Validato da Sonia Campa
Membro del Comitato Scientifico di kodami
Consulente per la relazione uomo-gatto

Il gatto, a differenza del cane, è considerato un animale sociale "facoltativo". Questo vuol dire che la sua propensione a vivere in un gruppo sociale non può essere generalizzata ma dipende dalle caratteristiche specifiche dell'individuo. Se vogliamo entrare in relazione con il nostro gatto quindi, dobbiamo prima capire se lui in quel momento è desideroso di entrare in relazione con noi e se ha voglia di essere, ad esempio, accarezzato. La maggior parte delle persone probabilmente passerebbe giornate intere stesa sul divano con il gatto accovacciato sulle gambe. La sensazione di benessere che proviamo nello stargli vicino ha infatti delle fondamenta scientifiche: semplicemente accarezzare un gatto riduce il livello dell'ormone dello stress nell'uomo, il cortisolo. Ma è importante sapere anche come accarezzarlo e quali sono i punti che preferisce. Ad esempio, pancia e schiena non sono delle zone particolarmente gradite dal micio, mentre il mento è molto apprezzato. Pensate che può bastare anche solo guardare un video di un gatto per migliorare il nostro umore. Sulla nostra voglia di interagire con il pet quindi non ci sono dubbi, ma come dobbiamo fare per capire se anche il gatto ha voglia di entrare in relazione con noi?

Come prendere confidenza con il gatto

Una delle prime cose da considerare è che non sempre dobbiamo essere noi a prendere l'iniziativa. Anzi, con i gatti sarebbe meglio lasciargli la scelta e aspettare che siano loro a fare il primo passo. Dobbiamo quindi cercare di essere un po' più pazienti, ma l'attesa renderà l'interazione più piacevole. Ci sono però anche altri aspetti che bisogna considerare come, ad esempio, il comportamento e la postura del micio. Se quando ci avviciniamo il gatto mostra una postura poco rilassata, resta distante, agita la coda, increspa il pelo soprattutto nella zona della schiena e non fa le fusa, probabilmente non ha molta voglia di entrare in confidenza con noi in quel momento. Se al contrario mostra interesse verso di noi, inizia ad annusarci, ha una postura rilassata, fa le fusa, ha la coda e le orecchie dritte, probabilmente è arrivato il momento di accarezzarlo e non è escluso che vi spinga anche un pochino con la testa per chiedervi di continuare quando smetterete di accarezzarlo. Insomma, il gatto sarà assolutamente capace di farvi capire quando ha voglia di essere accarezzato e a quel punto, non vi resta che accontentarlo. Ma quali sono le zone che il gatto preferisce?

Dove accarezzare il gatto

Non c'è una regola fissa che vale per tutti i gatti perché ogni individuo è a sé e può presentare delle esigenze o preferenze specifiche. Bisogna anche considerare che il livello di tolleranza di un gatto alle nostre attenzioni dipende anche dalle sue esperienze precoci, come ad esempio quanto e come è stato maneggiato da piccolo. In linea generale però si possono individuare delle zone che sono per il gatto più piacevoli rispetto ad altre.

  • Tra queste troviamo sicuramente le aree del corpo dove vi sono le ghiandole odorifere. Queste risultano particolarmente gradite al gatto perché è proprio attraverso queste ghiandole che riesce a diffondere il proprio odore e creare un ambiente sereno e familiare intorno a lui. Trasmettendo il suo odore sulle nostre mani inoltre, il nostro rapporto potrebbe uscirne rafforzato: il gatto ci troverà più familiari e probabilmente ci cercherà più spesso, dato che siamo impregnati del suo odore. Ma dove sono precisamente queste ghiandole? Si trovano soprattutto sotto il mento, dietro e alla base delle orecchie, e dietro i baffi, nella zona della guancia.
  • La schiena è invece una zona un po' più delicata, soprattutto la parte finale vicino alla coda. Anche qui infatti si trovano le ghiandole odorifere e  ad alcuni gatti piace essere accarezzati in quel punto, ma la maggior parte non la prende troppo bene.
  • Infine gambe, pancia e coda non sono zone molto gradite dai gatti, ma questo dipende anche dal soggetto e dal rapporto di confidenza che si è creato tra voi.

Infine sembra che anche la nostra personalità giochi un ruolo nel come il gatto risponde alle nostre dimostrazioni di affetto. Beh allora, cosa aspettate per conoscere più a fondo il vostro gatto e sperimentare le sue preferenze?