15 Maggio 2021
17:00

I pesci cartilaginei: dallo squalo leuca alla manta gigante

I pesci cartilaginei o condroitti sono una classe di vertebrati caratterizzati dalla presenza di uno scheletro cartilagineo. Contano circa 1200 specie e possono vivere sia in acqua dolce che in acqua salata. Dallo squalo leuca alle chimere, alla scoperta di questi bellissimi e affascinanti animali.

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I pesci cartilaginei o condroitti sono una classe di vertebrati accomunati tutti da una caratteristica in particolare: uno scheletro composto principalmente da cartilagine, che essendo piuttosto flessibile, dona a questi animali una grande agilità nel nuotare in acqua. È questa infatti la principale peculiarità che li distingue dai pesci ossei o osteitti, dotati invece, com'è intuibile dal nome, di uno scheletro osseo. I pesci cartilaginei si dividono principalmente in due gruppi: gli Elasmobranchii di cui fanno parte ad esempio i famosi squali e le razze e gli Holocephali che comprendono invece le chimere.

Differenze tra pesci cartilaginei e pesci ossei

Sono tante le differenze tra questi due gruppi: prima di tutto i pesci cartilaginei sono un numero molto minore di specie e se ne contano circa 1200 specie viventi, a differenza delle 30.000 specie di pesci ossei, davvero una gran differenza. Le dimensioni e l'aspetto inoltre sono ben diversi: i pesci cartilaginei sono infatti generalmente più grandi, presentano una bocca quasi sempre ventrale e una coda che viene definita eterocerca, ossia con i due lobi "sfasati": quello superiore è generalmente più sviluppato rispetto a quello inferiore.

Ma non finisce qui: i pesci cartilaginei sono dotati di branchie settate che si aprono verso l'esterno grazie a delle fessure, il cui numero è variabile rispetto alla specie. Per poter respirare e far passare l'acqua e l'ossigeno attraverso le branchie molte specie di condrotti devono nuotare continuamente senza mai fermarsi, ma questo non vale per tutti: altre specie infatti sono dotate di fori dietro gli occhi, definiti spiracoli, che riescono a pompare l'acqua all'esterno senza necessità di movimento. Gli osteitti invece presentano delle branchie provviste di una struttura mobile chiamata opercolo che serve a regolare il flusso d'acqua che passa all'interno.

Inoltre i Condroitti sono sprovvisti di vescica natatoria, ossia una sacca di gas di cui dispongono invece i pesci ossei, e che permettere loro di salire e scendere all'interno della colonna d'acqua. Un'altra importante differenza riguarda i denti: i pesci cartilaginei come gli squali possono perdere e rimettere i denti per tutta la loro vita perché sono attaccati alle gengive e non alle arcate mandibolari come i pesci ossei. Infine anche la pelle è diversa: i pesci cartilaginei hanno la pelle ruvida che sembra proprio carta vetrata, mentre quelli ossei sono ricoperti di scaglie.

I pesci cartilaginei: Elasmobranchi e Olocefali

Quando si parla di pesci cartilaginei si fa in realtà riferimento a due sottoclassi differenti: gli Elasmobranchi e gli Olocefali. Vediamo le caratteristiche generali di ognuno di questi gruppi:

