Organi vistosi ed ingombranti come lunghe code, palchi e creste, complessi rituali di accoppiamento, pericolosi combattimenti, lunghe cure parentali. Tutti noi, istintivamente sappiamo di cosa stiamo parlando: la riproduzione è scritta nel nostro DNA e rientra tra i comportamenti fondamentali di un organismo. E quelli appena descritti sono solo alcuni esempi di quanto possano essere faticosi gli sforzi riproduttivi nel regno animale. Scopriamo insieme come si riproducono gli animali.

Riproduzione sessuata e asessuata

Quasi tutti gli organismi viventi si affidano in parte o totalmente alla riproduzione sessuata, una strategia riproduttiva che prevede la produzione di speciali cellule dette gameti e il successivo incontro ed unione con le corrispettive cellule di un partner, rigorosamente della stessa specie, formando una nuova cellula detta embrione. Un meccanismo più semplice, invece, è detto riproduzione asessuata e consiste nel produrre organismi geneticamente identici a sé stessi senza l'aiuto di nessuno.

Come in tutte le strategie vitali, vi sono vantaggi e svantaggi in entrambe le modalità.  La riproduzione sessuata è preferita per una questione di ricombinazione genetica, un modo per "rimescolare le carte" garantendo una maggiore adattabilità della prole e quindi maggiori possibilità di sopravvivenza a lungo termine. La riproduzione asessuata invece è un meccanismo solitamente rapido e molto meno dispendioso sotto tanti punti di vista, primo fra tutti il non dover dipendere da nessun altro (chi fa da sé…), ma che a lungo andare potrebbe rivelarsi fatale nel caso di cambiamenti ambientali: se siamo tutti uguali e cambiano le condizioni in cui ci troviamo rischiamo di fare tutti la stessa fine.

Le implicazioni evolutive di queste due strategie riproduttive sono sorprendenti. Ad esempio l'evoluzione ha favorito il differenziarsi di due sessi all'interno di ogni specie: l'incontro dei due gameti è facilitato se uno dei due, lo spermatozoo, leggero e veloce, si sposta nuotando alla ricerca di un secondo, l'ovulo, ricco di sostanze nutritive ma statico. Sono nati così i diversi sessi, maschile e femminile, nel regno animale ed analogamente anche nel regno vegetale centinaia di milioni di anni fa.

Il "ventre" primordiale, luogo dei primi incontri amorosi è l'Oceano, essendo il nostro regno originario dei mari paleozoici. Le specie acquatiche molto spesso si limitano ad emettere i gameti, affidandosi alle correnti per la fecondazione.

Con la conquista delle terre emerse, poi, si è dovuto far fronte al problema di dover fare incontrare i due gameti in un ambiente protetto dal disseccamento: l'utero femminile. Ecco che i maschi e le femmine delle varie specie terrestri hanno iniziato a cercarsi, richiamarsi ed attrarsi con segnali vocali, visivi e chimici al fine di avere un rapporto sessuale.

Ovipari, ovovivipari e vivipari

Il primo periodo di sviluppo embrionale è un momento estremamente delicato per gli animali. Le sostanze nutritive garantite dalla mamma sono un piatto ambito da tantissimi predatori, in certi casi anche della propria stessa specie! Anche in questo caso si sono evolute varie possibilità: alcune specie si affidano alle uova, vere e proprie "strutture", che possono essere variamente mineralizzate, protette da gusci e tenute al sicuro esternamente in nidi o sottoterra (oviparia) o tenute in grembo fino alla schiusa (ovoviviparia); altre specie invece, come la nostra, non hanno evoluto rivestimenti protettivi, e mantengono direttamente i piccoli in grembo (viviparia) garantendo direttamente nutrimento al piccolo in un periodo chiamato gestazione.

Ogni specie ha periodi di gestazione diversi. La gestazione del cane è lunga circa due mesi, un capidoglio ne impiega quattordici, nella nostra specie è notoriamente di nove.

Attenzione però: specie vivipare e ovovivipare possono confondersi facilmente! I mammiferi non sono gli unici animali vivipari. Il superordine degli squali ad esempio comprende specie ovipare come i gattucci, specie ovovivipare come gli squali balena e specie vivipare come gli squali martello e gli squali elefante.

Ermafrodotismo e partenogenesi

La biodiversità di forme e colori del regno animale è accompagnata da una grande diversità di comportamenti ed abitudini anche in campo sessuale. Noi umani siamo abituati ad una stretta differenziazione individuale nella nostra specie per quanto riguarda il sesso biologico. Molte specie però possono cambiare il proprio sesso durante lo sviluppo come alcuni pesci, come i pesci pagliaccio (da grande Nemo diventerà una femminuccia). Altre possono essere contemporaneamente maschi e femmine allo stesso momento, in tal caso si parlerà di specie ermafrodita. Le lumache di terra, lente per antonomasia, hanno grandi vantaggi dall'essere sia maschi che femmine: qualsiasi individuo incontrino della propria specie è un possibile partner!

Un altro comportamento riproduttivo estremamente affascinante è quello attuato da tantissimi insetti ed alcuni rettili (e uccelli, secondo studi recenti), in cui la femmina può riprodursi anche senza la fecondazione maschile. Questo processo è chiamato partenogenesi, ed è molto utile in popolazioni in cui l'incontro con un maschio può risultare complicato.

Rituali amorosi

I rituali di accoppiamento del regno animale sono tra i comportamenti più affascinanti offerti dalla natura. Combattimenti scanditi da precise regole, danze sfrenate e sfoggio di lussuosi piumaggi, la ricerca e l'offerta di preziosi doni.

I maschi di molte specie di ragno, ad esempio, per poter placare gli istinti cannibali delle proprie consorti che possono in alcuni casi essere diverse volte più grandi, distraggono le partner regalando prede incartate nella tela.

Sono pochi i casi in cui i combattimenti portano davvero alla morte di uno dei due contendenti: è il caso dei leoni marini, in cui la possibilità di possedere un harem di decine di femmine è così ambita da portare a scontri cruenti.

I maestri nell'arte del corteggiamento sono senza dubbio gli uccelli del paradiso, una famiglia di uccelli endemica della Nuova Guinea. Code arricciate, pomposi collarini dai colori sgargianti petti iridescenti, associati a pose tali da farli assomigliare a maschere tribali, sono uno spettacolo irresistibile per le femmine, che valutano le esibizioni dei maschi con occhio attento.

La selezione sessuale ha favorito lo sfoggio delle proprie abilità da parte dei maschi migliori: per una femmina l'investimento materno è importantissimo, meglio intraprenderlo concedendosi al più forte, al più bello, al più potente. In tal modo si garantiranno i geni migliori alla prole e quindi maggiori probabilità di sopravvivenza. Infine è bene ricordare che accoppiarsi con un individuo di una specie diversa non sarebbe solo tempo sprecato, ma anche un investimento sbagliato e rischioso: i rituali servono quindi anche a ribadire chiaramente la reciproca appartenenza alla stessa specie.