maggiore interesse è l’amido, sono contenuti infatti anche in altre ingredienti vegetali. In una crocchetta, per via della tecnologia attualmente utilizzata per produrle, l’amido deve necessariamente essere presente. Per questo, nelle crocchette grain free si trovano spesso in etichetta patate, piselli, lenticchie, ceci, fagioli o altri legumi.

I legumi in particolare sono fra le fonti di amido più frequenti nelle crocchette grain free perché offrono un doppio vantaggio al produttore: sono ricche di amido, ma al tempo stesso anche di proteine. Queste ultime, pur essendo proteine vegetali, di minor valore biologico quindi per il gatto, finiscono comunque in etichetta nella percentuale delle proteine gregge, aumentandone il valore. La percentuale di proteine gregge è in genere una delle variabili che un proprietario di gatto va a controllare, dato che ormai si sa che il gatto è un carnivoro e che deve mangiarne il più possibile.

I gatti hanno bisogno dei cereali o dei carboidrati in genere?

La risposta a questa domanda è certamente no, il gatto non ha bisogno di cereali e neanche di carboidrati in genere. Essendo un carnivoro stretto, il gatto è perfettamente in grado di sintetizzare il glucosio necessario alle sue cellule a partire dalle fonti proteiche, senza danni di alcun tipo per l’organismo. 

D’altra parte, per produrre gli alimenti secchi o crocchette, abbiamo detto che i carboidrati sono necessari. Anche in altri alimenti, come i pellettati o pressati a freddo, si evitano in genere gli amidi, ma si ricorre alle pectine, altro tipo di zucchero.

Il problema, a mio parere, è che gli alimenti grain free tendono a dare l’impressione al consumatore che sta fornendo una maggiore percentuale di proteine rispetto ad un alimento con i cereali. Ovvero che in conseguenza sta dando meno carboidrati e che quindi sta facendo il bene del suo gatto.

Questo non è necessariamente vero dato che come abbiamo visto i legumi contengono sia proteine vegetali che amido. Anche se la percentuale totale di carboidrati rimane quindi più o meno la stessa, si tenderà a pensare che nel caso dei grain free sia minore. Invece, come il gioco delle tre carte, la regina non sparisce, viene solo spostata!

Vantaggi o svantaggi di una crocchetta grain free

Una crocchetta grain free presenta vantaggi e svantaggi: vediamoli in dettaglio. Fra i vantaggi di una crocchetta grain free vi è in genere l’assenza di glutine. Dato che questa proteina vegetale sembra essere correlata, almeno per l’uomo, ad un aumento dell’infiammazione intestinale, è facile comprendere come il fatto che non ve ne sia traccia possa essere un vantaggio per il gatto.

Eliminare i cereali inoltre, significa eliminare una serie di contaminanti spesso associati con questo tipo di ingredienti come micotossine, residui di pesticidi (specialmente se i cereali sono OGM) e gli OGM stessi.

Per quello che riguarda invece quanto riportano tanti siti della supposta maggior quantità di proteine invece, abbiamo già visto come questo sia del tutto discutibile. Sebbene la percentuale di proteine gregge, nel caso vengano usati legumi in particolare, possa risultare maggiore di quella di crocchette normali, dobbiamo sapere che si tratta di proteine di origine vegetale. Le proteine di origine vegetale sono di basso valore biologico per il gatto, che incontra carenze di aminoacidi nella loro struttura e non può quindi utilizzarle a dovere.

Riguardo gli svantaggi, sono i legumi a lasciare il dubbio a me e a molti colleghi esperti in nutrizione. L’amido presente in ceci, lenticchie, piselli etc. infatti, anche se utile per dare “forma” e struttura alle crocchette, ma risulta particolarmente difficile da digerire per il gatto. Intendo in particolare che è più difficile rispetto a quello dei cereali. Per questo (e non per la supposta “eccessiva” quantità di proteine) alcuni gatti possono avere diarrea mangiando crocchette grain free.

Altri svantaggi dei grain free fanno sempre riferimento alla presenza di questi benedetti legumi. Questi alimenti sono tirati in ballo anche per un possibile minor assorbimento di nutrienti, fra cui diverse vitamine e la taurina, essenziale per il gatto. I legumi infatti contengono diverse sostanze anti-nutrizionali e una ingente quantità di fibra, non adatta alla dieta di un carnivoro stretto come il gatto.

Perché scegliere un alimento grain free per il proprio gatto

La scelta di una crocchetta grain free per il proprio gatto dovrebbe sempre essere basata su una valutazione individuale, del soggetto e del mangime specifico. I grain free non sono uno uguale all’altro. Se si sospetta che quel gatto in particolare possa avere una reazione avversa ad un cereale, certamente fare una prova con questo genere di alimenti può essere indicato. L’importante è sapere che stiamo fornendo una crocchetta senza cereali, non senza carboidrati!

Come si può capire da tutto l’articolo inoltre, si potrebbe decidere per un grain free soprattutto se questo avesse come fonte di amidi la patata o i “falsi cereali” (quinoa, amaranto). Meglio escludere i legumi al contrario.

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