  • Elasmobranchi: a questo gruppo fanno parte gli squali, le razze, le mante e i cosiddetti pesci sega. Sono animali che vivono principalmente in ambiente marino, in acque tropicali e temperate, ma non mancano anche specie d'acqua dolce, che rappresentano il 5% del totale. Sono caratterizzati generalmente dalla presenza di cinque – sette paia di fessure branchiali e da una pelle ricoperta dalle cosiddette squame placoidi che si sono evolute proprio per rendere più efficiente il nuoto. Inoltre presentano una pinna dorsale spesso rigida e una particolare modalità di accoppiamento. I maschi di alcune specie infatti sono dotati di pinne ventrali modificate e trasformate in appendici prensili che servono a trasferire lo sperma nella cloaca della femmina. Infine sono spesso dotati di una struttura chiamata tapetum lucidum che si trova generalmente dietro ai fotorecettori della retina dell'occhio e ha la funzione di assorbire una maggior quantità di luce. Ma non finisce qui: mancando della vescica natatoria hanno evoluto un'altra strategia per galleggiare. Utilizzano infatti l'olio presente nel fegato per stare "a mezz'aria" in acqua.
  • Olocefali: a questo gruppo fa parte l'unico ordine vivente dei Chimaeriformes al cui interno vi sono i pesci elefanti (Chimaera) e i pesci ratto (Callorhinchus). Sono caratterizzati da una modalità di vita generalmente piuttosto sedentaria: rimangono infatti spesso a contatto con il fondale e si nutrono di piccoli invertebrati senza sforzarsi troppo. Il loro aspetto è molto particolare: sono dotati generalmente di code molto lunghe e sottili e di ampie pinne pettorali che permettono loro di fare ampi movimenti nel nuoto. Sono sprovvisti di stomaco, o meglio il loro stomaco è fuso con l'intestino, e presentano una bocca davvero piccolissima.

Dove vivono e come si riproducono

I pesci cartilaginei vivono davvero dappertutto e principalmente in acqua salata, ma non mancano specie d'acqua dolce: se ne contano infatti circa 68 appartenenti a quattro famiglie e dodici generi. A differenza dei pesci ossei la fecondazione è interna e lo sviluppo dell'embrione può avvenire secondo diverse modalità: la maggior parte delle specie sono ovovivipare, ossia i piccoli nascono già formati ma ricevono le sostanze nutritive dall'uovo all'interno del corpo della madre, altre sono ovipare e solo pochissime specie sono vivipare.

Le modalità di vita dei condroitti sono molto diverse tra loro: gli squali ad esempio sono specie pelagiche che vivono in mare aperto, mentre le razze vivono principalmente a contatto con il fondale. Le chimere sono solite invece nuotare in acque profonde anche oltre i 1000 metri di profondità, mentre i pesci sega preferiscono generalmente gli estuari e le acque salmastre marine e costiere. Possono però anche trovarsi nelle acque dolci.

10 esempi di condroitti

I condroitti sono animali affascinanti che vivono in modi e ambienti molto variabili, eccone alcuni tra i più curiosi:

Squalo gange (Glyphis gangeticus)

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Gliphys sp.

È una specie che vive in diversi fiumi dell'India orientale e nord-orientale, tra cui il fiume Gange ed è spesso confuso con lo squalo leuca (Carcharhinus leucas) che abita nelle stesse acque. È classificata come "in pericolo" dalla IUCN (International Union for Conservation of Nature) in quanto vive in zone ristrette e molto influenzate dalle attività umane. Le principali minacce a questa specie sono infatti il degrado dell'habitat, l'inquinamento e la pesca eccessiva. Le sue pinne infatti sembrano essere molto ambite nel mercato asiatico. È una specie però ancora molto poco conosciuta dal punto di vista biologico.

Squalo leuca (Carcharhinus leucas)

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È una specie che ha un'ampia distribuzione: vive infatti in diversi tipi di habitat, sia in acqua dolce che salata, e si trova generalmente in acque calde e non molto profonde.  È il più conosciuto tra le sole 43 specie di elasmobranchi che riescono a vivere in acqua dolce ed è classificato come "quasi minacciato" dalla IUCN. È definito anche una specie "eurialina" per la capacità di adattarsi a diversi gradi di salinità e non ha predatori in natura, se non l'uomo. Si ciba principalmente di pesci ossei e anche di altri squali.

Squalo elefante (Cetorhinus maximus)

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È una specie che vive in tutti gli oceani temperati del mondo e, dopo lo squalo balena (Rhincodon typus) è il pesce più grande vivente. È una specie considerata "in pericolo" dalla IUCN a causa principalmente delle catture nelle reti: lo squalo elefante è stato infatti a lungo molto ambito per la pelle, le pinne, l'olio di fegato e la carne che veniva utilizzata come prodotto alimentare o per produrre la farina di pesce. È una specie generalmente solitaria e che presenta pochi predatori e ad oggi è una specie protetta dall'Unione Europea che ne vieta la pesca anche accidentale.

