Anche vivere in una caotica città ci mette ormai di fronte quotidianamente alla necessità di conoscere, tutelare e soprattutto sapere come comportarsi con tutti quegli animali che con noi condividono l'ecosistema urbano. Non sempre siamo però sufficientemente preparati alle situazioni impreviste, come può essere un animale ferito o un uccello finito accidentalmente dentro casa.

Lo spunto parte da una segnalazione arrivata alla redazione di Kodami di una persona che vive a Roma e che si è ritrovato nel suo appartamento un passero d'Italia in evidente difficoltà. Fortunatamente il piccolo passeriforme è riuscito a ritrovare il volo e la libertà grazie all'impegno e alla sensibilità degli abitanti della casa. «Alla fine ha preso il largo, dopo 4 ore in cui eravamo stati con le finestre aperte ma niente, non ne ha voluto sapere fino a quando poi si è deciso», ci ha raccontato il nostro lettore e proprio la condivisione di questa esperienza è per noi un'occasione da non perdere per dare qualche consiglio a chi dovesse ritrovarsi un uccello dentro casa, nel garage o in soffitta sul come fare per aiutarlo a uscire in breve tempo e soprattutto incolume.

Nel messaggio, infatti, lo stesso lettore ci ha raccontato che il passero si era rifugiato nel frattempo dietro a un mobile, per cui ci ha chiesto se fosse meglio evitare di spaventarlo troppo e se fosse vero che questo avrebbe potuto causargli un infarto. Fortunatamente questa è un'eventualità molto remota, soprattutto se l'uccello ha modo di allontanarsi dalla fonte di pericolo, in questo caso noi. Eppure ci sono alcune specie più sensibili di altre che possono davvero rischiare un infarto se stress e spavento sono molto prolungati e aumentano la pressione sanguigna. Per fortuna è davvero difficile che ciò accada, ma la prudenza non è mai troppa ed è sempre meglio cercare di evitare di stressare troppo gli animali, proprio come ha fatto il nostro lettore.

Il passero d’Italia segnalatoci da un nostro lettore è tornato fortunatamente in libertà
in foto: Il passero d’Italia segnalatoci da un nostro lettore è tornato fortunatamente in libertà

Controlla che non sia ferito e possa volare

La prima cosa da fare è verificare che l'uccello non sia ferito e che non sia un piccolo caduto dal nido. Un pullo che ha lasciato il suo nido troppo presto non è in grado di volare e può facilmente essere riconosciuto, nella maggior parte dei casi, dal piumaggio ancora incompleto e dalla presenza di parti di pelle nuda. Che si tratti di un piccolo caduto dal nido o di un uccello ferito bisogna metterlo al sicuro in una scatola di cartone con dei fori e contattare prima possibile il Centro di Recupero per Animali Selvatici più vicino. Saranno gli esperti del CRAS a valutare la situazione specifica e a trovare la soluzione migliore.

Altro caso molto comune, e spesso sottovalutato, riguarda invece pappagalli, canarini e altri uccelli esotici. Questi animali nella maggior parte dei casi sono fuggiti dalla cattività, farli uscire significherebbe quindi condannarli quasi certamente a morte. Conviene tenerli al sicuro in un scatola, contattare un CRAS e provare a trovare la persona che ha smarrito l'uccello.

Una cinciallegra sul davanzale di una finestra
in foto: Una cinciallegra sul davanzale di una finestra

Apri finestre e balconi

In tutti gli altri casi in cui l'animale sta bene, è in grado volare ed è semplicemente rimasto intrappolato dentro casa: niente panico prima di tutto. Se sappiamo cosa fare non sarà difficile farlo uscire in sicurezza. In situazioni come queste la prima cosa da fare è chiudere la porta della stanza e spalancare tutte le finestre, i balconi e le vetrate che danno all'esterno. Questo passaggio è molto importante per evitare che l'animale attratto dalla luce esterna e in preda al panico finisca per impattare, spesso fatalmente, contro una vetrata.

Prova a capire di che uccello si tratta

A questo punto può essere molto utile provare quantomeno a capire di che tipo di uccello si tratta. Nella maggior parte dei casi sono soprattutto passeriformi come passeri, merli, capinere, cince e rondini ad entrare in casa oppure columbidi come tortore e piccioni. Potrebbe però entrare dalle nostre finestre anche un gheppio, una civetta o un altro tipo di rapace sia diurno che notturno. In questi casi bisogna stare un po' più attenti. Non sono assolutamente pericolosi per gli umani ma essendo mediamente più grandi potrebbero ferirsi più facilmente urtando con gli oggetti di casa. Anche in questi casi conviene contattare il CRAS più vicino ed evitare il più possibile il contatto fisico, anche in virtù del fatto che artigli e becchi affilati potrebbero trasmettere pericolosi patogeni.

Una cinciarella rimasta intrappolata dentro casa
in foto: Una cinciarella rimasta intrappolata dentro casa

Spegni tutte le luci in casa

Una volta isolata la stanza e aperte tutte le finestre bisogna spegnere tutte le eventuali luci di casa, in questo modo sarà solo quella esterna ad attirare gli uccelli a indicargli la via di fuga. Tutti gli uccelli hanno paura dell'uomo, possiamo quindi sfruttare la loro naturale diffidenza per spingerli delicatamente verso l'uscita. Basterà mettersi al lato opposto della finestra o del balcone e avvicinarsi lentamente e gradualmente per indirizzarli.

Non provare a offrirgli del cibo

È totalmente inutile provare ad attirarli o ad aiutarli fornendo cibo: il più delle volte è molto probabile che il cibo non sia nemmeno adatto per quella specie e in ogni caso difficilmente un uccello che è in preda al panico e in un ambiente angusto e sconosciuto pensa di mettersi a mangiare.

La cosa migliore da fare è contattare un CRAS

Di solito bastano queste piccole accortezze per aiutarli a tornare fuori ma può capitare che finiscano per intrufolarsi tra mobili, divani e altri elementi d'arredo della casa. Se non riusciamo a farli uscire e a spingerli verso l'uscita oppure se sono rimasti incastrati, anche in questi casi è sempre preferibile contattare un CRAS. È buona regola non improvvisare se non si è esperti, in nessun campo. Sempre meglio quindi eccedere in prudenza e affidarsi agli addetti ai lavori piuttosto che commettere errori e rischiare di ferire gli animali.