Una nuova sfida si apre per le attività ricettive italiane. Non ci saranno più solo le “forchette” o le "stelle" a classificarli. Arrivano anche le “zampette” che diranno se quel locale è più o meno “animal friendly”, dunque amico degli animali. L’idea è venuta al Comune di Vieste, in Provincia di Foggia, insieme alla sede locale della Lega nazionale per la difesa del cane (Lnc).

Come funzionano le zampette? Ne vengono assegnate da una a cinque. Le prime tre dipendono dalla disponibilità dell’imprenditore (ristoratore, gestore di hotel o balneare) ad accettare un cane in relazione alla sua taglia. Una zampetta la si ottiene accettando cani fino a 10 kg e con un’altezza orientativa di 35 centimetri. Due zampette, invece, si raggiungono con l’accoglienza di cani fino a 25 chili e un’altezza di 50 cm. Le attività a tre zampette, invece, ottengono questo riconoscimento aprendo le porte a cani fino a 45 kg e un’altezza orientativa di 70 cm. Per queste prime tre categorie non c’è l’obbligo di offrire i servizi aggiuntivi per gli animali.

La situazione cambia per le attività a quattro o a cinque zampette, che accettano cani senza alcun limite di stazza. Per arrivare a quattro zampette bisogna fornire almeno 3 servizi aggiuntivi per animali. Per la quinta, invece, sono almeno 5. Dunque, spazio ad aree per lo sgambamento, abbeveratoi e quant’altro. Per essere stabilimenti balneari “Animal friendly” il requisito di base per tutti è garantire la balneazione animale.

Francesca Toto, che per la Lnc ha contribuito a sviluppare l’iniziativa, racconta come tutto nasca dal progetto Zerocanile. «Grazie a questo abbiamo azzerato il randagismo – spiega – Da anni a Vieste non abbiamo più un canile rifugio perché siamo riusciti a trovare una famiglia a tutti. Rimane solo un canile sanitario che oggi non ha cani. L’amministrazione comunale ha sposato da subito il progetto, mettendolo nel proprio piano di lavoro ed è arrivata all’obiettivo».

«E’ facile trovare ristoranti o altre località che accettano cani di piccola taglia. E’ più difficile trovarli per cani di media e grossa taglia. In questo modo, anche per evitare la pratica degli abbandoni, garantiamo un servizio per i turisti che scelgono di andare in vacanza con il proprio animale», aggiunge Toto.

«Questa iniziativa è in linea con il piano strategico del turismo che abbiamo approvato poco tempo fa – spiega l’assessore ai Servizi sociali del Comune di Vieste, Rossella Falcone – Ci auguriamo che possa essere un’apripista per altre realtà. Per noi è un punto di arrivo, per altri quest’idea può essere un punto di partenza».

Diverse strutture ricettive in Italia hanno sviluppato una propria inclinazione "pet friendly". L'esperienza delle zampette, seppur in forma diversa, è stata declinata anche in altre realtà italiane. Un esempio è quello di Cervia (Ravenna) e di Federalberghi con "Cervia pet hotel". Si parte dalle tre zampette, con un omaggio di benvenuto per il proprio cane. Ottengono quattro zampette le strutture con una piccola zona di ristoro per animali, con sacchetti igienici per cani,  con accessori di guinzagli o collari. A cinque zampette arrivano gli hotel che permettono di far sostare il proprio animale nelle zone comuni e che lo fanno accedere alla sala ristorante e alla sala colazione, che hanno una pet-room attrezzata, che hanno un servizio di dog sitter e un menù dedicato agli animali domestici.

In Kenya un italiano punta sul turismo per salvare la fauna selvatica