Manta gigante (Mobula birostris)

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È la più grande manta della barriera corallina che può arrivare addirittura ad una lunghezza di 7 metri di diametro. Vive principalmente nelle acque tropicali e subtropicali, ma è possibile incontrarla anche nelle acque temperate. È una specie considerata "in pericolo" dalla IUCN principalmente per la pesce eccessiva che ne ha causato un drastico calo della popolazione negli ultimi vent'anni. Passa la sua vita in viaggio migrando da sola o in gruppi di 50 individui e associandosi occasionalmente anche con altre specie tra cui mammiferi e uccelli marini.

Torpedini (Torpediniformes)

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Le torpedini sono un gruppo di pesci cartilaginei che comprende ben 69 specie diverse. Sono degli animali dalle diverse particolarità: hanno infatti la forma di un disco e presentano degli organi elettrogeni che si trovano alla base delle pinne pettorali e che utilizzano per difendersi o per paralizzare le prede. Sono animali poco dinamici, che vivono generalmente a contatto con il fondale, e aspettano sotto la sabbia che passi un piccolo invertebrato o un pesce per paralizzarlo e cibarsene.

Squalo tagliatore (Isistius brasiliensis)

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È una specie con un'ampia distribuzione: vive infatti nelle acque oceaniche calde di tutto il mondo e per questo classificata come "Minore preoccupazione" dalla IUCN . Il nome deriva dalla sue curiose abitudini alimentari: è infatti un predatore che si ciba di diversi animali anche di grosse dimensioni come squali e cetacei e che attacca in maniera particolare. Con i denti infatti stacca pezzi di carne dalle prede di forma rotonda, che assomigliano proprio a dei biscotti, lasciando così delle cicatrici da morso caratteristici sulla pelle delle vittime.

Squalo balena (Rhincodon typus)

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È una specie che vive negli oceani tropicali e rappresenta il pesce più grande ad oggi vivente che può arrivare addirittura ad una lunghezza di ben 18 metri. Vive principalmente negli oceani tropicali ed è considerato "in pericolo" dalla IUCN, a causa principalmente dell'impatto con le navi e delle catture accidentali nelle reti. Sono animali filtratori che si cibano soprattutto di krill, ossia di piccoli crostacei che assomigliano a gamberetti. Sono animali inoltre davvero longevi: è stato stimato infatti che riescano a vivere fino a ben 80-130 anni.

Chimere (Holocephali)

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Le chimere come Chimaera monstrosa, sono senza dubbio tra i pesci più strani e bizzarri del mondo. Vivono in acque profonde, hanno occhi enormi, muso arrotondato e si conosce davvero molto poco sul loro stile di vite e le abitudini. Hanno persino una spina rigida sul dorso collegata a una ghiandola velenosa. Il loro aspetto unico tra tutti i pesci cartilaginei gli ha fatto guadagnare il nome in inglese di "pesci coniglio".

Pesce sega comune (Pristis pristis)

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È una specie che vive sia in acqua dolce che salata e si può trovare in tutte le zone tropicali e subtropicali. È classificata come "in pericolo critico" dalla IUCN a causa principalmente della perdita di habitat e della pesca eccessiva. La sua maggiore particolarità è nella modalità di predazione: presenta infatti un rostro a forma di sega con cui stordisce i branchi di pesci di cui si ciba.

Pastinaca (Dasyatis pastinaca)

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La pastinaca, o trigone, è una razza piuttosto comune nelle acque del Mediterraneo. Come la maggior parte delle razze vive prevalentemente sui fondali, dove si nasconde con incredibile abilità seppellendosi nella sabbia. Si nutre principalmente di crostacei e piccoli pesci che vivono sul fondo, ed è dotata di un aculeo seghettato e velenifero sulla coda che è in grado di causare ferite anche gravi.

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